Viaggio di Nozze negli States

1° giorno (22 giugno) Oggi è il gran giorno, partiamo per gli States. Sveglia alle 6 di mattina. Lasciamo casa alle 6:30 e alle 7 siamo al parcheggio “Park and Fly” nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino. Ho già prenotato il ...

  • di red9277
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  • Viaggiatori: in coppia
 

1° giorno (22 giugno) Oggi è il gran giorno, partiamo per gli States. Sveglia alle 6 di mattina. Lasciamo casa alle 6:30 e alle 7 siamo al parcheggio “Park and Fly” nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino. Ho già prenotato il posto auto alcuni giorni prima, per la modica cifra di 70 euro per 16 giorni (il più economico dei tanti in zona), alcuni dei quali in alta stagione. La navetta del parcheggio, interamente a disposizione per noi, ci porta al “Teminal C” dell’aeroporto in pochi minuti. Imbarchiamo le nostre due valigie per il volo dell’Alitalia delle 10:30. Dopo un’ora di ritardo decolliamo, destinazione New York. Nonostante il ritardo arriviamo all’aeroporto di Newark (EWR) in perfetto orario, sono le 13:50, ora di New York. Abbiamo percorso 6800 km a 11.000 metri dal suolo e in circa 8 ore e 20 minuti L’aereo, un Boing 777, è stato molto confortevole. Ogni posto era dotato di uno schermo e di un telecomando tramite il quale era possibile selezionare il tipo di intrattenimento: musica, giochi, programmi tv o film. Le cuffie sono state distribuite dal personale di bordo. Io ho visto il film “Prestige”, mentre mia moglie si è dovuta accontentare di giocare a “Chi vuol essere milionario” in quanto la presa della sua cuffia era danneggiata. Inoltre i maxi schermi mostravano in tempo reale il percorso fatto dall’aereo con alcuni dati, come km percorsi, velocità, altitudine e tempo mancante all’arrivo. Il volo è stato tranquillo. Il personale di bordo, costituito prevalentemente da stuart, un pò scontroso. In volo ci sono stati serviti prima un pranzo (non male) e successivamente uno snack.

