Un morso alla Grande Mela

Più volte sono capitata nei paraggi di NY per motivi di lavoro, ma non ho mai avuto la possibilità di fermarmi. Le aspettative per NY sono alte, shopping sfrenato, musei, vita notturna, teatro…non avevo considerato tutte le energie necessarie per ...

  • di Annamaria
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Più volte sono capitata nei paraggi di NY per motivi di lavoro, ma non ho mai avuto la possibilità di fermarmi. Le aspettative per NY sono alte, shopping sfrenato, musei, vita notturna, teatro...Non avevo considerato tutte le energie necessarie per vivere fino in fondo la città! A NY alloggiamo in un albergo sulla 94esima, abbastanza lontano dal centro e un po’ bruttino, ma avendo prenotato pochi giorni prima di partire ci accontentiamo. Il primo giorno andiamo a vedere una messa gospel ad Harlem. Entriamo in chiesa e ci sentiamo un po’ degli intrusi, con le donne vestite di tutto punto, colorate ed eleganti con l’immancabile cappellino e gli uomini con il completo scuro e il fazzoletto nel taschino.

Una volta seduti ci rendiamo conto però che sono più i turisti che i fedeli e che lo show è forse soprattutto per noi. Comunque si tratta di uno show a tutti gli effetti, con balli, canti e le preghiere per mano dondolando al tempo di musica. E’ vero, è soprattutto apparenza. Ma credo che se le nostre chiese puntassero un po’ di più sulla gioia della convivialità avrebbero di sicuro maggiore successo.

Dopo camminiamo senza meta per Harlem, affascinati da un quartiere un po’ decadente ma pieno di vita, di colori e di negozi caratteristici. Ci fermiamo nei mercati rionali ad osservare gli oggetti più curiosi, entriamo in un mercato del pesce con i pesci surgelati suddivisi per tipologia e colore messi in ordine rigoroso su un bancone pieno di ghiaccio, camminiamo con il naso all’insu affascinati dai palazzi con le scale antincendio proprio come siamo abituati a vederli nei film e alla fine ci imbattiamo in una manifestazione. Sul momento non capiamo bene di che cosa si tratti, ma una volta che i dimostranti iniziano a contare a voce alta fino a 50 tutto ci è chiaro: pochi giorni prima un ragazzo di colore è stato ucciso da 50 colpi di pistola da un poliziotto bianco senza un motivo apparente. Il ragazzo usciva da un locale disarmato e le forze dell’ordine si sono accanite in un modo barbaro su di lui. Ci uniamo al coro, contando con loro e partecipando attivamente alla dimostrazione. Prendiamo la metropolitana e riemegiamo in time square dove facciamo la coda al botteghino per uno spettacolo a Broadway. La sera andiamo a teatro a vedere il musical Chicago. Lo spettacolo è indescrivibile. Gli attori, cantanti ballerini sono di un livello mai visto in un teatro italiano e il prezzo del biglietto (circa 50 $) è meritatissimo.

Il giorno dopo diluvia e decidiamo di rifugiarci al moma. Dopo una fila interminabile riusciamo ad entrare in questo museo immenso. Non sono una intenditrice di arte e sinceramente avrei preferito perdermi per un quartiere della Grande Mela. In ogni caso il museo è veramente bello con opere per tutti i gusti e alla fine, nonostante nessuno di noi due sia un cultore, abbiamo passato un’intera giornata al suo interno. Il giorno dopo prepariamo un piano di azione per lo shopping. Ci restano due giorni e 25 negozi che vogliamo vedere... dobbiamo organizzarci! Suddividiamo i negozi in base alla fermata della metropolitana e inziamo il nostro giro. Nonostante che siamo partiti con la valigia mezza vuota con l’intento di riempirla non abbiamo comprato molto perché eravamo stremati dalle camminate estenuanti. La sera siamo andati a vedere un altro spettacolo: “Stomp” in un teatro off-Broadway che assomigliava molto ad un garage. Strepitoso...Come tutto a NY. Il giorno dopo ancora shopping, visita notturna all’Empire State Building e poi attimi di panico. Lore non trova più il passaporto e noi dobbiamo partire la mattina presto per le Isole Vergini. Fortunatamente tutto si risolve, il passaporto si era nascosto bene e alla fine lo abbiamo trovato. Un ringraziamento particolare è dovuto al ragazzo dell’Hotel Alexander che ha passato tutta la notte su internet per capire come poterci aiutare, ha telefonato alla compagnia aerea per spostare il volo passando più di un’ora al telefono e senza lasciare niente di intentato per farci proseguire il viaggio. Quattro giorni per visitare NY sono veramente pochi, non bastano per vedere i negozi, i musei, gli spettacoli a teatro, per assaporare una parte della vita strepitosa che sembrano condurre in newyorkesi. Me la immaginavo frenetica e stressante e invece ho notato che alle 17 in punto gli uffici si svuotano, il traffico non è così caotico come si dice e la gente sembra sempre rilassata e sorridente. Quelli stressati sono i turisti stremati dal desiderio di vedere e fare tutto in poco tempo. Comunque è tempo di salutare la city con la promessa di ritornarci, le Isole Vergini ci aspettano!

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