4 luglio a san francisco

4 LUGLIO A SAN FRANCISCO “..If you’re going to San Francisco… be sure to wear some flowers in your head…” Come si fa ad arrivare a San Francisco e non sentire riecheggiare nell’aria le note di questa canzone, icona della ...

  • di emix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

4 LUGLIO A SAN FRANCISCO “..If you’re going to San Francisco... be sure to wear some flowers in your head...” Come si fa ad arrivare a San Francisco e non sentire riecheggiare nell’aria le note di questa canzone, icona della hippies generation degli anni ‘60? A noi ha fatto questo effetto non appena arrivati alle porte di questa bella città californiana, e dire che la differenza tra qui e Las Vegas, nostra prima tappa del viaggio di nozze, è davvero abissale.

Prima tra tutte: il clima!! Veniamo dal deserto del Mojave con una temperatura media di 42 gradi e con una certa sorpresa veniamo accolti da un venticello gelido che spira dall’oceano e non ti dà tregua neanche per un minuto. Sappiamo che a Frisco c’è sempre un tempo particolare per via della posizione della baia ma è mai possibile che questo luglio californiano somigli piuttosto ad un tiepido marzo di casa nostra? Suvvia! Non facciamoci scoraggiare e partiamo alla scoperta di questa perla della West Coast.

Il nostro viaggio di nozze è iniziato da qualche giorno e, dopo 4 giorni di spasso e follia a Las Vegas prevede ora tre giorni di sosta proprio qui, alla scoperta di una delle mete più visitate dai turisti USA.

Arriviamo a destinazione nel tardo pomeriggio del 3 luglio e ci sistemiamo nell’albergo prenotato dall’Italia: il Radisson che si affaccia proprio su Fisherman’s Wharf. Che dire, il paragone con la mega stanza che avevamo a Las Vegas (Hotel Luxor) è davvero impietoso ma sappiamo che lì c’è una concezione completamente diversa degli alberghi e poi il nostro Radisson non è male, pulito, tranquillo e con una posizione davvero eccezionale. Basta uscire dalla hall e ci si trova subito immersi nel quartiere più movimentato della città e così, non appena sistemati i bagagli ci tuffiamo subito nella movida del Wharf.

Al molo si respira subito l’aria di una città di mare, c’è un via vai continuo di gente, turisti e non, che passeggia sul lungomare Jefferson Street mentre ogni tanto si sentono gli schiamazzi di qualche pellicano o dei famosi leoni marini che affollano la baia (per la verità in estate non ce ne sono molti perché la maggior parte si sposta qui nel mese di gennaio). Il quartiere è molto pittoresco, allegro e frizzante: chi si aspetta grattacieli o palazzi hi-tech rimarrà sorpreso nel trovare casette basse dallo stile marinaro, molte delle quali ancora in legno, ed un susseguirsi di negozietti di souvenir che, come in ogni parte del mondo, vendono un po’ tutti le stesse cose ma un dubbio ci coglie all’improvviso: come mai nessuno espone costumi o pareo ed invece gli scaffali sono pieni di felpe, giubbotti e maglioni di pile? Una mezza idea ci sta già venendo purtroppo...

Il cuore pulsante del Fisherman’s Wharf è il famosissimo e conosciutissimo Pier 39, un vecchio molo di carico, restaurato negli anni ‘70 ed ora sede di tanti negozietti e ristoranti caratteristici.

Lo percorriamo fino alla sua estremità, passiamo accanto alla grande ruota veneziana che fa la gioia dei bambini di ogni età e, dopo una panoramica generale, decidiamo di cenare al Neptune, un ristorante davvero carino dove passeremo una delle serate più belle del nostro viaggio.

Cenetta a lume di candela proprio davanti alle grandi finestre panoramiche che si affacciano sull’oceano e, davanti a noi, la famigerata isola di Alcatraz che sembra proprio una roccia caduta per caso in mezzo al mare. Agli amanti delle specialità di pesce consigliamo vivamente questo posticino e, mi raccomando, dovete provate assolutamente la Clam Chowder, una zuppa di vongole semplicemente divina nonché uno dei piatti più rinomati della cucina cittadina.

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