America del West

Alla scoperta dell'America del West! Ogni città visitata avrà una sua particolarità e caratteristica, ma saranno i parchi a darvi forti sensazioni! Alcuni panorami vi lasceranno senza fiato, rivivrete e vi sembrerà di essere i protagonisti indiscussi di scene da ...

  • di Luna Lecci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

I nostri 36 compagni di bus (ma la maggior parte cambierà nel corso del viaggio) sono italiani, olandesi e tedeschi per cui le varie spiegazioni le sentiremo in queste tre lingue. Personalmente avrei preferito inglese, francese e spagnolo... Ma va bene così, l’importante è integrarsi.

Hansen, l'autista, vive a Los Angeles da 30 anni ma è di Taiwan dove non ha più nessuno in quanto la sua famiglia, genitori compresi, si è trasferita con lui. Quest’ultimo metterà a nostra disposizione bottigliette d'acqua per $ 1 e si mostrerà il miglior driver mai incontrato.

Mentre Max ci parla dell’America, che ospita più di 3.000 parchi nazionali, è formata da 48 stati più l'Alaska e le Haway… lasciamo Los Angeles passando per lo STAPLESS CENTRE, dove si tiene il GOLDEN GLOBE e dove si è svolta la cerimonia di addio a Michael Jackson.

Percorriamo una larga strada e ci accorgiamo del tanto traffico nonostante le numerose corsie e la possibilità di fruire di una CORSIA PREFERENZIALE che… non è per noi che stiamo sul pullman, ma per tutti coloro che in macchina sono in più di uno (donne incinte comprese!) e, per chi le occupa erroneamente, $ 341 di multa!

Oggi macineremo km 644, ma ogni due ore circa faremo una sosta. A metà mattinata ci fermeremo per una seconda colazione in un big market (HADLEY FRUIT ORCHARDS) dove, tra l'altro, c'è una vastissima scelta di frutta secca. Acquisteremo più di un kg di frutta tostata non salata per $ 15. I prodotti sono quasi tutti testabili… e noi assaggiamo volentieri un po’ di dolce, un po’ di salato...

Pranzeremo in un ristorante tipico della catena Sizzler dove una cameriera verrà a ritirare lo scontrino di $ 11, lasciato visibilmente sul tavolo, per portare il piatto principale scelto (un mega sandwich con pollo grigliato). I soft drinks e gelati potranno esser presi più volte presso i dispenser e al buffet ci si servirà da soli quante volte si vorrà per riempire i piatti di frutta, verdura, insalatone... Insomma, come dicono qui “all you can eat” (tutto quello che puoi mangiare!). Dopo tre giorni a Los Angeles di burgerie personalmente sinonimo di porcherie che mi han riempito il viso di brufoli e chissà come mi hanno ridotto il fegato (lo stomaco lo sento già a pezzi) è proprio quello che ci vuole.

Lasciamo LA la California (Sacramento ne è la capitale) in cui abitano 35 milioni di persone su 440.000 kmq di territorio, nata nel 1850 e dove un anno prima uno svizzero trovò un pezzo d'oro, motivo per cui viene pure chiamata l'Isola d'oro nel Pacifico con il suo fertilissimo territorio: il 50% dei prodotti agricoli, più di 300, proviene da qui!

Attraversiamo il DESERTO DI MOJAVE abitato da tarantole, vedove nere (dopo essersi accoppiate uccidono il partner), serpenti a sonagli, scorpioni... E arriviamo in Arizona che in indiano significa “poca acqua” ma che, grazie allo scorrere del fiume Colorado, ha sia la capitale, PHOENIX (fenice), principale centro politico, economico e turistico che ospita i maggiori alberghi e ristoranti sia il sobborgo SCOTTSDALE verdeggianti al massimo (che contrasti!). Alloggeremo in quest'ultima località residenziale presso il MARRIOT AT MCDOWELL MOUNTAINS, un hotel di un'ospitalità unica dove le stanze (la nostra è la 162) hanno tutte un angolo cottura, un salottino con tv al plasma, una camera da letto enorme con altra tv al plasma e il bagno con doppi lavelli, doccia e vasca da bagno (quasi quasi mi trasferisco qui!). L'unica pecca per me insopportabile è l'aria condizionata senza la quale, però, in questa zona non si potrebbe sopravvivere: temperatura esterna alle 18,30: 42°C (in stanza max 18 °C)!

