Piccola avventura americana

Quello che segue è stato il nostro viaggio di nozze; non siamo propriamente dei romanticoni, quindi l’eccezionalità del viaggio è dovuta più al budget e alla lunghezza che all’occasione in sé. L’abbiamo vissuto intensamente come gli altri nostri viaggi, ma ...

  • di taniettab
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Quello che segue è stato il nostro viaggio di nozze; non siamo propriamente dei romanticoni, quindi l’eccezionalità del viaggio è dovuta più al budget e alla lunghezza che all’occasione in sé.

L’abbiamo vissuto intensamente come gli altri nostri viaggi, ma consapevoli che sarà forse irripetibile.

15.10.2007 Io e Stefano partiamo da Torino ore 10,25 con volo Air France, scalo a Parigi CDG dove con la navetta interna ci portano al nostro terminal. Ore 13,15 si riparte per New York JFK, dove arriviamo alle 15,15 ora locale. Scopriamo che i questionari sull’aereo con domande imbarazzanti tipo “siete terroristi o comunisti” non sono una leggenda! Pensavamo peggio alla dogana: impronte, foto, indagini sul perché e il percome, alla domanda “siete sposati?” esibisco la fede nuziale nuova di pacco! Ma in circa ½ ora ce la caviamo e siamo fuori in cerca di un mezzo per arrivare all’albergo.

Ci sono i pullman degli hotel, delle specie di navette. Facciamo il biglietto da 27 $ che serve come A/R. E’ abbastanza conveniente e comodo se si alloggia a Manhattan.

Ci smolla davanti alla Gran Central, praticamente dopo 4 block (isolati) c’è il nostro hotel: il Jolly Madison. La vista non è male, lo stile è italiano, la camera è decisamente confortevole, poi noi siamo di bocca buona, quindi ci sembra extra lusso. Cominciamo a prendere confidenza con lo stile americano, soprattutto con l’abitudine della mancia (almeno 1 $ a valigia al facchino, almeno 1$ per la signora delle pulizie per ogni notte, almeno il 15% al ristorante ma niente al fast food, ecc.); siccome non ci siamo abituati dovremo fare grossi sforzi tutta la vacanza per non sembrare dei cafoni.

Ormai fuori è buio, sono circa le 18,30 e ci incamminiamo verso Times Square che non è molto distante. Naturalmente non ci sembra vero di essere nella grande mela, tutto sembra già visto e famigliare. Ma E’ già visto: sono 30 anni che vedo questi scorci, questi grattacieli e queste luci, nei film, nei telefilm, nelle pubblicità. In un certo senso è rassicurante, anche con un oceano tra te e casa non ti senti mai perso, però forse mortifica un po’ il mistero e la sorpresa.

Times Square è abbagliante, gli schermi e le insegne illuminano a giorno la piazza, me la immaginavo più grande, però è talmente colma di scritte, di gente, di negozi che non sai dove rivolgere lo sguardo. Ovviamente ci sono l’Hard Rock Cafè, il Bubba Gump e il negozio M&M’s, che figata! Torniamo in hotel passando davanti al Bryant Park, mi viene in mente una scena di Sex and the City, quindi mi piace un sacco.

16.10.2007 La colazione in hotel è grandiosa. Con la carta di credito compriamo la Metro Card nella stazione della metro. (24 $ x 7 giorni). Prima tappa: Brooklyn; giriamo un po’, poi ci perdiamo cercando di tornare a piedi per attraversare il famoso Ponte. Prendiamo 2 bus per arrivarci (gli autisti sembrano un po’ scontrosi, ma ci vengono in aiuto) e finalmente percorriamo il Ponte di Brooklyn in 20 minuti. Il panorama su Manhattan è fantastico. Direzione Battery Park, dove ci imbarchiamo sulla Circle Line per il giro turistico verso la Statua della Libertà e Ellis Island; rimaniamo a bordo e non visitiamo la statua ma ci sembra più che sufficiente (12 $). Attenzione: poi abbiamo scoperto che c’era anche un battello gratuito. Invece per la Circle Line, la coda che si vede fuori è solo quella per salire a bordo, mentre i biglietti si fanno all’interno della piazzetta. Compriamo anche un Pretzel al chioschetto. L’aria è un pochino fredda ma c’è il sole. Torniamo a Battey Park e ci incamminiamo sulla Brodway verso Wall Street (bello il Charging Bull!) e Ground Zero (dove lo zero per me equivale all’emozione che non ho provato, non mi ha toccato per niente, ormai è un immenso cantiere). Compriamo in libreria il fantastico Atlante Mc Nelly delle strade americane, indispensabile per un viaggio itinerante come il nostro

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