Frisco, Las Vegas e i parchi dell'Ovest

Ciao a tutti, siamo Massimo e Diana di Treviso e vogliamo raccontarvi il nostro primo, splendido viaggio negli Stati Uniti: maggio 2004, 15 giorni da San Francisco a Salt Lake City, toccando quasi tutti i parchi del magico west e ...

  • di Freedom
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Ciao a tutti, siamo Massimo e Diana di Treviso e vogliamo raccontarvi il nostro primo, splendido viaggio negli Stati Uniti: maggio 2004, 15 giorni da San Francisco a Salt Lake City, toccando quasi tutti i parchi del magico west e la mitica Las Vegas.

Sabato 15 maggio.

Venezia – Roma – New York – Frisco. In due parole, un massacro. Ne sarà valsa la pena e lo rifaremmo ogni mese, ma alzarsi alle 4 del mattino e mettere piede in albergo alle 10 di sera con 9 ore di fuso indietro (27 ore) non è uno scherzo. Soprattutto, si arriva all’aeroporto di Newark e il più sembra fatto, superato l’oceano in 8 ore basta un volo interno e ci siamo... Già, con 5 ore di attesa e altre 6 di volo però! L’hotel è l’Holiday Inn Express, in zona porto turistico. Moderno, pulito, accogliente. Capiremo i giorni successivi cosa significa viaggiare facendo base in catene alberghiere. Le camere sono tutte simili, se non uguali. Con il vantaggio che tutto sommato si ha una percezione di stabilità pur nel furioso giro di hotel.

Domenica 16 maggio.

Ci svegliamo prestissimo, alle 6, che sarebbero le 15 per il nostro organismo. Dopo la colazione facciamo un primo giro nel porto, la giornata è splendida e la città ancora sonnacchiosa, Alcatraz si staglia nel cuore della baia, i chioschi dove mangiare granchi e astici appena pescati stanno alzando le serrande.

Decidiamo di affittare due bici, e diamo inizio ad una indimenticabile pedalata lungo la spiaggia, gli splendidi quartieri residenziali, l’ex presidio militare, il Golden Gate, le salite impossibili, tanto da spingere la bici a braccia, le discese travolgenti, i parchi, le strade a picco sul mare.

Dopo sei ore di vorticoso andirivieni, finiamo il pomeriggio con il primo (di molti) giro in cable car, il celebre tram a cremagliera che si inerpica sulle vie verticali di questa città a gobbe.

Torniamo in albergo per una doccia, mi adagio sul letto e... Crollo serenamente fino alla mattina dopo. Il mio fisico ha ceduto di schianto, e per colpa mia saltiamo pure la cena.

Lunedì 17 maggio.

Siamo ancora frastornati dal fuso orario, e fatichiamo a prendere ritmo, rispetto a ieri. Un po’ a piedi, un po’ in cable car, giriamo chinatown, la zona centrale attorno a union square, la city finanziaria, tutto sommato contenuta sia in larghezza che in altezza rispetto ad altre città americane.

A pranzo soddisfiamo la curiosità di addentare i panini imbottiti di granchio visti ieri ai chioschi del porto: costosetti, ma assolutamente deliziosi. Non saranno gli ultimi.

Di sicuro Frisco è città di grandi contrasti ambientali e architettonici nonostante le dimensioni non enormi. Tante città in una.

Finiamo di nuovo a girovagare in zona del porto, e dopo un po’ di acquisti chiudiamo la giornata cenando in un ristorantino, carino ma cibo non indimenticabile.

Martedì 18 maggio.

Affittiamo l’auto che ci accompagnerà nel resto del viaggio, una Pontiac rossa fiammante. Dopo 100 metri di cambio automatico sono carico di entusiasmo, e so per certo che la mia prossima auto non potrà prescindere da questo comfort.

Usciamo dalla città e ci dirigiamo verso sud, lungo l’oceano. Splendido. Il tempo continua ad esserci amico, e la strada fino a Santa Cruz è un vero sogno. Torniamo a San Francisco via Oakland, attraversando il Bay Bridge. Poi su e giù per la città, una giostra naturale. E ancora il Golden Gate, che ci porta a Sausalito, località di vacanza molto chic a due passi dalla città. Dove torniamo per goderci il tramonto immersi nel silenzio ventoso e inquietante delle colline di Twin Peaks, dominando la città sotto di noi

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