Spesso le CASE in questo Stato sono costruite una accanto all'altra nonostante abbiano tanto spazio a disposizione intorno: km e km di deserto. Il motivo è farsi ombra e, visto il clima, non hanno mica un giardino da curare! Gli abitanti delle zone aride sono impiegati nell'allevamento di STRUZZI mentre quelli delle zone verdeggianti nel settore del turismo, nei numerosi hotel (dove si tengono spesso convegni), nei campi da golf, nei resort... Sparsi in questa oasi-angolo di Paradiso. La sera viviamo la prima escursione facoltativa: una cena, per $ 40 a persona – in Italia è regalata, qui è un po’ cara -, per gustare una bistecca squisita, dei fagioli, un’insalata, una patata al cartoccio, una fetta di strudel e una pallina di gelato, tutto accompagnato da vino o birra, nel selvaggio West con tanto di intrattenimento e musica live a tema. Il ristorante PILCHER è veramente curioso: sul soffitto sono state appese tutte le cravatte tagliate a coloro che hanno fatto il grave errore di indossarle per cenare in quel locale (ovviamente non ci crediamo); le pareti sono tappezzate da bigliettini da visita degli ospiti (a saperlo portavo quelli dell’Arredamenti Luna a Roma, la fabbrica di mobili della mia famiglia!) e di foto di personaggi famosi abbracciati al proprietario (noi riconosciamo solo Paul Newman) esposte in una bacheca. L’atmosfera è simpatica, il tizio che dal vivo strimpella musica country spiega (come se noi comprendessimo perfettamente) i motivi che esegue… Nota dolente: il clima! Lampi, fulmini e per concludere la pioggia ci costringono a trasferirci di corsa all’interno del locale. Per fortuna l’ottima carne eravamo riusciti a consumarla fuori, perché poi, niente più musica e atmosfera da film western!

4 settembre 2009. Scottsdale - Sedona - Grand Canyon (381km).

Partiamo dall’hotel e dopo una mezz'oretta facciamo una fermata del cactus, oh, pardon, mi son espressa male, una sosta per ammirare da vicino il simbolo che caratterizza queste aree, il CACTUS SAGUARO, tra i più alti al mondo, che in italiano significa “vita nel deserto” dal momento in cui al suo interno uccelli, insetti e animaletti vari vivono scavando dei buchini. È una specie protetta che non può essere sradicata o spostata se non con il permesso e con l'ausilio di esperti. Raggiunge anche mt 15 di altezza, 250 anni di età e 8.000 kg di peso per la tanta acqua che trattiene. Dopo 75 anni vede spuntare il primo ramo e poi uno ogni 10 anni. È bellissimo camminare tra questa rappresentazione dell'Arizona che domina il territorio e ci guarda dall’alto!

Arriviamo nella MESA=tavola-valle VERDE, un parco archeologico indiano dove visitiamo il sito precolombiano di MONTEZUMA CASTLE dove abitavano, in 20 case costruite in alcune grotte naturali, una quarantina di indiani della tribù dei SINAGUA improvvisamente e misteriosamente scomparsa nel 1400. Montezuma è il nome del re degli Atzechi che però, contrariamente a quanto si possa pensare, non risulta essere mai stato da queste parti. Le costruzioni non sono assolutamente simili a un castello, ma il nome suonava bene e da secoli il sito è chiamato così.

Oggi gli INDIANI sono 2 milioni, il 50% vive in riserve, il resto fuori da esse nella parte ovest del fiume Mississipi.

Dopo qualche km ricambia il paesaggio: attraversiamo un giardino desertico e ci ritroviamo attorniati dalle BELL ROCKS, le montagne rosse dalle sembianze di campane in mezzo alle quali sorge SEDONA, nata nel 1902 quando uno svizzero vi si stabilì con la moglie, la sig.ra Sedona. Le abitazioni, incastonate tra le rocce, hanno tutte uno stile ADOBI, hanno al massimo due piani e i colori della terra. Una cinquantina i film western girati in zona, di cui molti con John Wayne, James Stewart… L’amore di diversi attori per la location diede vita a una cittadina ancora oggi abitata prevalentemente da artisti, ma anche da molti sciamani che in questa terra trovano una sorgente di magia per curare il mondo in modo naturale. Tante sono le persone che visitano questi siti solo per meditare.. Persino Walt Disney prese spunto da questi panorami per realizzare alcuni cartoni animati di fantasia. Qui viviamo la prima emozione per la bellezza che la natura crea

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