Coast to coast, oversize

(by Luca, Sabrina e Federico) Domenica 29 Luglio: Dopo la “solita” travagliatissima settimana pre-vacanze, con Federico ammalato e quindi a correre a destra e a manca, fra dottori, prontosoccorso e farmacie, dopo le inevitabili pratiche lavorative da chiudere ed il ...

  • di LucaGiramondo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

(by Luca, Sabrina e Federico) Domenica 29 Luglio: Dopo la “solita” travagliatissima settimana pre-vacanze, con Federico ammalato e quindi a correre a destra e a manca, fra dottori, prontosoccorso e farmacie, dopo le inevitabili pratiche lavorative da chiudere ed il provvidenziale recupero in extremis del piccolo e poi dopo un interminabile matrimonio che ieri ci ha impegnati fino a notte fonda ... dopo tutto questo, seppur leggermente provati, siamo pronti a partire per un nuovo viaggio, estremamente intrigante ma tutt’altro che riposante ... Non saremo soli in questa imminente avventura, ma in compagnia dei nonni, così da ripetere la felice esperienza di tre anni fa, e anche oggi come allora andremo negli States per fare, questa volta, un incredibile “coast to coast”: in sole tre settimane una piccola pazzia ... Da Washington (la capitale di questo smisurato stato, grande come un continente), sull’Oceano Atlantico, a Los Angeles, sull’Oceano Pacifico, attraverso quindici stati, sfiorando a nord il Canada e a sud il Messico: qualcosa che, con l’aiuto della buona sorte, possa restare un indelebile segno nella nostra vita di appassionati viaggiatori.

Tre ore di sonno scarse e suona la sveglia, così assonnato ma carico di adrenalina mi alzo da letto e alle 5:15 sono, in auto, dai nonni ... Li accompagno alla stazione e poi torno a casa ... Nel frattempo si sono preparati anche Sabrina e Federico, così alle 6:00 ripartiamo, accompagnati dall’altro nonno (abbiamo coinvolto proprio tutti i parenti!) e raggiungiamo in stazione i nostri compagni di viaggio.

Il treno arriva puntuale al binario 1 e alle 6:30 prendiamo a correre sulle rotaie per giungere, meno di un’ora più tardi, altrettanto puntuali alla stazione di Bologna ... Da lì, dopo esserci trascinati a fatica tutti i bagagli su e giù per le scale (viva la modernità!), saliamo sulla navetta che, poco prima delle 8:00, ci fa scendere di fronte all’ingresso dell’aeroporto Marconi.

Imbarchiamo le valigie direttamente per Boston, facciamo una veloce colazione poi oltrepassiamo il metal-detector e ci mettiamo in attesa alla porta numero 21.

Tutto procede secondo programmi e non dobbiamo aspettare oltre l’orario previsto, così, saliti sul volo AF 1229, un Airbus A318 dell’Air France, venti minuti dopo le 10:00 stacchiamo da terra diretti a Parigi ... Prendiamo quota e attraversiamo la Pianura Padana, dopodiché sorvoliamo le Alpi ancora innevate (probabilmente la Valle d’Aosta con le imponenti vette del Cervino e del Monte Bianco ben visibili), quindi sulla Francia ci aspetta una sola grande distesa di nuvole.

Atterriamo all’aeroporto Charles de Gaulle alle 11:39, in pieno autunno, mentre piove con insistenza ed il grigiore domina incontrastato, ma non ci curiamo troppo delle condizioni meteorologiche e ci diamo subito da fare per non perdere il prossimo volo, visto che il tempo a nostra disposizione di certo non abbonda.

Ci spostiamo dal Terminal D al Terminal A e dopo un mini-interrogatorio, per motivi di sicurezza, al banco American Airlines oltrepassiamo di nuovo il metal-detector e attraverso al porta 48A saliamo sul Boeing 767 che, identificato come volo AA 147, quasi in perfetto orario, rulla sulla pista parigina e sale di quota per affrontare la trasvolata atlantica che ci porterà ancora una volta negli States.

Intravediamo per un attimo l’inconfondibile sagoma della Torre Eiffel e poi ci tuffiamo fra le nuvole, così lo spettacolo oltre il finestrino diventa un’unica immensa estensione di candido, accecante vapore acqueo ... Mai visto tante nubi in vita mia: la vecchia Europa ne è completamente ricoperta, almeno la parte che sorvoliamo, e anche un buon tratto dell’Oceano Atlantico. Ne approfitto allora per sistemare le lancette dell’orologio sul fuso orario di arrivo (sei ore in meno) ... e in un batter d’occhio è di nuovo mattina

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