USA WEST - 3.700 miglia on the road

Di Cinzia e Stefano Bettini Quest’anno il nostro viaggio “zaino in spalla” si trasforma in “on the road”, attraverso la bellezza sconfinata dell’ Ovest degli Stati Uniti, ovvero California, Nevada, Utah, Colorado e Arizona in 3 settimane. Un viaggio splendido, ...

  • di StefanoBet
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia

L’addetto americo-orientale ormai ci ha imboccati e così decidiamo per la nuova auto: Toyota Prius Hybrid, con cambio automatico “Drive, Rear, Neutral e Parking” e Cruise Control, utilissimo e comodissimo per il tipo di viaggio da intraprendere. Vi permetterà di guidare a gambe incrociate, distese, raccolte, insomma nella posizione più comoda che preferite. Ma soprattutto di rispettare i limiti di velocità. La polizia americana non transige su questo e anche per poco volano multe a destra e manca. I limiti tra l’altro non sono neanche poi così tanto bassi e sono fattibili. Conoscevamo già le funzioni del cambio automatico avendolo già usato lo scorso anno in Australia, per di più al contrario, ma all’inizio ci vuole sempre un po’ di pratica. Così, un po’ impacciati nella guida ci tuffiamo sulle tangenziali a 4 corsie circostanti la città di San Francisco e successivamente nel reticolo sali-scendi dei quartieri. Sbagliamo strada più di una volta, perché non riusciamo ad orientarci. Così finiamo involontariamente prima sul Bay-Bridge, poi al Fisherman’s Wharf, prima di raggiungere finalmente dopo due ore di guida a zonzo il Grant Hotel in Bush St. L’hotel è l’unico prenotato dall’Italia via internet, costa ca. 60 Usd con colazione. Posizione ottima perché vicino a Union Square e al capolinea del Cable-Car. Comfort buono, tranne un odore acre persistente di moquette bruciata.

Doccia e relax, abbiamo solo il tempo di andare a cenare in un ristorante ad un isolato da noi in un simil-ristorante italiano (niente di che).

24 AGOSTO – SAN FRANCISCO: dormiamo profondamente, ma il fuso orario mentale ci sveglia alle 5.30 del mattina. Ne approfittiamo così per sistemarci un po’ con calma e alle 7.30 siamo già da Starbucks per la colazione con cappuccio mega, croissant e succo. L’aria di S. Francisco al mattino presto è fredda e nuvolosa ed è utile una giacchetta anti-vento. Camminiamo per 5 minuti sulle salite e le discese della città e arriviamo al capolinea del Cable-Car. Lo prendiamo e ci facciamo lasciare al Fisherman’s Wharf (ovvero la zona portuale). Passeggiamo lungo il porto dove vediamo Alcatraz, tanti negozietti coloriti, l’ Hard Rock Cafè, i leoni marini e nel pomeriggio Chinatown, Lombard St., la zona finanziaria, Union Square e altro. Camminiamo tutta la giornata e prendiamo saltuariamente il Cable-Car. Arrivo la sera distrutto, la Cinzia un po’ meno, ma siamo felici di aver visto questa splendida città “europea”, centro focale del movimento artistico degli ’70 e dei “figli dei fiori”. E’ una città vivibilissima e a misura d’uomo. Non sembra nemmeno una megalopoli come ce la si può immaginare, ma piuttosto una cittadina di mare, molto vivibile.

Ma non è ancora finita perchè il giorno dopo...

25 AGOSTO – SANFRANCISCO/viaggio per MARIPOSA:...Avvolti da un’altra mattinata nebbiosa e fredda ci dirigiamo nuovamente al Fisherman’s Wharf per qualche acquisto e successivamente a Alamo Square e le sue sette sorelle, case vittoriane colorate costruite una di fianco a l’altra. Ma il clou di oggi è il Golden Gate, il grande ponte rosso che collega le due estremità della città costruita su una baia. Arriviamo al ponte dopo ca. 5 km da Alamo Square e non vediamo proprio nulla. Se non l’avessimo percorso in auto avremmo pensato che il ponte non esistesse. Difatti la nebbia avvolge completamente il ponte e non lo si può ammirare per la sua grandezza. Cinzia comincia a perdere le speranze, io invece penso che tutte le giornate a San Francisco siano così. Al mattino l’oceano porta la nebbia e il nuvolo sulla città che verso mezzogiorno quando l’aria si scalda, lasciano il posto ad una splendida giornata di sole. E così in una manciata di minuti ecco le colonne rosse del Gate che si fanno ammirare. Salendo su di una collina, lo spettacolo è ancora più bello. Il ponte si vede nella sua lunghezza e la città ancora avvolta dalle nubi sullo sfondo

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