No credit card? No America

Il nostro viaggio parte da San Francisco per terminare 20 giorni dopo a San Diego, attraverso i grandi parchi, Las Vegas e un tratto della mitica Route 66. E’ un viaggio che consiglio a tutti quelli che amano prendere la ...

  • di Laura&Fabri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Il nostro viaggio parte da San Francisco per terminare 20 giorni dopo a San Diego, attraverso i grandi parchi, Las Vegas e un tratto della mitica Route 66. E’ un viaggio che consiglio a tutti quelli che amano prendere la macchina e perdersi lungo strade infinite e paesaggi seducenti... sappiate però che buona parte del viaggio sarà questo: miglia e miglia percorse in auto seguendo un’interminabile linea retta.

Eravamo in due: io (Laura) e mio marito Fabrizio. E’ un viaggio che si può fare tranquillamente solo in due, anche se è capitato spesso di ritrovarsi completamente spersi in mezzo al nulla e riconosco che a volte c’era un po’ di preoccupazione.

Ci sono luoghi talmente magici che vederli si rivelerà una vera e propria emozione: come l’immensità del Gran Canyon, o gli archi mozzafiato di Arches o ancora il paesaggio incredibile della Death Valley. Ci si può divertire a Las Vegas, e poi appassionarsi della Route 66 e dei suoi cimeli e passeggiare in mezzo alla natura e agli animali. E’ consigliabile prenotare nelle grandi città, a Las Vegas e poi se si ha intenzione di dormire all’interno di un parco (esperienza che consiglio vivamente), per il resto, anche ad Agosto, non c’è alcun problema a trovare un pernottamento (la disponibilità è chiaramente indicata con la scritta “vacancy” nell’insegna del Motel). Abbiamo fatto tutte le nostre prenotazioni tramite Internet direttamente sul sito del Motel e, arrivati sul posto col nostro foglietto in mano, c’è sempre stata una camera pronta per noi.

Avevamo un navigatore satellitare, utile più che altro per sbrigarsi nell’entrata e uscita dalle grandi città ma per il resto è sufficiente avere una cartina dettagliata.

Non bisogna andare alla ricerca di quello che non c’è: i paesi che si attraversano sono per la maggior parte desolati e senza vita; San Francisco ha indubbiamente un suo fascino ma è ben lontana dalla bellezza delle capitali europee.

Noi non conoscevamo bene la lingua e questo è stato di sicuro un limite: penso che una buona conoscenza dell’inglese possa contribuire a migliorare la vacanza.

E’ un viaggio splendido ma voglio sottolineare anche alcuni aspetti che ci hanno sorpresi negativamente: non mi è piaciuto il sistema per il quale, quando vai al ristorante, sai che dal prezzo esposto finirai per spendere quasi doppio (tra tasse, servizio, mance obbligatorie e mance facoltative...). Non ho apprezzato il loro sistema di accreditarti subito come cauzione provvisoria sulla carta di credito una cifra esagerata che non riusciresti a spendere neanche impegnandoti.

Gli Americani sono un popolo molto vario, alcuni davvero gentili, altri ben poco disponibili a darti una mano; non si sforzano molto a capire quello che gli stai domandano ma c’è una parola che tutti afferreranno al volo: credit card! 14 AGOSTO 2007 – NIZZA / SAN FRANCISCO Dopo mesi di organizzazione è finalmente giunta l’ora della partenza.

Prendiamo il primo volo da Nizza con scalo a New York dove abbiamo soltanto 2 ore per sbrigare le pratiche di dogana, ritirare e reimbarcare i bagagli e poi salire sul secondo volo per San Francisco: è davvero una corsa contro il tempo ma alla fine ce la facciamo, però: che angoscia! Credevo fosse tutto informatizzato e invece c’è un tipo allo sportello che trascrive i numeri del passaporto a mano e code chilometriche che continuano ad allungarsi. Altre 7 ore di volo e giungiamo a destinazione dove prendiamo un taxi che ci porterà all’Hotel e ce ne andiamo a letto sfiniti.

15 AGOSTO 2007 – SAN FRANCISCO Alle 8,30 l’aria gelida di San Francisco ci sorprende però è una giornata bella, limpidissima. Passeggiamo nei paraggi del Civic Center che è la zona dove soggiorniamo e abbiamo modo di vedere i primi grattaceli. Passiamo per il variopinto quartiere di Chinatown e poi attraverso i quartieri di North Beach e Telegrap Hill dove ci sono belle casette variopinte, molto piccole (ma in America non era tutto grande?). Dalla Coit Tower afferriamo il concetto delle strade in pendenza di San Francisco che, secondo me, sono la vera essenza della città, e raggiungiamo la baia. Dopo poco ci troviamo nel turistico molo Pier 39, pieno di negozietti e locali per mangiare e ci soffermiamo a lungo ad osservare i leoni marini che dormono placidamente sulle loro piattaforme: è un vero spettacolo! Proseguiamo e siamo in Fishermans Wharf, mi riprometto di assaggiare a tutti i costi il granchio che qui vedo ovunque (anche sulla nota insegna). Dopo una lunga attesa saliamo per un giro sul Cable Car, il vecchio tram su rotaie che percorre le ripidissime strade della città, un giro che, secondo me, vale la pena di fare. Arriviamo a Union Square, centro dello shopping ma noi siamo ancora presi dalla smania di guardarci intorno per cui, niente acquisti. Prendiamo un bus che ci porta nei pressi di Alamo Square, ci sediamo su una panchina nel parco della piazza, proprio di fronte alle 7 case vittoriane disposte in fila, ognuna di un colore differente e diverse l’una dall’altra anche in tanti piccoli particolari. Poi un salto nel quartiere di Pacific Heights dove si possono osservare altre belle case (tra cui la casa – museo Octagon House). Torniamo alla baia per cenare e poi rientriamo in Hotel

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