CALIFORNIA ON THE ROAD: Il diario

17/06/2006 – MILANO – SAN FRANCISCO Ci siamo, il giorno della partenza più attesa e desiderata è arrivato. Ore 5.17 suona la sveglia, per fortuna ho trovato un volo, prenotato a marzo, che parte da Linate quindi la levataccia è ...

  • di steff17
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  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

17/06/2006 – MILANO – SAN FRANCISCO Ci siamo, il giorno della partenza più attesa e desiderata è arrivato.

Ore 5.17 suona la sveglia, per fortuna ho trovato un volo, prenotato a marzo, che parte da Linate quindi la levataccia è relativa...Nonostante le sole 3 ore di sonno! Ore 6.30 siamo in aeroporto, check in veloce, riusciamo anche a farci sgridare per i 5 minuti di ritardo all’imbarco...Ci è mancato poco che ci lasciassero a terra...Non avevo tenuto d’occhio l’orario.

Prima tratta Milano – Londra con la British Airways, mi aspettavo un aereo più confortevole ma in fondo sono solo due ore e il muffin che ci viene servito per colazione mi è sufficiente per non pensare ad altro.

Volo in perfetto orario...Ma al check in della Virgin Atlantic ci aspetta una “brutta sorpresa”: il volo per San Francisco che sarebbe dovuto partire alle 11.00 è in ritardo.

L’attesa è lunga siamo stanchi e affamati.

Capitoliamo di fronte a due panini di Starbucks dagli ingredienti non meglio identificati, stiamo ancora mangiando quando sul tabellone appare il numero del gate per l’imbarco...Finalmente.

Insomma partiamo alle 13.15 ora inglese.

Contavo di arrivare a San Francisco per le 14.00 ora americana per avere un po’ di tempo per cominciare un giro della città ma pazienza... L’aereo della Virgin è enorme, su due piani, molto colorato, la prima classe è imbarazzante...La nostra economy è decente, solo i sedili un po’ piccoli e molto attaccati, ma stiamo andando in America e tutto passa in secondo piano! Il monitor di cui è dotato ogni sedile con film/video e giochi ci distrae un po’ dalle interminabili ore di volo.

Quello che non manca è il cibo, ogni due ore ci propongono, oltre al pranzo, gelati, panini e stuzzichini vari.

Quando cominciamo ad intravedere la baia dagli oblò sale l’agitazione, ci siamo quasi, sono le 15.40.

Sbrigate le formalità di rito, più veloci del previsto, usciamo dall’aeroporto e ci facciamo portare in albergo da un Airport Shuttle per 15$ a testa più mancia, dovrò farmi entrare bene in testa il concetto di “tip” che mi sembra da subito fondamentale e neanche tanto celato.

L’albergo, il Grant Plaza Hotel, si trova all’ingresso di Chinatown, in ottima posizione nonostante sia un po’ squallido.

Il tempo di lasciare le valigie in camera e siamo già per strada.

Chinatown è colorata e caotica.

Attraversiamo North Beach il quartiere italiano, che celebra la propria festa proprio in questo week end, è pieno di gente, di tutti i tipi e di tutte le razze.

Una delle cose che da subito ci colpisce è la miscellanea di persone che si vedono per strada, le coppie miste sono numerosissime e anche le compagnie di amici sono costituite da persone di ogni razza...Altro che da noi dove tutto ciò purtroppo è ancora lontano.

In Washington Square è in corso un concerto rock, ne assaporiamo le ultime note.

Presi dalla voglia di vedere saliamo, ed è proprio il caso di dirlo, qui le pendenze sono incredibili, a Telegraph Hill e alla Coit Tower per ammirare qualche scorcio della città dall’alto.

E’ il primo impatto con le ripide strade che caratterizzano San Francisco, belle e mozzafiato, siamo distrutti ma felici.

Cerchiamo un posto dove mangiare e da bravi italiani ne scegliamo uno “nostrano” lo Steps of Rome dove pensavamo ci saremmo sentiti un po’ a casa. Il cibo ovviamente ha poco a che vedere con quello originale, visto che i proprietari sono italiani doc ma il personale in cucina è tutto sud americano, e il conto sarà il più salato di tutta la vacanza! Sono le 20.30 ma siamo in piedi dalle cinque del mattino italiano torniamo in albergo e crolliamo entrambi

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