Tra California e parchi da favola

3 agosto 2006 Finalmente si parte per il sogno americano. Ore 7,45 am il pulmino ci viene a prendere. Dopo le 3 tappe per recuperare tutti ci dirigiamo verso Malpensa al terminal 1 nonostante il traffico arriviamo in super anticipo. ...

  • di difettoso
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: 3500
 

3 agosto 2006 Finalmente si parte per il sogno americano. Ore 7,45 am il pulmino ci viene a prendere. Dopo le 3 tappe per recuperare tutti ci dirigiamo verso Malpensa al terminal 1 nonostante il traffico arriviamo in super anticipo. Il nostro volo purtroppo risulta in ritardo di un ora. Comunque nessun problema di overbooking. Ore 2.00 pm previsto il decollo speriamo di non perdere la coincidenza per San Francisco. Dopo circa 6 ore di viaggio cominciamo a dare qualche segno di cedimento nel frattempo abbiamo pranzato (pollo al pesto o pasta alle verdure) e Andre ha scambiato 4 chiacchiere con una ragazza americana!!! Arriviamo al JFK con circa un ora e mezza di ritardo, sbrighiamo le pratiche doganali. Trattati prima come bestie (in coda) poi come criminali (con foto e presa delle impronte) ritiriamo i bagagli e perdiamo la coincidenza. Altra coda al check-in per trovarci posto sul volo successivo ma... sorpresa ci mettono in lista d’attesa, il volo è full. Preghiamo e sacramentiamo per 2 ore poi l’hostess all’imbarco ci trova i posti ed esausti saliamo in aereo. Dopo altre 6 ore di volo, alle 2.00 am ora locale di San Francisco, arriviamo, ritiriamo i bagagli e prendiamo 2 taxi che ci portano al Monarch Hotel in 20 minuti ed andiamo subito a nanna.

4 agosto 2006 Sveglia di buon ora ed alle 9.00 am siamo già operativi. Ci infiliamo nel primo breakfast restaurant decente ed inauguriamo il nostro arrivo con bacon e eggs... Non male!!! Ma scopriamo subito che San Francisco è cara come Milano o forse di più. Ci dirigiamo verso Union Square entusiasti e notiamo subito lo spirito nazionale americano con bandiere sventolanti ovunque. Giriamo per negozi: Macy, Nike Town (i ragazzi), Tiffany (le ragazze) e ci dirigiamo verso l’embarcadero passeggiando con uno Starbacks caffè in mano. Proseguiamo verso il Pier 39 passando dal lungo mare vedendo gente strana...Ma strana davvero!!!! Arriviamo al Pier 39 e ci sembra di essere a Gardaland... Tutto costruito a doc per i turisti e qui giriamo per negozi che definirei divertenti, vendono di tutto persino gli autografi delle star!!!!. Vediamo anche i leoni marini che rumorosi ed annoiati oziano su delle chiatte in legno. In lontananza inquietante emerge dal mare “the rock” l’isola di Alcatraz. Poi dopo circa un ora di coda saliamo sul cable car, storico mezzo di comunicazione della città, che con il suo percorso tra salite e ripide discese ci permette di ammirare il panorama ed il tramonto sul mare. Esausti arriviamo in albergo. Dopo soli 20 minuti di relax chiamiamo due taxi e decidiamo di andare a mangiare al Rain forest cafè, il locale è totalmente in stile americano: quindi eccessivo!!! Il tema di fondo è la foresta, alberi e animali semoventi accompagnano una tipica cena americana. Dopo cena, tutti stanchissimi, decidiamo di tornare in hotel con un taxi. Appurato l’impossibilità di trovarne uno veniamo abbordati da un tipo un po’ losco che per 7$ a testa ci porta in hotel in limousine. Peccato che per starci tutti e 8 ci siamo dovuti ammassare l’uno sull’altro dato che la limousine era già occupata da altre 8 persone...Dopo un incredibile viaggio arriviamo in hotel e stanchi andiamo a nanna.

5 agosto 2006 Sveglia ore 8.45. Alle 9.30 ci troviamo nella hall dell’albergo, stamattina dobbiamo verificare la situazione macchine. Dopo un’abbondante (anche se non per tutti) colazione americana (scrambled eggs & bacon) andiamo alla Hertz e alla Alamo. Nonostante l’aver perso tutta la mattinata non riusciamo a venirne a capo per cui decidiamo di andare il lunedì in aeroporto a prendere le macchine come programmato già precedentemente. Quindi ci dirigiamo in Union Square dove saliamo sulla terrazza di Macy’s da dove ammiriamo la piazza dall’alto e facciamo le foto di rito; all’interno il ristorante/bar propone piatti particolari e la famosissima cheese cake preparata in 17 modi diversi (dall’aspetto tutti allo stesso modo invitanti). Andiamo a passeggio per Chinatown dove i negozi sembrano fatti con lo stampino e offrono tutti le stesse cose. Poi ci dirigiamo in bus a Lombard Street dove ci gustiamo oltre alla strana architettura della strada anche il contesto che la circonda con le sue case tipiche USA. Arriviamo, dopo una meritata pausa con birrazza in uno dei pub più vecchi della città, al Ghirardelli center dove assaggiamo il cioccolato più famoso degli States (mentre Micky ne acquista in quantità industriali). Ci rimane ancora un po’ di tempo così decidiamo di andare al Japan town in bus con il 19 che passa davanti al nostro hotel e dove scarichiamo Andre che è stato invitato a cena dai suoi mezzi parenti emigrati. Arriviamo a Japan center ed Emi Cri Roby Ale si pappano dell’ottimo sushy jappo innaffiato di salsa di soia e accompagnato da the verde mentre Michy Ele e Betty attendono nel piazzale all’esterno rilassandosi e prendendo un po’ di sole. A questo punto si torna in hotel per un doccino...Appuntamento alle 8.30 per un’altra cena svunza stile States. Abbiamo cenato in un locale veramente nostrano, ci siamo pappati un BBQ brisket of beef innaffiato con un boccalone di Sierra Nevada e di dolce un’ottima cheese cake casalinga. Dopocena Emi Cri Ale e Andre (tornato dai parenti) si avventurano per locali ed entrano in un posto con musica a manetta, gente multietnica dove si bevono un buon cubello (Cri margarita). Rimangono un mezz’oretta e poi a nanna

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