Cinque giorni a Nuova York

L’idea della Grande Mela ci girava per la testa da un po’… Così, quando a Natale ho regalato una guida su New York al mio ragazzo la decisione è stata presa: dal 7 al 13 Marzo saremmo stati laggiù! A ...

  • di clapsy
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L’idea della Grande Mela ci girava per la testa da un po’... Così, quando a Natale ho regalato una guida su New York al mio ragazzo la decisione è stata presa: dal 7 al 13 Marzo saremmo stati laggiù! A fine Gennaio abbiamo trovato un volo Lufthansa/United piuttosto conveniente (circa 390 € a testa, incluse le spese) con scalo a Francoforte e praticamente lo stesso giorno abbiamo anche prenotato l’albergo, Hotel 17 vicino a Union Square, che si è rivelato comodo, pulito e molto carino: l’arredamento un po’ retrò ha fatto sì che fosse scelto da Woody Allen come set per uno dei suoi film. Il prezzo era buono: circa 175 $ a notte per una doppia con il bagno. Pur essendo in bassa stagione abbiamo deciso di prenotare su internet il taxi collettivo che ci avrebbe portato dall’aeroporto all’Hotel e viceversa. La nostra scelta (su consiglio di un turista per caso) è caduta su Supershuttle (www.Supershuttle.Com): abbiamo speso 44 dollari (compresa la gratuity) in due e ha funzionato tutto bene. All’arrivo in aeroporto, infatti, si trovano degli appositi telefoni con i quali è possibile chiamare il taxi già prenotato e al ritorno si chiama il giorno prima della partenza per confermare l’orario e il luogo del picking up. Piccolo dettaglio: chiamate dal cellulare verso Supershuttle costano 4 € indipendentemente dalla durata... Se non volete usare un mezzo collettivo potete comunque trovare facilmente un taxi (a New York costano davvero poco). Noi non ne abbiamo mai presi, perché ci siamo mossi in metropolitana e autobus (entrambi comodissimi e la Metrocard valida per una settimana costa solo 25 $) ma soprattutto a piedi... Perché a New York si cammina davvero tantissimo! Ma ora veniamo al racconto del nostro viaggio... Come dicevo prima, siamo partiti la mattina del 7 Marzo e dopo avere fatto scalo a Francoforte, siamo atterrati a Newark, New Jersey, nel tardo pomeriggio ora locale. Dopo avere sbrigato le pratiche per l’immigrazione (tutt’altro che rapide!) abbiamo preso il Supershuttle che sotto una pioggia battente ci ha portato in Hotel dopo un tragitto di un’ora e mezza (il traffico di Manhattan è intensissimo).

Una volta arrivati al mitico Hotel 17 abbiamo avuto un “problemino” con la carta di credito, cosa che si è rivelata essere il leitmotiv del nostro soggiorno newyorchese... Se avete una carta Visaelectron dovete sapere che in moltissimi posti non viene accettata. A noi è capitato all’Apple Store e in un ristorante; da Starbuck’s sono riusciti a farla funzionare solo dopo una decina di tentativi! Abbiamo risolto pagando la prima notte con i pochi dollari che ci eravamo portati dall’Italia, con il proposito di uscire poco dopo per andare a prelevare altri contanti ad un bancomat.

Dopo avere disfatto rapidamente la valigia siamo usciti alla ricerca di un bancomat, ma agli ATM nei negozi era possibile prelevare solo piccole somme e la pioggia non ci dava tregua, così abbiamo deciso di rimandare all’indomani mattina e cenare velocemente in un ristorante a peso in Union Square, gestito da un simpatico sudamericano che ci ha salutato dicendoci “Ciao bambini”.

Una volta rientrati in Hotel siamo letteralmente svenuti per la stanchezza! Il nostro secondo giorno a New York è cominciato con la soluzione dell’”emergenza prelievo”e la colazione da Starbuck’s: la mia mania! Il cappuccino e il Raspberry Scone erano eccezionali! Un po’ meno il Caramel Macchiato e il Moka che ho provato nei giorni seguenti... hanno scatenato nel mio stomaco delle tempeste digestive inimmaginabili! Rientrati in hotel abbiamo saldato il conto e, dopo avere acquistato la Metrocard siamo partiti alla volta di Battery Park, accompagnati dalla pioggia e dal vento, per raggiungere le nostre prime mete: Ellis e Liberty Island. Dopo i vari metal detector siamo saliti sul battello e... che emozione quando abbiamo visto Miss Liberty apparire nella nebbia e ci siamo avvicinati a lei sotto la pioggia! Date le condizioni meteo la scarsa visibilità abbiamo scelto di non salire e, dopo avere scattato qualche foto, abbiamo ripreso il traghetto per dirigerci verso Ellis Island. Il museo, che si trova all'interno di quello che fu un centro di permanenza temporanea per gli immigrati, è davvero interessante e vale la pena di essere visitato: oltre a documentare l’iter a cui venivano sottoposi i “nuovi arrivati” (il viaggio, la permanenza a Ellis Island, le difficoltà d’inserimento...) racconta, attraverso le testimonianze e gli oggetti di coloro che hanno vissuto quest’esperienza, le realtà delle diverse etnie (tra cui, ovviamente, gli italiani). I visitatori hanno inoltre la possibilità di verificare se i loro antenati emigrati negli Usa sono passati da Ellis Island utilizzando i terminali del museo. Terminata la visita abbiamo ripreso il battello e dopo varie peripezie (scarsa visibilità e hot dog a bordo) siamo tornati a Battery Park. Da lì e partita la nostra passeggiata “bagnata” attraverso Lower Manthattan: siamo passati vicino al Toro di Wall Street, poi abbiamo visitato la Trinity Church e abbiamo proseguito lungo la Broadway. Siamo giunti a Ground Zero e alla St. Paul’s Chapel... Davvero impressionante

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