Far West. Viaggio "estremo" negli States

USA: 10mila chilometri percorsi in 24 giorni di viaggio, attraversati 9 stati, -9 ore di fuso orario, temperatura da 0 a 49 gradi, dislivello da -80 m sotto il livello del mare a 4000 m. Un viaggio Estremo!!! Dall' 11 ...

  • di lamorachevola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia

Ora di pranzo. Scegliamo un ristorante greco sulla Promenade, che ben presto ci accorgiamo avere la colonna sonora nostrana (persino “l’Italiano”, di Toto Cutugno!) e il bagno raggiungibile attraversando la cucina (nel senso che si entra in cucina, si apre una porta e c’è il water con il lavandino!). Si è mangiato bene, ma di fatto ci siamo consolati con la spiaggia. È immensa. Non solo in lunghezza, ma per raggiungere metà della spiaggia dalla strada, occorre andare in macchina! Punteggiata dagli immancabili baldacchini dei bagnini (foto d’obbligo!), la spiaggia di Santa Monica è davvero magnifica. Caratteristico anche il pontile con i pescatori e qualche cantante improvvisato. Torniamo al parcheggio per ripartire in direzione Malibù (35 km da Santa Monica). Arriviamo al piano, ma la macchina non c’è più. L’abbiamo cercata in lungo e in largo, poi ci siamo decisi. Denunciamo il furto dell’auto allo sportello cui pagare il parcheggio. La signora guarda il biglietto e ci dice: “la macchina non è qui, è nell’altro palazzo!” ... ? quale altro palazzo? Ebbene... il nostro parcheggio era mastodontico: costituito da 4 palazzi di otto piani e noi eravamo entrati dall’ingresso sbagliato... This is America, folks! Arrivati a Malibù rimaniamo un po’ sorpresi. Sulle colline circostanti ci sono ville da capogiro, tutte vetro e metallo, terrazzi da sogno e niente tende alle finestre, con daini e cervi come animali domestici che saltellano su e giù per i pendii. Le spiagge però sono corte e brevi. Piccole calette, rare e accessibili a tutti. Molte di più sono invece quelle private, su cui poggiano le palafitte con vista Oceano. Altre spiagge saranno senz’altro state coperte dalla vegetazione, nascoste alla vista dei più, per proteggere chissà quali avventori o proprietari.

Rientriamo alla base, facendo sosta a Venice Beach. Di nuovo le spiagge immense viste a Santa Monica, con le torrette dei bagnini. C’è una passeggiata tra la spiaggia e le prime abitazioni. Una passeggiata divisa in due parti: una per le bici e l’altra per i pedoni. Da qui si guarda dentro le ville magnifiche che danno sulla spiaggia. Ville dalle forme e dai colori più bizzarri. Ville rigorosamente senza tende, sicché si possa vedere dentro e invidiarne i proprietari. Propongo a SuperTechMan un ristorante italiano. Dapprima è reticente, poi gli spiego: “ma non hai capito che qui sei molto American style se ceni italiano e vesti italiano?”. In effetti, mi dà ragione. Venice Beach è nota per i suoi ponti stile Venezia, ma ormai è sera e non li vediamo. Torneremo il giorno dopo, prima di andare a San Diego.

14 agosto. V e n i c e B e a c h, S a n D i e g o e L o n g B e a c h. Torniamo a Venice Beach per vedere i ponti e i canali che la rendono caratteristica. Visto che, oltre ad averli nella Venezia vera, noi li abbiamo anche a Comacchio, non li abbiamo trovati particolarmente entusiasmanti. Qualche scatto “di dovere” e poi via, verso San Diego (circa 195 km da Los Angeles), attraversando in velocità Marina del Rey.

Mi aspettavo una San Diego più folkloristica, più messicana. Invece l’ho trovata abbastanza tranquilla. Una city tutta palazzoni-specchi-metallo in riva al porto, un quartiere più turistico, Gaslamp, con qualche casa in stile spagnolo e tanti ristoranti. Città pulita e tranquilla, senza strana gente in giro. La cosiddetta “città vecchia” (Old Town), invece, è da tutt’altra parte rispetto al “centro” di oggi. E Old Town, sì, che è folkloristica. Per lo più è diventata una sorta di “Skansen” americana. Ovvero una serie di strade con case basse, stile Far West, il Museo degli Sceriffi, e in ogni abitazione un negozietto o un ristorante. Little Italy non è distante da Old Town, e si trova esattamente accanto all’aeroporto. Quando gli aerei atterrano, si possono comodamente contare i passeggeri. Il frastuono è chiaramente infernale, ma le case sono proprio belle

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