USA WEST, le città e le rocce scolpite

USA West, le città e le rocce scolpite Viaggio di Marina, Luca, Giovanni, Valeria Dal 5/7/08 al 21/7/08 Diamo i numeri: 4 stati attraversati: California, Nevada, Utah e Arizona 5.100 km percorsi, in media 400 al giorno 2 guide utilizzate: ...

  • di Marittima
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  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

USA West, le città e le rocce scolpite Viaggio di Marina, Luca, Giovanni, Valeria Dal 5/7/08 al 21/7/08

Diamo i numeri: 4 stati attraversati: California, Nevada, Utah e Arizona 5.100 km percorsi, in media 400 al giorno 2 guide utilizzate: Lonely Planet e Routard 2.800 € circa spesi a testa 1.200 fotografie scattate 1 serio rischio di rimanere senza benzina in Arizona (il mattino fate sempre il pieno!) 1 solo menu standard disponibile: hamburger/sandwich-patatine-coca/sprite-gelato 30 pasti a chiedere “no ice” nelle bevande: in USA arrivano in automatico caraffe di ghiaccio con tracce di liquido Zero dollari spesi nei casino a Las Vegas (guinness dei primati?)

5/7/08 SABATO – IL VIAGGIO E’ notte fonda quando ci alziamo, avremo dormito sì e no tre ore e, quando la sveglia suona, dentro ci si domanda se vogliamo proprio andare là dove da qualche mese abbiamo deciso di trascorrere i nostri consueti 15 giorni di “viaggio fai da te”. Per fortuna siamo in due, uno spinge l’altro e così eccoci davanti al cancello ad attendere Giovanni e partire alla volta di Brescia per recuperare Valeria. La strada per Malpensa (non siamo riusciti ad evitare di partire da quell’aeroporto così antipatico per noi!) trascorre nel silenzio e solo arrivati là, siamo risvegliati dalla frenesia degli operatori del parcheggio, a cui lasceremo l’auto nelle due settimane che seguono.

Siamo in aeroporto prima delle 5 e sbrighiamo tutti i controlli e le pratiche. Il volo parte in orario e così sarà, per fortuna, anche nelle successive tappe di avvicinamento a san Francisco, Francoforte e Philadelphia.

Quest’ultimo cambio è il più lungo, i controlli sono seri e le domande incalzano, ci fotografano la retina e lasciamo le nostre impronte digitali: ora siamo “schedati”, possiamo entrare negli Stati Uniti d’America! Ma per arrivare a destinazione ci sono ancora diverse ore d’aereo e il fuso orario ci mette del suo: dormiamo profondamente! E’ sera quando atterriamo nella mitica San Francisco, metro leggero (la BART) per raggiungere Union street, dove siamo alloggiati (abbiamo prenotato dall’Italia giusto gli hotel delle tappe più significative: San Francisco, Las Vegas, il Grand Canyon e Los Angeles. Il resto si fa sul posto. Ottima soluzione, consigliabile a tutti) e ovviamente crollo verticale. Dormiamo, ma la vita sotto di noi scorre allegra; ogni tanto durante la notte sento rumori, voci di persone e bottiglie di vetro rotte in terra. San Francisco è una città vivissima.

6/7/08 DOMENICA – SAN FRANCISCO/PARTE I Apriamo gli occhi sulla città che non è tardi e facciamo colazione nello Starbucks vicino. Gli alberghi americani non includono la colazione e la “colonia” di Starbucks risulterà spesso, durante il nostro tour, una valida soluzione al problema: con 4-5 dollari a testa si può bere un abbondante caffè, the o cappuccino (bollentiiii) e mangiare golosi muffin o brioche al cioccolato. Eccoci San Francisco: siamo pronti per partire! E’ buona cosa, quando si visita una città, percorrerla soprattutto a piedi perché in questo modo si possono sentire suoni, rumori e anche odori, ma soprattutto si può guardare e sentire la sua gente, che ne costituisce l’anima. Con una buona cartina della città, ci muoviamo attraverso UNION SQUARE , MARKET STREET (da qui parte il pittoresco “cable car”, una valida alternativa per chi non ama camminare)e proseguiamo verso il quartiere di CHINATOWN. E’ molto grande, i negozi sono tanti, le facciate molto “china” e finalmente cominciamo a vedere le tipiche strade sali-scendi, quelle che ti vengono in mente se pensi a questa città. Guidati dalla nostra preziosissima “Routard”, fedele compagna di viaggio, sostiamo nella fabbrica dei biscotti della fortuna cinesi; il titolare è sorridente e ossequioso (i cinesi sono così), ce ne fa assaggiare uno e noi ne compriamo un bel sacchetto. Ci dirigiamo quindi verso PORTSMOUTH SQUARE , una sosta da non perdere. Qui tra palazzi altissimi, tra cui la famosa “piramide”, si apre una piazzetta dove i cinesi chiacchierano o giocano insieme a carte o a back gammon; è un angolo davvero insolito, non a caso detto il “salotto dei cinesi”

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