Il lungo viaggio dei bambini di gokarella

VIAGGIO UMANITARIO NELLO SRI LANKA IL LUNGO VIAGGIO DEI BAMBINI DI GOKARELLA ARRIVO A GOKARELLA CON I BAMBINI ORFANI : FESTA E BENEDIZIONE DEL CENTRO DI ACCOGLIENZA “Ce l’abbiamo fatta! cinque settimane vagabondando per lo Sri Lanka, raggiungendo le zone ...

  • di Cristina Rovell
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

VIAGGIO UMANITARIO NELLO SRI LANKA IL LUNGO VIAGGIO DEI BAMBINI DI GOKARELLA ARRIVO A GOKARELLA CON I BAMBINI ORFANI : FESTA E BENEDIZIONE DEL CENTRO DI ACCOGLIENZA “Ce l’abbiamo fatta! cinque settimane vagabondando per lo Sri Lanka, raggiungendo le zone più remote, quelle più sconosciute, penetrando nelle zone di guerra, entrando nelle zone più inaccessibili... Torniamo oggi a Gokarella, nel cuore della foresta, a nord di Kandi e con noi ci sono tanti bambini, tutti rimasti orfani a causa della guerra civile che devasta larghe zone dello Sri Lanka oppure rimasti senza casa e senza genitori a causa dello Tsunami... Li abbiamo incontrati tra i campi profughi disseminati lungo la costa, tra gli orfanotrofi nel cuore della giungla, tra i villaggi rimasti isolati dalle zone minate... Con noi, a guidarci in questa avventura il reverendo Punyasara, un monaco buddista, grazie a lui siamo riusciti a penetrare nelle zone più a rischio, zone dove si susseguono numerosi posti di blocco, dove i “turisti” non hanno accesso... I bambini provengono da tutte le parti dello Sri Lanka, sono tamil e singalesi e hanno religioni diverse, sono buddisti, induisti, cristiani, mussulmani... È come se ci trovassimo, come d’incanto, in un regno dove tutti vivono in pace. Il nostro arrivo viene accolto dal villaggio di Gokarella come fosse un giorno davvero speciale : sono tanti giorni che ci aspettano e hanno organizzato una grande festa per accogliere tutti i bambini che sono con noi, una festa che coinvolge tutta la popolazione locale, personalita' politiche, sociali e religiose. Vi e' da rilevare che in questa importante giornata di festa partecipano tutte le religioni, buddisti, cristiani cattolici, induisti, anglicani e mussulmani.

Durante la festa, al gruppo di italiani che ha compiuto questo lungo e difficile viaggio, viene consegnata una targa di riconoscimento da consegnare a Licia Colò, per il suo impegno a sostegno delle adozioni a distanza. Al numeroso pubblico presente viene raccontato come il programma “Alle falde del Kilimangiaro” abbia avuto un ruolo fondamentale per la realizzazione di questo traguardo.

Un suggestivo corteo ci ha scortato dalle porte del villaggio di Gokarella fino ad arrivare al centro di accoglienza per bambini orfani di Gokarella. Numerosi ragazzi e ragazze, vestiti con costumi tradizionali , accompagnano le danze con tamburi e danze popolari: si susseguono, in un interminabile corteo, raccoglitrici di riso, danzatori di Kandi, danzatori tamil, vi sono danze hindu e litanie buddiste...Suonano l’inno nazionale italiano perché devono tutto al nostro paese, hanno addobbato le vie dei villaggi con bandiere e scritte in italiano; durante la notte si radunano tutti i monaci provenienti dai vari monasteri, la gente non torna a casa ma rimane a vegliare, per assistere alla lunga cerimonia che continuerà fino all’alba, si tratta di un rito per benedire il centro di accoglienza, per tenere lontane le sventure. Stanotte non si dorme di sicuro... All’alba le donne del villaggio servono la colazione.

COME E’ NATO QUESTO INCREDIBILE VIAGGIO Siamo tutti molto emozionati, stanchi ma euforici per aver portato a termine questa impresa... Ma per raccontare di questo incredibile viaggio dobbiamo tornare indietro al 9 gennaio 2005, quando fummo ospiti della trasmissione su rai tre “Alle falde del kilimangiaro”, proprio in quella puntata interamente dedicata alla tragedia dello tsunami. Anche noi avevamo lanciato un appello: chiedevamo un aiuto per riuscire a terminare la costruzione di casa Gokarella, una grande casa che avrebbe potuto ospitare circa 150 bambini, rimasti senza casa, senza famiglia... Andammo in onda soltanto tre minuti ma furono sufficienti per trasformare il nostro appello in un sogno, arrivarono aiuti da tutta Italia, un sogno che oggi, proprio grazie al buon cuore di molti italiani, è diventato realtà. La cosa più bella sarebbe quella di riuscire a far sapere a tutti coloro che hanno inviato aiuti, cosa si è riusciti a realizzare grazie a loro. Ma la storia di casa Gokarella non nasce con la tragedia dello tsunami, ha origini molto più remote... Nasceva pian piano nel cuore di un bambino di soli sei anni, un singalese di nome Sylvester Jayakody. Man mano cresceva, il suo sogno lo seguiva diventando sempre più grande e un bel giorno la fortuna gli sorride : conosce il Reverendo Punysara Thero, un monaco buddista, la massima autorita' del Forum Mondiale per la Pace e la Solidarieta', una vera autorita' religiosa nello Sri Lanka. Il monaco gli regala un grande terreno, dove sorge anche il suo monastero e dove finalmente, oggi è stata costruita casa Gokarella, un centro per gli orfani. Ciò che colpisce è che Sylvester è di religione cattolica e, pertanto, questo regalo rappresenta un bell’esempio di solidarietà e di amicizia tra religioni diverse. Casa Gokarella, però, doveva essere destinata a un gruppo di bambini orfani della guerra civile che, nell’attesa di poterci entrare, erano dislocati nei campi profughi lungo la costa. Ma questi bimbi non esistono più : quando lo Sri Lanka fu travolto dallo tsunami, questi campi profughi furono spazzati via come polvere al vento. Fu così che Sylvester decise che non si sarebbe arreso e che questa casa avrebbe ospitato i bambini che erano sopravvissuti sia alla guerra che allo tsunami

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