Parchi: i quattro gioielli della California

Paesaggi oceanici grandiosi, alberi giganti che s’innalzano nel blu del cielo, valli incantate dominate da picchi granitici con cascate maestose, deserti infuocati con candide dune apparentemente inospitali. Sembrano luoghi appartenenti a diversi continenti, invece si trovano tutti in California, a ...

  • di gregori72
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Yosemite NP Yosemite non ama farsi desiderare. Come un pavone che sfoggia prepotentemente la sua bellezza, a Tunnel View, l’ingresso della valle, offre tutto il suo superbo splendore in pochi attimi, con un colpo d’occhio inimitabile e sconfinato su cascate spumeggianti che si gettano da picchi granitici verticali e vallate verdissime con fitte pinete che contrastano fortemente con il blu intenso del cielo. In primo piano, il precipizio di El Capitain mette i brividi, mentre di fronte, la Bridalveil Fall, candida come il velo di una sposa, lascia sognare ad occhi aperti. Lo sfondo è dominato dalla sagoma arrotondata dell’Half Dome, simbolo del parco, mentre la luna, già alta in questo tardo pomeriggio, è smaniosa di illuminare con il suo chiarore questa valle incantata.

Se per un rapido sguardo bastano pochi minuti, molte sono le ore da dedicare alla scoperta dei mille angoli deliziosi che il parco offre, centinaia i sentieri che conducono in posti che forse nemmeno i sogni riescono ad immaginare, rispettando rigorosamente i cartelli che richiamano l’attenzione verso gli orsi, che qui vivono liberamente e possono essere incontrati in qualsiasi momento. Emozionante e facilmente accessibile è il tratto che conduce ai piedi delle maestose Yosemite Falls, le cascate più alte dell’America del Nord che precipitano per 740 metri in tre salti. Più faticoso ma imperdibile è il sentiero che si inerpica alla Vernal Fall, seguendo un impetuoso e limpidissimo torrente che invoglia ad un rinfrescante bagno. Nonostante un salto di soli 95 metri, sono uno spettacolo entusiasmante grazie alla massiccia portata d’acqua ed alla posizione incantevole. Se le gambe reggono, da qui il sentiero prosegue alla Nevada Fall, ancor più imponente e spettacolare. Il fondovalle è attraversato dal fiume Merced, dalla trasparenza incomparabile, dove si specchia il solenne El Capitain, uno dei più grandi monoliti esistenti. Parte della giornata va dedicata alla salita in auto a Glacier Point, dove dall’alto dei 2200 metri a strapiombo sulla vallata, si gode di una vista dall’impareggiabile bellezza. La California è forse l’unico luogo al mondo dove è possibile guidare la mattina a 3000 metri, tra valli glaciali e pascoli alpini e nel pomeriggio in aridi deserti sotto al livello del mare. La Tioga Road, aperta solitamente da fine maggio a metà ottobre, attraversa paesaggi da sogno tra pinete fittissime, laghi alpini in cui si specchiano cime innevate, infinite distese di verdi prati ricoperti da fiori. Sono 200 le miglia che separano il Tioga Pass, in inverno ricoperto da oltre 4 metri di neve, dalle temperature estreme della Death Valley, attraversando l’aspro e desolato versante della Eastern Sierra dominato dai 4400 metri del monte Whitney.

Death Valley Visitare la Death Valley significa attraversare un paesaggio estremamente vario, percorrendo un bacino desertico racchiuso da una massiccia catena montuosa, con temperature estreme che in estate possono facilmente raggiungere i 50° gradi all’ombra mentre in inverno possono scendere la notte sotto lo zero. Nessun nome può essere più appropriato: fin dal 1850 molte persone furono spinte in questo spazio inospitale alla ricerca dell’oro, finendo l’avventura dopo aver cercato di superare le fatali barriere rappresentate dalle montagne. Le rocce più antiche si sono formate circa 1,8 miliardi di anni fa e nel corso dei secoli l’acqua e il vento hanno scolpito e dipinto un paesaggio lunare, creando un museo geologico naturale. Azione erosiva che prosegue incessantemente, rimodellando continuamente la superficie mentre il fondovalle continua ad abbassarsi. In estate, scalare le dune di Stovepipe è un’impresa da compiere esclusivamente all’alba, quando la temperatura si aggira “solo” sui 35 gradi. Il sole a quest’ora illumina dolcemente il profilo delle dune con la classica configurazione a mezzaluna e la vista sull’intera aerea diventa surreale. Più agevole raggiungere gli altri luoghi, come il punto più basso della valle a Badwater, 86 metri sotto al livello del mare, dove sembra iniziare una pista bianchissima. Non è sabbia, ma sale del mare che una volta copriva questo deserto, rimasto poi isolato dall'innalzamento delle montagne ed inevitabilmente prosciugato. Il vicino Devil’s Golf Course è una distesa di guglie di sale cristallizzato con sedimenti profondi 300 metri, mentre Artist Drive è una strada impressionante che attraversa una montagna costituita da minerali multicolore. Le rocce assumono svariate tonalità, dal giallo al rosa, dal verde al marrone e viene detta appunto Artist’s Palette, la tavolozza degli artisti. Lo sconfinato parco vanta addirittura un castello, l’originale Scotty’s Castle ed un antico cratere vulcanico, l’Ubehebe Crater, profondo oltre 200 metri. Dopo una pausa nell’oasi di Furnace Creek, con il museo ed un rigoglioso palmeto, si è pronti per la vista più indimenticabile: è quella offerta da Zabriskie Point su colline giallastre che cambiano continuamente colore dopo il sorgere del sole. E’ qui che la natura ha plasmato nel corso dei secoli il suo capolavoro

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