Sri Lanka... riempie gli occhi e il cuore

Full immersion di otto giorni che ci ha permesso di toccare tutti i posti fondamentali abbinando storia, natura e relax

  • di Kugat84
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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Scrivo il mio diario di viaggio sperando di darvi informazioni utili per visitare questo fantastico paese che mi è rimasto nel cuore. Abbiamo prenotato il volo a settembre con SriLankan Airlines che vola direttamente a Colombo da Roma e Milano, a circa 800€ a persona. Siamo partiti in due, io e il mio ragazzo, con poca esperienza di viaggio e organizzazione, ma tanta voglia di scoprire il più possibile. Abbiamo organizzato tutto leggendo resoconti di viaggi e l’immancabile Lonely Planet, definendo l’itinerario che abbiamo poi inoltrato a diversi autisti trovati sempre sul web…in 8 giorni sarebbe stato impossibile vedere tutto quello che volevamo spostandoci con i mezzi locali (anche se mi è dispiaciuto non usare i loro treni!). La scelta è caduta su Nilam Shahabdeen (http://srilankatour.wordpress.com/), il quale si è dimostrato gentilissimo e ci ha dato numerosi suggerimenti per l’itinerario sulla base delle percorrenze e dei posti da vedere. Si è inoltre offerto di prenotare gli alberghi per noi e abbiamo deciso di affidarci a lui. Abbiamo sicuramente speso qualcosa in più, ma ci siam risparmiati lo stress di cercarci un posto in alta stagione…totale spesa in due: 400€ per autista, auto e benzina, 450€ per alberghi in mezza pensione. In realtà il nostro autista è stato il gentilissimo e affidabilissimo Nisal (nisal.jayasooriya@gmail.com http://about.me/NisalSriLanka) che lavora per lui. Se lo contattate direttamente probabilmente il prezzo sarà inferiore e vi garantirete una persona estremamente raccomandabile, noi ci siamo trovati molto bene anche perché non si è limitato a portarci qua e là, ma ci ha anche fatto un minimo da guida. Entrambi parlano solo inglese. Ma veniamo al viaggio… Siamo atterrati a Negombo (dove effettivamente c’è l’aeroporto internazionale) il 24 dicembre alle 5 del mattino, cambiato qualche soldo e subito via, direzione Anuradhapura… un viaggio interminabile, oltre 5 ore perché, se le distanze sono contenute, le strade non sono il massimo e sono soprattutto infestate di tuk tuk e camion, la velocità media è decisamente bassa. Ci siamo comunque goduti quest’immersione improvvisa nel verde rigoglioso che circondava qualsiasi cosa… una gioia per gli occhi. Anuradhapura è la più lontana tra le città storiche, alcuni visitatori tendono a saltarla per accorciare i tempi, ma personalmente sono rimasta incantata…probabilmente molto è dovuto al fatto di essersi trovati lì nel pieno di una loro giornata di festa religiosa: il sito era pieno di fedeli in pellegrinaggio, l’atmosfera estremamente coinvolgente e aggiungetevi la gioia pura di girare scalzi per i luoghi sacri. Non abbiamo visitato tutto il sito, ma solo i 3 Dagoba principali (assolutamente suggestivo il Ruvanvelisaya Dagoba, completamente bianco) e qualche altra rovina. Meravigliosi anche il verde che circondava il tutto e le innumerevoli scimmie che circolavano senza problemi. Da Anuradhapura ci siamo poi spostati a Polonnaruwa, dove abbiamo pernottato in riva al lago artificiale (Hotel Giritale). Altro viaggio abbastanza lungo, ma assolutamente meraviglioso il paesaggio dal finestrino. Abbiamo anche beccato un elefante in un acquitrino che mangiava beatamente. Molto carino anche l’albergo, dove ci hanno organizzato un miniparty natalizio con buffet (W il Curry!) e gruppo musicale.

25 dicembre

Siamo partiti molto presto per assicurarci di vedere tutto: giro a Polonnaruwa (gruppo del palazzo reale, il meraviglioso Quadrilatero, Gal Visada e Moon Stone), poi visita alla fantastica Sigiriya. Fa un po’ impressione la scalata e il passaggio su ponticelli che sembrano sospesi, soprattutto quando il sito è molto affollato, ma la vista da lassù ripaga di ogni fatica. Della fortezza rimane ormai poco, ma è assolutamente un posto da non perdere. Passo successivo Dambulla e il Rock Temple, con le sue 5 grotte affrescate e piene di statue di Buddha, un monaco che ci lega un braccialetto per protezione e facce sorridenti dei pellegrini incuriositi da due stranieri in mezzo a loro. In quasi tutti questi siti è valido il biglietto del Cultural Triangle che abbiamo acquistato il primo giorno ad Anuradhapura a 50$ (c’è da dire che non viene controllato in tutti i siti, ma non so se dipendesse dal fatto che si trattava di giorni di festività religiose buddhiste). Ultimo viaggio della giornata in direzione Kandy, con una brevissima sosta a Matale per ammirare un tempio induista. A Kandy la sorpresa di una serata in famiglia: Nilam aveva per noi dei regali di Natale e ci ha invitati a cenare con la sua famiglia (anche se in realtà solo lui ha cenato con noi ospiti, per tradizione la famiglia mangia dopo). La cucina in Sri Lanka può risultare un po’ monotona, forse, trattandosi essenzialmente di riso accompagnato da diversi e piccantissimi curry di verdure e carne, ma è deliziosa! Non perdetevi un assaggio di papadam con mango chutney!

