Viaggio on the Road da Chicago a Los Angeles nell'America vera

Per fare la Route 66 forse ci vogliono 66 giorni

  • di BIBI1970
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Un due tre, via! Improvvisamente il 9 agosto diventa il giorno in cui si fa il viaggio che “è” il viaggio, su cui hanno scritto montagne di parole, che ti fa venire in mente drugstore, bandana e Harley Davidson, dove i cieli sono enormi e la terra infinita, dove credi che troverai lo spazio, perché è un po’ che le tue giornate ti stanno strette.

Siamo 10 e siamo carichi a buco, ci conosciamo poco, quasi niente, passiamo il volo intercontinentale ad annusarci, a cercare di capire se ce l’hanno tutti quell’odore lì, di ricerca di libertà e di silenzio ma anche di Eddie Vedder sparato a tutto volume dall’autoradio, che sono anni che cerchi un percorso che ha bisogno proprio di quella colonna sonora.

Arrivati a Chicago quasi a notte fonda, dopo una serie di scali che farebbero perdere la pazienza ad un monaco tibetano, inizia la spasmodica ricerca di cibo; ma perché alle 23 in una delle città più tentacolari degli USA, non si riesce a trovare un hamburger? Chiede uno stanco viaggiatore con un principio di idrofobia e gli occhi iniettati di sangue come il lupo alla ricerca del coniglio da squartare.

Si palesa sin dal principio all’allegro gruppetto, una delle realtà con cui dovranno fare i conti per tutto il resto del percorso: l’americano medio mangia come un bufalo, ma lo fa rigorosamente prima delle 21, perché la digestione richiede un numero di ore spropositato.

Riempita in qualche modo la pancia con le patatine fritte più unte della storia e dopo una notte passata a rotolarsi nel piumino nella speranza di far scendere i carboidrati almeno sotto il livello dello sterno - ma non così in basso da depositarsi direttamente sui fianchi - siamo pronti ad affrontare le 2 ore di mezzi di fortuna che separano il centro della città dal nostro motel, che solo in quell’istante scopriamo trovarsi in Canada, visto il tempo che ci vuole per trovare una parvenza di comunità abitata.

E allora dritti al Fagiolone, come immediatamente viene ribattezzato Cloud Gate, e lì iniziano le estenuanti sedute fotografiche che saranno un’imbarazzante costante del viaggio: foto del fagiolo di fronte, di fianco, dal basso, da sopra, da sotto, da vicino, da lontano, sdraiati su un fianco, dal pertugio di un albero del parco, con i grattacieli, senza i grattacieli, fingendosi tristi, facendo il muso, col sorriso delle migliori occasioni, ammiccanti, burberi, con le scarpe, senza scarpe, dall’alto che smagrisce, con selfie tattici che nascondono l’occhiaia, per mano ad una guardia, spalmati sull’asfalto e santoddio se si continua così facciamo notte.

Rifocillati con l’hot dog più costoso e minuscolo che il genere umano abbia mai sperimentato ed assunta la consapevolezza che il poco tempo rimasto alla giornata non basterà neppure a capire che direzione prendere per visitare la città, la grande ideona: gita in barca sul fiume, che solo dopo mille elucubrazioni mentali, sortite furtive su wikipedia e almeno 10 molestie di abitanti, scopriamo chiamarsi Chicago, perché degli americani si può dire tutto, ma di sicuro sono originali.

Dopo avere imparato dalla arcigna guida microfonata e più monotona di un cucù i nomi di tutti i 4652 grattacieli lambiti durante il percorso, nomi dimenticati prima ancora dello sbarco, si parte alla ricerca del cartello Route 66 begin, che scopriamo piccolo piccolo, quasi nascosto in mezzo allo smog, un po’ sbrecciato nel suo anonimo bianco - beige annerito dagli scarichi ma ciò non ci impedisce di fotografarlo come fosse la Madonna appena scesa sulla terra a salvare tutti noi

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Commenti
  1. davovad
    , 9/12/2014 23:09
    E quale sarebbe l'America falsa?

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