On the road da Miami a Los Angeles

Un viaggio epico alla scoperta degli Stati Uniti Valeria e Marinella

  • di atrox
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Il nostro viaggio comincia a Miami. Si tratta di un Coast to Coast un po' inusuale, dato che non partiremo da New York come molti fanno. Marinella mi raggiunge dall'Italia con un volo Air France. Io mi trovo già sul continente e riesco a trovare voli a destinazioni multiple ad un modico prezzo (appena 330 euro). Infatti in America è usanza piuttosto comune di combinare il volo di andata in una città e quello di ritorno da un' altra.

Anche per la macchina riusciamo a trovare un'offerta on line con la compagnia National, pagando 1000 euro per 35 giorni di noleggio, a kilometraggio illimitato.

Destinazione finale: Los Angeles.

3-6 giugno.

I primi 3 giorni sono dedicati a Miami. Dopo l 'inv(f)erno canadese è proprio quello che mi ci vuole, mi dico entusiasta al momento dell'atterraggio.

Mi accoglie una folata di aria umida e calda, che non ci abbandonerà fino alla nostra tappa successiva.

La stagione migliore per visitare la Florida è l'inverno. L'ho sempre letto ovunque, anche su questo sito, ma non credevo fosse così vincolante.

In estate le temperature raggiungono anche i 40 gradi percepiti e l'umidità rende tutto peggiore. In sostanza sembra di stare perennemente in una sauna.

A rendere il tutto più interessante, ogni locale o mezzo pubblico dispone di aria condizionata, ovviamente a temperature polari. Così conviene portarsi sempre una sciarpa, da mettere all'ingresso di ristoranti, autobus, ecc.

L'hotel ci costa sui 45 dollari a notte, che divisi a testa è accetabile. Anche la posizione non è male. Si trova a Miami Beach. Purtroppo proprio nella zona priva di locali, nella parte nord. Zona che si rivelerà provvidenziale due giorni dopo, quando un'acquazzone biblico allagherà le strade della parte sud. Mezzo metro d'acqua, tombini che straripano, negozi sommersi e traffico bloccato.

Il 4 guigno decidiamo di girare Miami centro. Il nostro malloppone di guida suggerisce Coral Gables e Coconut Grove. Entrambe si rivelano poi zone residenziali, su lunghi e larghi vialoni, privi di anima viva. Una volta vista qualche villa e una piscina comunale ricavata da una antica cava di corallo *_*, la battaglia contro il caldo si fa pesante. Finalmente troviamo una via commerciale e ci fiondiamo in un bar. Molto buono il té freddo alla mora, fatto in casa.

Il giorno successivo armate di rinnovata energia partiamo alla volta di Key West. Che sulla mappa sembra vicina, ma in realtà è a circa 4 ore a sud.

Le Isole Keys sono l'ambiente tropicale per eccellenza. La vegetazione è fitta e rigogliosa, le spiagge di sabbia bianca e l'acqua tiepida. Key West è più vicino a Cuba che a Miami in linea d'aria. L'atmosfera è davvero cubana: negozi di sigari, alcune auto d'epoca, pappagalli in libertà.

Parceggiamo gratuitamente vicino al cimitero e visitiamo da fuori la casa di Hemingway, e la Little White House, residenza di Truman.

Il tramonto lo vediamo dalla macchina, troppo stanche per restare più a lungo.

L'ultimo giorno a Miami è dedicato principalmente alla spiaggia e alla Ocean's Drive a Miami Beach. É vero che il contrasto tra spiaggiona bianca e grattacieli non è il massimo, ma l'acqua è tiepida e limpida ed è di tutto conforto viste le temperature. Sarà l'ultimo bagno in mare della vacanza. Ancora non sappiamo che la California ci attenderà con climi molto meno caldi.

7-9 giugno Partenza per Orlando. 4 ore di auto attraverso piantagioni di arance, che ci fanno gola parecchio dato che trovare un supermercato con frutta e verdura è una missione impossibile. In tutta la vacanza riusciamo solo 3 volte a trovare supermercati degni del nome (al Grand Canyon, a santa Barbara e a Santa Monica). Il resto del tempo ci accontentiamo del negozio del benzinaio. Dove oltre a patatine e snack si può trovare al massimo una mela o una banana. Stessi frutti riproposti poi nelle colazioni dei motel, quando incluse.

A Orlando siamo ancora in hotel, però, un hotel con piscina, stanze grandi e a metà strada dal centro città e dalle attrazioni. Il centro ci stupisce per la pulizia l'aria fresca, il verde. Un vero gioiellino di città.

Il secondo giorno a Orlando andiamo al Sea World. Abbiamo prenotato e strapagato il programma di interazione coi beluga, dei simpatici balenotteri. Ci viene fatto notare che l'ingresso non è compreso, così come il parcheggio. Sganciamo ancora una novantina di dollari, con rassegnazione. Il parco è bello, ma non ai livelli di DisneyWorld. Fortunatamente ancora non lo sappiamo e quindi possiamo goderci con una certa meraviglia gli spettacoli di delfini e pappagalli, (quello dell'orca invece è un'overdose di buonismo gratuito) e tutti gli animali presenti nel parco tra cui i fenicotteri rosa. Il parco offre poi molti negozietti e bar, e alcune attrazioni da luna park. Al momento di incontrare i beluga ci sentiamo emozionate. L'emozione scema dopo la ventina di minuti necessari a incumearmi nella muta taglia S, e al contatto con l'acqua gelida dove nuotano i suddetti cetacei. Sono creature intelligenti e simpaticissime, amano molto interagire con gli addestratori. Ci vengono insegnati alcuni comandi e ci è data la possibilità di toccarli e lanciare pesci nelle loro fauci fameliche

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Commenti
  1. atrox
    , 7/10/2010 11:21
    @agogen08:
    Si chiama Banana Bungalow. Ce n'è uno a Holliwood e l'altro a West Holliwood. Io ero in quello di Holliwood.
  2. agogen08
    , 2/10/2010 10:16
    mi indicheresti l'ostello di holiwod?
    grazie

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