OAHU, L’ISOLA DEI FIORI, Hawaii

Sono gli ibisco, l'ilima e le orchidee, che profumano ed invadono l’aria inconfondibile dell’isola. Li si trovano ovunque: a ridosso delle spiagge bianchissime che lambiscono un mare dai colori mozzafiato, nelle verdi vallate sotto gli alberi del koa, sui fianchi ...

  • di gregori72
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Sono gli ibisco, l'ilima e le orchidee, che profumano ed invadono l’aria inconfondibile dell’isola. Li si trovano ovunque: a ridosso delle spiagge bianchissime che lambiscono un mare dai colori mozzafiato, nelle verdi vallate sotto gli alberi del koa, sui fianchi ripidissimi delle montagne dall’aspetto preistorico. Persino negli spazi verdi all’ombra dei grattacieli di Honolulu. Una flora unica ed eccezionale favorita da un clima delizioso tutto l’anno, senza una vera e propria stagione delle piogge, che si limita a cadere sulle montagne lasciando che il sole illumini costantemente le spiagge. Oahu, la più famosa e popolata tra le otto isole che compongono le Hawaii, è la vetta di una montagna sommersa originata dall'attività vulcanica sotto la placca del Pacifico. La più vicina massa continentale si trova ad oltre 4000 km di distanza per cui, nonostante giuridicamente appartengano agli Stati Uniti, geograficamente fanno parte del continente Oceanico. I primi abitanti raggiunsero le Hawaii dalla Polinesia introducendo la lingua, la cultura e la religione e creando un patrimonio culturale che ancor oggi viene gelosamente custodito dalle popolazioni indigene. Solo le città di Honolulu e Waikiki e le moderne highways ci ricordano l’America: il resto dell’isola è un combinazione tra paesaggi tropicali dall’apparenza caraibica, atolli polinesiani con montagne selvagge, paesaggi vulcanici primordiali. Qui siamo dove Spielberg ha riprodotto il giurassico e lasciava correre i suoi dino negli ampi spazi incontaminati, ma anche dove Magnum sfrecciava con la rossa sulle autostrade a quattro corsie. Ma dove sta quindi la realtà di Honolulu? E’ proprio questo l’aspetto più intrigante dell’isola, ognuno può ritagliarsi il suo spazio preferito e passare tra questi due differenti mondi in solo mezz’ora d’auto.

Waikiki, metropoli tropicale Waikiki non accetta mezzi termini: o la si ama, o la si odia. Oppure, semplicemente, la si accetta per quello che è, cercando di sfruttarne al meglio gli aspetti positivi. Primo tra tutti la sua unicità, che unisce una posizione geografica da sogno ad uno sfruttamento edilizio sconcertante.

Immaginate di girovagare tra gli alti grattacieli di Manhattam e ad un certo punto di trovarvi su una spiaggia tropicale anziché a Central Park. Alzare lo sguardo e scorgere all’orizzonte la sagoma di un cratere, il Diamond Head, che ricorda la natura dell’isola e le sue origini. Passeggiare sul lungomare, lasciarsi alle spalle il traffico e respirare l’inimitabile brezza delle Hawaii e del suo infinito oceano, ammirando uno dei tramonti più romantici che questo mondo possa regalare. Mischiarsi tra i surfisti più temerari, cercare di comprendere il loro singolare modo di vivere, quasi una moda, per poi gettarsi nell’incessante confusione dei 3 km di pazzia collettiva, travolti da un irresistibile folclore tra candide e antiche danze polinesiane, ballerini di hula e di ukulele ed irrefrenabili ritmi moderni.

Ma Oahu non è di certo solo Waikiki: è un’isola che non finisce di stupire per la bellezza dei suoi paesaggi, delle aspre catene montuose che si innalzano improvvisamente alle spalle di baie mozzafiato, con picchi verdissimi e imponenti che svettano su profondi canyon. Vallate lussureggianti lambite da spiagge dalla bellezza incontrastabile e da barriere coralline sommerse che sprofondano nel blu intenso dell’oceano. Mare e spiagge, i tesori dell’isola L’immagine paradisiaca delle Hawaii più volte sognata e fantasticata si materializza improvvisamente ad Hanauma Bay, un antico cratere sommerso dove nel corso dei millenni si è formata una barriera corallina multicolore, habitat naturale di ogni genere di pesci. Protetta con l’istituzione di un parco marino, vi si accede dopo aver pagato l’ingresso e visionato un film che istruisce su come preservare l’ambiente. Questa è la baia più famosa, meta di tutti i tour, pertanto inevitabilmente affollata. Fatta eccezione per Hanauma Bay e Waikiki, tutte le altre numerose spiagge di Oahu sono pressoché deserte, lunghi litorali per ogni gusto e fantasia. Waimanalo, una delle baie più belle del mondo, è un’infinita spiaggia bianca che si estende per 6 km ai piedi delle montagne, circondata da splendide ville tra cui domina la reggia della serie televisiva Magnum P.I. Nonostante le oltre 30.000 stanze, Waikiki è il posto meno indicato dove soggiornare. Troppa confusione, lusso sfrenato e luoghi americanizzati che oscurano il fascino paradisiaco e l’anima dolce dell’isola. Molto meglio spingersi nella Windward Coast, a Kailua ad esempio; qui non ci sono grattacieli, ma solo basse costruzioni allineate sulle ordinate strade circondate da palme che conducono alla spiaggia di sabbia bianca lunga 3 km, definita come una delle più belle d’America. A Kailua non si trovano alberghi, solo piccoli B&B, ville e cottage da affittare per trascorrere una settimana all’insegna del relax. Separata da un promontorio, Lanikai è un piccolo paradiso. Sabbia bianchissima impalpabile che pare borotalco, circondata da palme, acqua turchese sempre calma, banchi di corallo dove cimentarsi con lo snorkelling e una splendida vista sulle vicine isole Mokulua raggiungibili in kayak. Vi potrebbe capitare di assistere ad una toccante cerimonia funebre direttamente sul mare, momento in cui l’anima si fonde con l’isola per l’eternità; musiche hawaiane accompagnano le piroghe addobbate di composizioni floreali nell’ultimo viaggio verso l’amato oceano, dove verranno sparse le ceneri

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