Dopo aver superato i controlli dell’ufficio immigrazione (impronte digitali, foto, modulo verde compilato in aereo), i controlli doganali (consegna del modulo bianco compilato in aereo) e dopo aver ritirato i bagagli, pervenuti entrambi anche se con graffi, macchie indelebili e ammaccature, ci incontriamo con la persona della “Soiree” incaricata del nostro trasferimento dall’aereoporto all’hotel. Sulla navetta troviamo una scritta che ci diventerà familiare almeno a New York. Il senso è “Ricordatevi di dare la mancia all’autista”. Ci aspettavamo un autista che parlasse l’italiano come indicato nel programma rilasciatoci da ViaggiIdea ma non è così. L’autista parla solo spagnolo e inglese. L’autista ci fa un po’ da cicerone e al momento opportuno ci comunica che stiamo entrando nella città di New York attraverso il Lincoln Tunnel, un tunnel sottomarino che collega il New Jersey all’isola di Manhattan. Alle 16 facciamo il check-in al “Jolly Madison Tower” (22 East 38th Street) dove pernotteremo per 4 notti. Subito ci accorgiamo che l’hotel è in una buona posizione. Infatti dalla finestra della nostra camera si può ammirare l’Empire State Building (ESB). Ci ristoriamo un po’, telefoniamo a casa per rassicurare i nostri e telefoniamo, da un telefono pubblico, alla Volatour per confermare l’escursione sulle Cascate del Niagara del giorno seguente (come suggeritoci nel programma rilasciatoci da ViaggiIdea). Per telefonare abbiamo utilizzato la scheda New Columbus della Telecom acquistata in Italia al prezzo di 12 euro. Ottima scheda, con operatori in Italiano, che consente di chiamare i telefoni fissi dell’Italia a soli 12cent/sec (1 ora e mezza di conversazione). Consiglio di comprarla in Italia in quanto ho avuto difficoltà a trovarla negli USA. Ci mettiamo in cammino verso l’ESB percorrendo la Madison Avenue. Le dimensioni degli edifici sono notevoli, la loro maestosità è ciò che colpisce al primo sguardo. Raggiungiamo l’ESB, facciamo un po’di fila per acquistare i biglietti (mi aspettavo una fila molto più lunga) e saliamo all’86° piano. La vista è spettacolare. Sono visibili la Statua della Libertà, Ellis Island, i ponti di Brooklyn e di Manhattan, Wall Street, il Crysler Building, Central Park, ecc. Peccato che, come segnalato all’ingresso dell’edificio, ci sia un vento forte e freddo che ci coglie alquanto impreparati e ci costringe a rifugiarci nel negozio di souvenir ubicato sulla terrazza stessa. Siamo stanchi, il fuso orario si fa sentire (e anche il freddo) e non ce la sentiamo di restare fino al tramonto, per cui scendiamo e cerchiamo un posto dove mettere qualcosa sotto i denti. Prima di partire avevo letto su un forum che nei dintorni c’era SBARRO, una catena di ristorazione diffusa negli USA in cui era possibile mangiare una buona pizza newyorkese. Noi l’abbiamo assaggiata e non ci è piaciuta affatto. Mia moglie ha scambiato una pizza con wrustel e ananas (inconcepibile per noi napoletani) per una pizza con wrustel e patatine fritte. Immaginate la sorpresa e soprattutto il disgusto che ha provato nel momento in cui la punta della sua lingua si è posata sull’ananas. Morale, la pizza con l’ananas l’ho mangiata io e lei ha mangiato la mia pizza con pomodoro e salame. Siamo ritornati in hotel e dopo aver dato l’ultima occhiata all’Empire, illuminato di lilla, dalla nostra finestra, ci mettiamo a letto, soddisfatti ed ancora emozionati per i bellissimi panorami visti poco prima. 2° giorno (23 giugno) Alle 6 ci incontriamo nella hall con Carlos, la persona della Volatour che ci accompagnerà all’aeroporto di La Guardia di New York. Infatti oggi ci attende l’escursione sulle Cascate del Niagara. Durante l’attesa noto un tombino fumante, proprio come si vedono nei film. Passiamo a prendere gli altri partecipanti vicino ai loro hotel, così abbiamo la possibilità di vedere altre strade di Manhattan. Siamo un gruppo di italiani tra i quali vi sono anche due coppie di Torre del Greco. Lasciamo Manhattan percorrendo la galleria sottomarina di Queens Tunnel la quale collega l’isola al distretto del Queens. Giungiamo all’aeroporto. Prendiamo il volo delle 8:10 della US Airway. L’aereo è piccolo ma confortevole. L’hostess è gentile ma parla un’inglese incomprensibile. Durante il volo di circa 50 minuti ci viene offerto uno snack. Bellissimo il colpo d’occhio su Manhattan durante la fase di decollo. Al nostro arrivo a Buffalo ci attende Marcello, la nostra guida di origini siciliane che mastica un anglo-italiano abbastanza comprensibile. Saliamo in autobus e partiamo alla volta delle Cascate. Attraversiamo la Grand Island circondata dal fiume Nicaragua (che alimenta le Cascate) e già da qui con un po’ di attenzione è possibile scorgere, alta nel cielo, l’acqua polverizzata delle Niagara Falls. Entriamo nel parco delle Cascate del Niagara situato nella città di Niagara Falls New York, sul versante americano della città di Niagara. Vediamo da lontano il Rainbow Bridge che si affaccia sulle cascate. Prendiamo un trenino molto caratteristico che ci porta all’ingresso delle Cascate. Prendiamo l’ascensore e ci dirigiamo verso il punto di imbarco per “Il Maid of the Mist”, il battello che trasporta passeggeri nel bacino alla base della cascate. Equipaggiati di keyway blu salpiamo verso la prima della tre cascate: la American Falls (Cascata Americana), seguita subito dalla piccola Bridal Veil Falls (Velo Nuziale , chiamata così per la sua forma) ed infine l’Horseshoe Falls (Ferro di cavallo, per la sua forma) o Canadian Fall, l’unica delle tre del versante canadese. Quest’ultima è quella che regala più emozioni. Il battello oscilla come se fosse in un mare in tempesta e ci si trova avvolti in una nebbiolina bianca fatta di acqua polverizzata. C’è tanta acqua, ma cerchiamo comunque di riprendere con la telecamera e di fare qualche foto. Ciò che stupisce di più delle Cascate non è la loro altezza ma la loro incredibile portata. Ritorniamo a terra dopo una mezz’oretta di crociera e risaliamo verso il parco dove riusciamo ad avvistare qualche timido scoiattolo. Riprendiamo il nostro autobus e attraverso il Whirlpool Bridge varchiamo il confine americano. Ora siamo in Canada, precisamente a Niagara Falls Ontario, la parte canadese della città di Niagara. Le tipiche casette canadesi di legno e mattoni sono molto carine. Ci fermiamo a Souvenir City per una piccola sosta e per l’acquisto dei primi souvenir. Si fa ora di pranzo e quindi Marcello come da programma ci porta al ristornate Penthouse dell’hotel Sheraton On the Falls. Il ristorante ha una bellissima vista sulle cascate. Il pranzo è a buffet, le cose più buone sono le torte al cioccolato. Continuiamo la nostra escursione in autobus. Mentre passiamo per il parco giochi di Niagara (peccato non potersi fermare un po’) Marcello ci propone un buon caffè espresso. La proposta è accettata da tutti con molto entusiasmo, così raggiungiamo il Robinson Bar & Cafè, locale gestito da un calabrese emigrato molti anni fa. Al prezzo di $2 americani (non avevamo dollari canadesi) sorseggiamo un buon caffè espresso. Lasciamo il versante canadese passando per il bellissimo Victoria Park da cui è possibile ammirare dall’alto e da vicino le Horseshoe Falls. Anche in questo caso è un peccato non potersi fermare, la vista è molto bella e c’è tanta gente che passeggia. Nel parco non mancano coppie di sposi novelli, con tanto di testimoni e fotografi a seguito. Riattraversiamo il confine e imbocchiamo la strada del ritorno percorrendo il Rainbow Bridge. Giunti all’aeroporto di Buffalo salutiamo il vivace Marcello con tanto di mancia ($10) e prendiamo il volo di ritorno per New York. A La Guardia ci attendono per riportarci ai nostri hotel. Noi scendiamo al Jolly Madison Tower , dove giungiamo verso le 19:30

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