Viaggio nell’isola risplendente

Le antiche capitali buddiste e i parchi

  • di frasca giuseppe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Fra i molteplici nomi con i quali lo Sri Lanka è stato chiamato nel corso dei secoli, quello che più gli si addice, a mio avviso, è Serendip attribuitogli dai mercanti arabi. La traduzione di Serendip, infatti, è “fare piacevoli scoperte cercando altre cose”. L’isola -una immensa giungla che si apre raramente per fare posto a laghi artificiali, ad acquitrini, ad insediamenti umani- stupisce, infatti, per la varietà dei paesaggi, della flora, della fauna e delle bellezze architettoniche. Non a caso gli arabi collocarono in quest’isola il paradiso terrestre ove visse Adamo, il primo uomo.

Il nostro viaggio inizia il 28 gennaio, con partenza da Siracusa alle ore 8,30 ed arrivo a Colombo, il giorno successivo, alle ore 5,40 locali. Il volo lo effettuiamo, da Roma, con la Srilankan Airlines che si rivela una compagnia affidabile come orario, pulizia e cortesia del personale di bordo. Unica pecca i sedili stretti della classe economica per dare più spazio e comodità alle classi di categoria superiore.

Prima di iniziare il diario del viaggio, fornisco alcune notizie utili.

Moneta: gli euro sono accettati ovunque. Per 1 euro il cambio è di 150/155 rupie.

Visto: va acquistato online sul sito http://www.eta.gov.lk/ al costo di circa € 30.

Corrente elettrica: le prese di corrente sono a tre fori. E’ possibile non usare gli adattatori inserendo nel foro superiore una matita e, successivamente, la spina italiana nei due fori di sotto. Ovviamente conviene fare tale operazione togliendo prima la corrente tramite la apposita levetta di cui ogni presa è fornita. Sempre una matita può essere usata -per evitare l’interruzione dell’energia elettrica quando si va a cena- al posto della scheda per aprire la serratura della porta e che va inserita, all’ingresso delle stanze degli alberghi, nell’ interruttore generale per dare luce all’appartamento.

Sicurezza: totale dappertutto.

Alberghi: abbiamo utilizzato 4*. Gli standard sono simili a quelli occidentali.

Wi-fi: presente in tutti gli alberghi, anche nelle tende dove abbiamo alloggiato nel parco Yale. Non c’è bisogno di schede telefoniche perché, con Whatsapp, abbiamo parlato, gratis, sempre e normalmente con amici e parenti in Italia.

Ristoranti: conviene pranzare negli alberghi o nei rari ristoranti per occidentali. Nei ristoranti locali si mangia con le mani mischiando i primi ed i secondi ed il curry è utilizzato in quantità industriali.

Cibo: il curry la fa da padrone: è usato, in abbondanza, su tutti i cibi rendendo uniformi i sapori e incandescente il palato. Per disperazione, ove possibile, ci siamo fatti cucinare la pasta con gli ingredienti indicati da noi. La scoperta di una pizzeria è stata l’equivalente del ritrovamento di una pozza d’acqua nel deserto. Comunque si sopravvive.

Strade: sempre asfaltate (eccettuato nei parchi), piene di buche e strettissime. Non si percorrono più di 40/50 Km/h. La guida è a destra.

Clima: soleggiato e sopportabile. Una felpa, la mattina, a Nuwaria.

Ingressi: carissimi sia per accedere ai siti archeologici che ai parchi. Calcolare 40/50 € al giorno.

Ed ora veniamo alla descrizione del viaggio. All’aeroporto di Colombo troviamo ad attenderci Sampath Pushpakumara, tel. +94772347840, che sarà la nostra ottima guida sino a Unawatuna. Il viaggio lo effettuiamo con un comodo pullmino Toyota a 12 posti..

Giorno 29.1

Dopo l’incontro con la guida all’aeroporto ed una veloce colazione, ci dirigiamo su Dambulla dove arriviamo alle ore 11 ed iniziamo la visita dei suoi templi, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. I cinque templi, ricavati nelle grotte scavate in un massiccio di granito, risalgono al I° sec. a.C. e sono ricche di statue del Buddha raffigurato seduto, sdraiato (di 15 mt) ed in piedi. I soffitti e le pareti, che seguono l’andamento della roccia, sono decorate con affreschi a tema religioso, a guisa di drappi damascati. Dopo un rapido passaggio in albergo per una doccia, con una jeep ci rechiamo al Minnerija National Park ove abbiamo il primo incontro con elefanti ed il primo assaggio della giungla cingalese

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