Week end lungo a New York

Questo itinerario fa parte dei miei diari di viaggio che scrivo aspettando gli aerei. Viaggio molto per lavoro e spesso mi fermo per un qualche giorno o un weekend nel paese dove sono. Sono piu´racconti di sensazioni, ma ci possono ...

  • di MamGoudig
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Questo itinerario fa parte dei miei diari di viaggio che scrivo aspettando gli aerei. Viaggio molto per lavoro e spesso mi fermo per un qualche giorno o un weekend nel paese dove sono. Sono piu´racconti di sensazioni, ma ci possono essere anche dettagli interessanti...

Un venerdi´di gennaio (da Richmond a New York): Non ho scritto per due giorni. Alla sera arrivavo talmente stanca che non avevo neanche la forza di scrivere, poi ero troppo incazzata per poter fare il rendiconto della giornata. Quando sono cosi incazzata me la prendo col primo che ho sottomano, chiedere ai tassisti per conferma. Stavolta e`stato l’autista dello Space Shuttle che ci ha beccato male. Lo Space Shuttle e`un servizio di trasporto porta a porta dall’aeroporto fino a dove stai a New York. E´molto comodo. Lo prenoti anche su internet, ti arriva un mail con la conferma e un numero di prenotazione e quando arrivi telefoni e ti vengono a prendere con un autobussino. C’è da dire che io con quelli dello Space Shuttle sono prevenuta, che l’ultima volta m’han mollato in albergo come una pisquana e ho dovuto prendere un taxi fino al JFK. Avendo deciso di dare una seconda chance allo Space Shuttle ho prenotato a Richmond via internet, ma non ho segnato il numero di prenotazione, perche` pensavo fosse tutto automatico. Già era cominciata male che le valigie ci han messo una vita ad arrivare, sono uscita dal terminal, nessuno in vista. Chiamo col cellulare, mi dicono di chiamare dal telefono interno. Finalmente arriva l’autobussino, pienissimo, mi devo infilare dietro nell’ultimo posto scavalcando tutti e rimango anche impigliata nella cintura.Vabbè, si parte.L’autista non è contento della raccolta passeggeri e fa la via crucis di tutti i terminal, raccogliendo altra gente, comincio un rosario di maledizioni a quelli dello Space Shuttle. Gli ammortizzatori dell’autobussino sono inesistenti e quelli delle ultime file, cioè io, saltano come le cavallette.Almeno la musica é bella.

Arrivo in albergo e devo pagare, anche se ho già pagato con la carta di credito perchè non ho il numero della prenotazione.Selber shuld (me stesso colpevole), comunque mi incazzo con l’autista e quindi niente mancia. Sono talmente furiosa che non mi piace neanche l’albergo. In effetti viene poca acqua dalla doccia e non riesco a far smettere la ventola di fare casino, ma ho dormito in condizioni peggiori. Sabato. Programma di massima andare al MoMa (Museum of Modern art) e poi si vede. In albergo non danno la colazione, neanche il caffé, quindi bisogna andar fuori. Non ho cenato, visto che l’aereo da Richmond è arrivato a un’ora indegna e vado nel primo posto tra la 30ma e 5a. Self service (come tutti i posti). Mi servo e mi siedo, la tipa della cassa mi intima il pagamento...Avrei pagato prima di uscire, ma qui prima paghi poi magni. Colazione classica caffé e muffin. Esco e decido di avviarmi a piedi averso il MoMa. Passo anche da Time Square dove c’e’ una rivendita biglietti per i musical. Ho giá telefonato dall’albergo per “A Chorus Line”:solo biglietti per il matinée e non ho molta voglia di chiudermi a teatro il pomeriggio.Ci riprovo alla cassa del ticket office. Ancora niente “A Chorus Line”, ripiego, ma non proprio, su “Chicago”. Gli unici biglietti rimasti sono in parterre e costano 111.51 dollari (CENTOUNDICIDOLLARIEVENTUNOCENTS), ma compro lo stesso. Sono posizionata da urlo: in teoria posso riuscire a vedere anche il colore delle mutande delle ballerine. Bene, carta di credito scaldata a dovere, vado al MoMa a piedi gironzolando qui e là. Il MoMa è vicino a Central Park tra la 5a e la 6a Avenue. E’ un museo di arte moderna. Ci sono quadri di Van Gogh, Miro, Picasso ecc.Ecc. Devo dire che sono un pò delusa: la disposizione è alla sans facon (alla cazzo insomma), non c’é né ordine cronologico né tematico. Per fortuna sono arrivata presto: verso l’una è arrivata la folla e non si riusciva più a concentrarsi su niente. Ho avuto la fortuna di beccare una delle esposizioni temporanee. C’è la scultura di un giapponese che è geniale: sono cinque pannelli che proiettano un film. Cinque nudi (tre uomini e due donne di cui una incinta) escono fuori dall’acqua come in un tuffo a rovescio e poi fluttuano nell’aria con la testa che rimane nell’acqua. Sono rimasta un quarto d’ora a guardare.Veramente geniale.Mi chiedo come abbia fatto a realizzarlo

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