Mamma mia dammi 100 lire che nel sud-west

“Mamma mia dammi 100 lire che in america voglio andar...” così inizia la celebre canzone popolare che si ricollega al fenomeno dell’emigrazione nelle Americhe. Purtroppo oggi il viaggio costa ben più di 100 lire... Se non altro i tempi richiesti ...

  • di rhpositive
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

“Mamma mia dammi 100 lire che in america voglio andar...” così inizia la celebre canzone popolare che si ricollega al fenomeno dell’emigrazione nelle Americhe. Purtroppo oggi il viaggio costa ben più di 100 lire... Se non altro i tempi richiesti dal trasferimento si sono ridotti in modo altrettanto drastico. All’epoca, il trasferimento richiedeva in media tra i 30 e i 40 giorni di viaggio. Cerco di tenerlo sempre presente durante le 12 ore di volo che separano Zurigo a Las Vegas. 10.08.2006 Zurigo - Las Vegas Sveglia alle 4:25, partenza alle 5:10 direzione Aeroporto di Zurigo, dove arriviamo alle 8:10 circa. Il volo è tranquillo, i pasti a bordo non sono propriamente leggeri: polpettone a pranzo e fleischkäse a cena.

Il volo è tranquillo, l’unica rottura: un bambino che siede dietro a Susan e che continua a scalciare... Atterriamo in orario alle 13:30 locali. Dagli oblò notiamo che fuori l’aria è tersa e quasi brillante. Ritiriamo i nostri bagagli semivuoti, la mia valigia pesa solo 8 kg! Dentro l’aeroporto i funzionari ci indirizzano verso le code della dogana. Le formalità durano poco, meno di mezz’ora, è ci danno pure modo di socializzare con Alehandro, un funzionario particolarmente simpatico. Verso le 14 siamo fuori, lo shock termico va ben aldilà di quanto immaginato. Quando tira il vento sembra proprio di essere in un forno.

In questo stato di calura aspettiamo mezzora il bus navetta della Alamo, poi un’altra mezz’oretta in colonna davanti agli sportelli, e infine un’altra mezz’oretta a discutere con Scott, l’impiegato che desidera affidarci un veicolo di categoria superiore. Dopo varie trattative insistiamo per la economy. Basta e avanza! Lui è decisamente adirato, ci aspettiamo un catorcio. E invece la macchina è bellissima, un bel coupé sportivo. Guardando la targa capiamo subito perché Scott insisteva per darci un’altro veicolo: questa era l’unica economy rimasta, ed era pure targata Colorado, la direzione opposta alla nostra... Facciamo un giretto per il centro di Las Vegas, poi prendiamo possesso della stanza all’Alladin. Il check in con l’auto è lentissimo, così parcheggiamo direttamente nell’autosilo del casinò e facciamo direttamente check-in nella hall. In pochi minuti ci impossessiamo della nostra prima stanza statunitense, al 22esimo piano. Ne approfittiamo per rinfrescarci in piscina. L’aria è caldissima e ci obbliga a convivere con uno stato di perenne stress idrico: la sete è all’ordine del giorno! Malgrado la stanchezza riusciamo a fare un giretto negli hotel circostanti: L’Aladdin con le sue gallerie per lo shopping, il Paris, il Ballys, il Caesar Palace, il Bellagio. Facciamo uno spuntino a base di cheeseburger al Cypress Street Market del Caesar, dove spendiamo poco meno di 20 dollari. Al Caesar assistiamo anche ad un paio di spettacoli singolari, mentre il Bellagio ci offre lo spettacolo delle sue fontane. Concludiamo il nostro giro puntando pochi dollari nelle slot. Al contrario delle slot europee, qua non è possibile giocarsi le vincite con il gioco del raddoppio. Difficile uscirne vincitori! Alle 22:30 siamo a letto, distrutti da una giornata massacrante.

11.08.2006 Las Vegas - Zion - Bryce Canyon Alle 5 siamo già in piedi, evviva il jet lag! Quando usciamo, verso le 6:30, i negozi sono chiusi, mentre nei casinò troviamo ancora molti giocatori alla sfrenata ricerca del giusto allineamento dei rulli... Che frustrazione! Imbocchiamo la I15 North. Il traffico del mattino ci consiglia di uscire al più presto dalla città. Ci dirigiamo dunque verso Mesquite, vicino al confine con l’Arizona. Ci dirigiamo poi a S. George, Utah, e poi sulla 9 fino a Springdale. Qui visitiamo lo Zion National Park, dove acquistiamo il pass annuale valido per tutti i parchi nazionali. Siamo in America da meno di un giorno e già abbiamo avuto modo di apprezzare la gentilezza e la disponibilità degli statunitensi

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