I vuoti d' aria non esistono, i miei primi USA

Fin da bambino ho sempre avuto il mito degli USA. Tutta colpa del view master che mi avevano regalato e dei dischi con le immagini di New York. Chi non è stato bambino nella metà degli anni 70 probabilmente non ...

 

Fin da bambino ho sempre avuto il mito degli USA. Tutta colpa del view master che mi avevano regalato e dei dischi con le immagini di New York. Chi non è stato bambino nella metà degli anni 70 probabilmente non sa neppure cos’ è un view master. Il tenente Kojak ha fatto il resto ma il colpo di grazia me l’ ha dato un mio amico ricco che era stato sia a Disneyland che a Disneyworld. Devo andarci anch’ io, devo andarci anch’ io, devo andarci anch’ io... E’ diventata un’ ossessione, ma a causa dei casini in cui mi sono cacciato ho dovuto attendere il 1991 per poterci andare.

All’ epoca non ero provvisto di ragazza fissa e tutti i miei amici non volevano venire con me, allora sono andato da solo. La spedizione ha avuto luogo nel mese di Agosto 1991. Ero un povero sprovveduto e non sapevo come fare ad organizzarmi da solo. Considerate che il world wide web è stato inventato solo l’ anno dopo, così mi sono affidato ad un’ agenzia di viaggio facendomi spennare. Il programma previsto era questo: volo diretto Milano - Los Angeles (2 notti) volo per Las Vegas (2 notti) volo per San Francisco (2 notti) volo per New York (2 notti) volo diretto New York – Milano In ogni città erano previste tutta una serie di visite ed escursioni, tra cui, le più interessanti erano certamente l’ escursione nel Grand Canyon in aeroplanino ed il giro in elicottero su Manhattan. Tutti gli hotel di prima categoria, trasferimenti inclusi, un po’ di pasti già compresi, ecc. L’ intera faccenda mi è venuta a costare 6 milioni di lire dell’ epoca! Il giorno della partenza mi sveglio prestissimo per non arrivare tardi in aeroporto per poi scoprire che il volo era naturalmente in ritardo. Una volta a bordo il capitano Kirk ha annunciato 2 cose: il camion per il rifornimento aveva dei problemi e quindi saremmo partiti con un ulteriore ritardo. Avevamo una gomma sgonfia e quindi l’ avremmo dovuta cambiare. Sostituire una ruota ad un 747 non è esattamente come cambiare quella di una Panda. Morale: 4 ore di ritardo. Il nervosismo aveva raggiunto livelli critici e non eravamo ancora partiti. E il bello doveva ancora arrivare: 12 ore di volo! Ho avuto una fortuna incredibile ad avere un posto immediatamente dietro alle uscite di emergenza, così mancava una fila di sedili ed io potevo alzarmi e sedermi a piacimento senza rompere le scatole a nessuno. Finalmente ci portiamo in pista ma solo per scoprire che il vento intanto aveva cambiato direzione e che quindi saremmo dovuti decollare nell’ altro senso. Dato il peso elevatissimo Kirk non voleva rischiare di decollare col vento in coda. Ci siamo quindi fatti tutta la pista a passo d’ uomo, abbiamo pazientemente atteso che altri 10 aerei partissero prima di noi e finalmente di riposizioniamo in pista. Intanto è passata un’ altra ora... Certo che se il buongiorno si vede dal mattino questo viaggio dev’ essere proprio nato male. Finalmente Kirk inizia a portare le manette, direi ad orecchio, più o meno al 98% di N1. Dopo una corsa interminabile e dopo aver abbondantemente olrepassato il punto del GO/NO GO siamo ancora saldamente al suolo: è troppo grande e pesante questo affare, non ce la farà mai a sollevarsi. Ma incredibilmente (credo circa mezzo metro prima della fine della pista) lentissimamente il muso si solleva e pigramente ci stacchiamo da terra. Non credevo che ce l’ avremmo fatta! Non appena si spegne il segnale delle cinture vado a farmi un giro. Risalgo tutta la classe trasporto bestiame e tento di salire al piano superiore dove siedono una decina di fortunati passeggeri che viaggiano in prima classe, ma vengo bloccato da un antipaticissimo assistente di volo romanaccio che pareva quello che fa tutti quei film con Verdone & Co. Che mi dice di tornarmene al mio posto e di non rompere le scatole. Dopo un po’ mettono un film ma naturalmente l’ audio non funzionava nel mio sedile. Al diavolo. Ad un certo punto Kirk annuncia che stiamo sorvolando la Groenlandia, ed effettivamente dai finestrini si vedevano dei bei blocchi di ghiaccio. Ogni tanto portavano da mangiare ma la noia del volo era mortale. Un bel momento Kirk ha lasciato il sig. Sulu ai comandi ed il sig. Scott a sorvegliare i motori. Come noto la versione 200 del 747 prevede anche la presenza del motorista. Per cortesia non traducetemi "flight engineer" come "ingegnere di volo" perchè sareste in errore; engineer, da engine, significa "motorista" in questo caso. Allora, Kirk è venuto a farsi una passeggiata tra noi pecoroni. Sembrava uscito da una rivista di moda con la sua elegantissima uniforme. Assomigliava un po’ a Magnum PI e sorrideva ai passeggeri come per dire: “qua comando io... è tutto sotto controllo... non rompete le palle...”. Appena mi è arrivato a tiro ho tentato di dire: “Scusi...”. Deve avermi letto nel pensiero perché lui subito è partito con la risposta standard: “Sono spiacente ma il regolamento della compagnia non consente visite in cabina, ecc...” Peccato, sono sempre stato molto interessato ai vecchi aerei come questo. Vabbè era il 1991 e la versione 400, con la sua bella strumentazione EFIS, e la perdita del F.E. Sarebbe entrata in servizio solo 2 mesi dopo

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