Boston e New England, New York, Philadelphia e Washington: on the road

Due giovani coppie alla scoperta delle città e della natura del Northeast

  • di sarla
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Siamo quattro ragazzi tra i 24 e i 27 anni, Sara e Matteo ed Eleonora e Alessandro. Io ed Ele ci siamo laureate da poche settimane in Medicina e questo viaggio è il nostro atteso regalo di laurea! Per tutti è la prima volta sulla East Coast, per tre di noi la prima volta negli States.

Abbiamo iniziato a progettare la vacanza con 4 mesi di anticipo, prenotando con KLM il volo (round trip Bologna-Boston, Washington-Bologna) al prezzo di 650€ a testa.

Abbiamo poi stabilito l’itinerario prendendo spunto dalle guide “Boston e New England” Doumont e “New York e Washington” del Touring Club (quella verde). Nella scelta delle tappe, soprattutto nel New England, abbiamo considerato che ciascuna città distasse circa un paio d’ore di viaggio dalla precedente. Con circa due-tre mesi di anticipo abbiamo prenotato tutti gli alberghi su booking.com con la formula “paga dopo, cancellazione gratuita”, con l’eccezione di due alberghi nel New England, per cui abbiamo anticipato la metà del pagamento. Complessivamente, per gli alberghi abbiamo speso 950€ a testa.

Infine abbiamo prenotato il noleggio dell’auto con Avis (320€ per 5 giorni), il traghetto sul sito della steamshipauthority (160 € auto più 4 passeggeri), la New York City Pass (80€ a testa) e stipulato l’assicurazione di viaggio. Avevamo intenzione di prendere il treno per le tratte New York-Philadelphia e Philadelphia-Washington, prenotando on line pochi giorni prima: pessima idea! I prezzi sono lievitati fino ad essere insostenibili (80 USD a testa), quindi abbiamo optato per il più economico autobus (megabus e boltbus, sull’ordine dei 15-20 USD a tratta), prenotato on line il giorno prima. Attenzione: megabus ammette un solo bagaglio con le ruote a persona… ho pagato 30 USD extra per il mio bagaglio a mano!

Una settimana prima della partenza ci siamo registrati sul sito ESTA.

Giorno 1

Alle 12.15 partiamo puntuali dall’aeroporto di Bologna e, dopo lo scalo a Roma, atterriamo a Boston alle 19 locali. Dopo una lunghissima coda per il controllo dei documenti arriviamo ai taxi e ci facciamo portare in albergo, la Copley House. Si tratta di una guesthouse: visti i prezzi molto elevati degli alberghi in città, abbiamo optato per un bilocale senza colazione, ma in centro. Non è comunque un problema: a due passi si trova il Prudential Centre, un enorme centro commerciale con l’onnipresente Starbucks.

Giorno 2

Ci svegliamo prestissimo, per via del fuso orario. Quindi usciamo di buon’ora e dopo colazione attraversiamo i due grandi parchi di Boston che ci separano dall’inizio del Freedom Trail, il nostro obiettivo di oggi. Si tratta di un percorso pedonale, segnato a terra da una linea rossa, che attraversa tutta la città toccando i punti di interesse storico. Percorrere il Trail ci impegna fino a sera, con una tappa per pranzo al Quincy Market, che è di strada. Si tratta di un mercato coperto in cui si può trovare da mangiare per tutti i gusti! Arrivati all’ultima tappa sono ormai le 5 e siamo stanchissimi, ma torniamo comunque in albergo a piedi perché è davvero piacevole camminare per la città e le distanze non sono proibitive! Alla fine della giornata il nostro contapassi segna comunque 17 km… un record che batteremo solo a Washington! Decidiamo di prenotare su opentable un messicano vicino alla guesthouse (Zocalo Back Bay, non male), ma prima andiamo a fare un aperitivo all’ultimo piano del Prudential Centre nel locale “Top of the Hub” e ci godiamo il panorama di Boston al tramonto… stupendo! si può salire in cima al grattacielo anche pagando un biglietto, ma non ne vale proprio la pena! Prendendo una birra al tavolo si spende molto meno e si sta più tranquilli!

Giorno 3

Oggi il nostro programma prevede i campus di Harvard e del MIT. Compriamo perciò il pass giornaliero della metropolitana (il “train”), al prezzo di 12 USD. Si trovano entrambi a poche fermate dal centro, sulla stessa linea. Ad Harvard siamo accolti da un bellissimo prato con le sedie colorate e ci immergiamo subito nello spirito universitario… il semestre non è ancora iniziato, ma ci sono comunque molti studenti in giro. È possibile partecipare a tour del campus organizzati dagli studenti, ma noi decidiamo di fare per conto nostro seguendo la guida…e il navigatore! Il campus è davvero enorme! Facciamo acquisti allo shop (piuttosto piccolo in realtà) e poi prendiamo la metro per il Massachusetts General Hospital… noi dottoresse vogliamo assolutamente una foto! È la stessa fermata del MIT, quindi poi ci dirigiamo verso il campus. Matteo, che è ingegnere, è estasiato. In realtà anche per chi di tecnologia capisce poco è molto affascinante: sia per l’architettura molto particolare, sia perché siamo anche entrati e ci siamo mescolati agli studenti nei corridoi e ci siamo intrufolati in un’aula dove stava per iniziare una lezione. Dopo la fermata d’obbligo allo shop (questo è davvero bellissimo: ci sono tantissimi gadget e mille tipi diversi di maglie e felpe) torniamo in centro, al Quincy Market, per il pranzo. Siamo affamatissimi perché sono già le 14.30! Dopo pranzo decidiamo di esplorare il quartiere di Beacon Hill, il più antico di Boston, dove vivevano i benestanti. È davvero molto bello, soprattutto Acorn Street, la “via più fotografata d’America” secondo la nostra guida. In realtà ci siamo solo noi in giro e passeggiamo tranquilli. Prenotiamo su opentable un ristorante asiatico a Chinatown (Shabu Zen), l’unico quartiere che non abbiamo ancora visitato. Esperienza terribile: speravamo di mangiare sushi, ma siamo capitati in un ristorante dalla dubbia igiene che ci serve pesce, carne, verdure e noodles crudi, da cuocere in un grande pentolone al centro del tavolo. Mai più. Se non altro possiamo cucinare il cibo a nostro piacimento… per noi molto cotto. Tutti i ristoranti della zona sono sulla stessa linea d’onda e in generale il quartiere è davvero brutto e girano brutte facce

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