A spasso negli Usa

Tornata a New York per la terza volta ho voluto conoscere altre importanti città come Boston, Washington, Chicago e New Orleans. Tutte bellissime e diverse, ognuna mi ha lasciato un ricordo indelebile

  • di airada
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Itinerario: New York-Philadelphia-Washington-Boston-Chicago-New Orleans

Prese elettriche: tipo a lamelle piatte americane Valuta: ovviamente dollaro

Clima: fine agosto-primi di settembre buono, a volte ancora caldo, ma gradevole.

Considerazioni generali in ordine sparso

Abbiamo prenotato i voli e gli hotel tramite un tour operator online e comprato tutte le escursioni, sempre online, tramite Viator. Era da molto tempo che desideravo vedere la parte est degli Usa e in questa occasione ho colmato qualche lacuna. Un altro sogno erano Chicago e New Orleans e sono felicissima di aver inserito anche queste mete.

Premesso quindi che ogni città mi ha affascinato (ognuna con le sue peculiarità) ed emozionato, facendomi percepire le sue atmosfere, i suoi colori, la sua effervescenza, imponenza o sobrietà, non posso fare a meno di sottolineare anche le considerazioni negative. Mentre per strada le persone sono sempre state gentili nel dare info, al contrario, nei negozi, hotel e posti di lavoro, ho trovato tanta gente esasperata, soprattutto a New York. Forse percepiscono stipendi troppo bassi per il costo della vita e anche per questo sono ossessionati dalle mance che "suggeriscono" a partire dal 18%. Alla fine non ne potevamo più. Il “tip” dovrebbe essere una gratifica discrezionale nel caso di un buon servizio prestato e non un quasi obbligo, preteso e a volte estorto, anche dopo un trattamento antipatico e scorbutico. Ho notato, specialmente a New York, molto sporco dappertutto e anche nei quartieri più eleganti si percepisce poca manutenzione. Sembra tutto fermo a tanti anni fa, al periodo del boom americano. Insomma aria di crisi e decadenza. Anche nella metro newyorchese (sicuramente datata) le indicazioni sono scarse e imprecise. Per non parlare dei bar, gestiti prevalentemente da asiatici, che paiono realmente posti da terzo mondo o terribilmente antiquati.

Nei ristoranti (forse eccetto quelli più lussuosi) non usano mai tovaglie e nemmeno i cosiddetti “servizi all'americana”, ma appoggiano piatti e posate direttamente sui tavoli. È ovvio che ci saranno milioni di eccezioni, con luoghi da favola e posti super lusso. Sicuramente in ogni città ho ammirato quartieri eleganti o recuperati in modo originale, moderno e trendy. Ecco: in questi luoghi si vedevano le nuove tendenze, mentre mi hanno deluso le icone americane di un tempo, specie a New York. Qui però resta immutato il fascino della città e dei suoi grattacieli unici: nessuna nuova città asiatica, mediorientale o africana, potrà toglierle la sua identità. Manhattan non si tocca. Se dovessi vivere per un periodo qui (e mi piacerebbe per imparare meglio la lingua) sceglierei Boston, città giovane e più vivibile, purtroppo molto fredda in inverno.

28 agosto, domenica

All'arrivo stranamente non troviamo molta fila al controllo passaporti né al ritiro bagagli.

Ci dirigiamo subito al Ground Transportation Desk, dove mostriamo il nostro voucher di trasfer condiviso. Dopo circa una mezz'ora entriamo in un pulmino che ci porta in hotel in tre quarti d'ora circa. The Westin Grand Central ci entusiasma subito per la sua posizione strategica sulla E 42nd, con vista sul Chrysler dal 21° piano della nostra camera. Velocemente posiamo le valige e, senza cambiarci, usciamo di corsa

  • 24239 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social