26 dicembre

Il giorno dopo giro nell’eccezionale giardino botanico di Kandy (1100 Rs), dal quale non volevamo più uscire, e visita al Tempio del Dente, con tanto di elefante danzante propiziatorio. Il tempio custodisce uno dei denti del Buddha ed è sempre molto affollato di pellegrini. E’ uno dei siti meglio attrezzati per i turisti (audioguida e Cd da portar via), ma non stupitevi degli innumerevoli controlli: è stato oggetto di attentato durante la guerra civile ed è ancora oggi considerato a rischio per la simbolicità del posto. Nuovamente in macchina, altro lunghissimo viaggio in direzione di Ella. Il paesaggio muta man mano che si sale in quota, al riso si sostituiscono le immense piantagioni di tè e la strada è sempre peggiore, tra frane appena cadute e lavori, oltre agli immancabili tuk tuk. Questa zona sembra più povera, abitata in misura maggiore da tamil che lavorano nelle piantagioni, ma i sorrisi sono gli stessi. Abbiamo visitato una fabbrica di tè e siamo passati anche da Nuwara Elia, la piccola Inghilterra con le sue case coloniali, ma il fascino non è stato sufficiente a farci fermare. Di altro livello l’alba la mattina successiva, il 27, di fronte all’Ella Gate, il solco fra due montagne attraverso cui si può vedere il mare nei giorni più tersi. Partiti per un semplicissimo trekking sul Little Adam’s Peak, ci siamo goduti gli incontri con la gente del posto nelle piantagioni, per poi andarci a riposare con un bel massaggio ayurvedico. Fermata successiva le Rawana Falls, con il loro pieno di gente che utilizza l’acqua incanalata per lavarsi. Aperitivo con una meravigliosa pannocchia lessa di fronte alle cascate e pranzo in una guesthouse dove abbiamo mangiato il curry migliore di tutta la vacanza. Il posto si chiama New Saranga Holiday Inn (No.1 Ambawatta, Ella Rd, Wellawaya www.sarangaainn.com). Nel pomeriggio ci siamo spostati a Tissamaharama, base di partenza per il safari nello Yala National Park del giorno dopo. Con un piccolo cambiamento di programma rispetto al bagno nella piscina dell’hotel, ci siamo fermati a fare un giro in barca sul lago di Tissa, dove c’è una concentrazione incredibile di uccelli di tutti i tipi. Unica nota stonata, il prezzo della gitarella: 4.000 rs in due e una lezione: chiedere sempre il prezzo prima!

28 dicembre

Oggi è il giorno del tanto atteso safari: Nilam aveva organizzato con un autista di jeep di sua fiducia, Sarath (Mongoose Safari 047-5712046 0777-114172). In tutto, biglietti compresi, circa 14.000 Rs. Un po’ caro ma vale la pena: innumerevoli uccelli, elefanti, sciacalli, opossum, coccodrilli e rettili, cervi maculati, bufali e, con un po’ di fortuna che non abbiamo avuto, leopardi. Il consiglio è di fare da soli il biglietto, spesso gli autisti si offrono di fare la fila al posto vostro, ovvio che il prezzo non è lo stesso! Il safari dura circa 5 ore, conviene partire presto la mattina (noi siam partiti alle 5), c’è anche la possibilità di organizzare dei safari in notturna. Sarath vi sarà d’aiuto anche in questo. Dopo il pranzo in una guesthouse che non aveva mai visto un turista (avevo la bocca in fiamme e le lacrime agli occhi per il livello di piccante!) e il primo incontro con il buonissimo curd (yoghurt di bufala servito con sciroppo dolce estratto dalla palma), siamo partiti alla volta di Mirissa, dove abbiamo pensato di trascorrere gli ultimi 2-3 giorni al mare. Spiaggia stupenda, palme intorno e albergo sulla sabbia, sicuramente il posto più turistico e occidentale dove abbiamo alloggiato

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