Majorca, un'isola diversa

Parlando delle Baleari viene subito alla mente Ibiza e Formantera, isole che in questi ultimi anni hanno fatto "trend" specialmente nei giovani, per la loro vita notturna e per la loro mondanità; sopratutto nel mase di agosto quando calano in ...

  • di Fausto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Parlando delle Baleari viene subito alla mente Ibiza e Formantera, isole che in questi ultimi anni hanno fatto "trend" specialmente nei giovani, per la loro vita notturna e per la loro mondanità; sopratutto nel mase di agosto quando calano in spiaggia tutti i vip, nostrani e non.

Io e i miei amici abbiamo scelto di andare in vacanza a Majorca, l'isola più grande di tutto l'arcipelago; molto più intertessante sotto il profilo culturale, artistico e paesaggistico.

L'isola che negli anni 60/70 ha fatto conoscere alla maggioranza dei vacanzieri le Baleari.

A Majorca si arriva con l'aereo da quasi tutti gli aeroporti del nostro paese e ci sono moltissimi tour operator che propongono pacchetti di tutti i tipi e per tutti i gusti.

Per visitare l'isola e allo stesso tempo prendere la tintarella nelle sue splendide spiagge una settimana va un pò strettina, comunque è imperativo il noleggio di un auto nei tanti rends a cars che si possono trovare a Palma di Majorca città capoluogo dell'isola, oppure presso il vostro hotel.

Per chi non volesse rimanere fermo il un solo posto è consigliabile prenotere l' albergo con la formula B&B così sarete più indipendenti e dopo aver fatto una sostanziosa prima colazione potrete prendere l'auto a noleggio e scorazzare in lungo e in largo per tutta l'isola magari alternando un giorno in spiaggia per bagni e tintarella e un'altro giorno dedicarlo alle escursioni.

Assieme ai miei amici, muniti di carta geografica e di tanti suggerimenti presi in loco qua e la, abbiamo cominciato dalla città di Palma. Lasciata l'auto in uno dei tanti parcheggi a pagamento lungo il porto, ci siamo immersi nelle vie e viuzze della città vecchia dove abbiamo trovato una miriade di negozietti d'artigianato e tantissimi localini dove a mezzoiorno si potevano gustare le caratteristiche "tapas" che non sono altro che degli stuzzichini di carne o di pesce innaffiati da un buon vinello locale. Da non perdere la degustazione del prosciutto serrano, una vera prelibatezza.

Durante il nostro girovagare abbiamo trovato molto interessante il mercato de l'Olivar, completamente coperto, pieno di tanti "banchi" di frutta, verdura, pizzicherie, macellerie, pescivendoli e gastronimie varie, dove, i majorchini tutte le mattine vanno a fare la spesa. La città è piena di piazze e piazzette con bar e i tanti tavolini all'aperto sotto gli alberi, per delle deliziose soste sorseggiando della fresca Sangria dopo tanto camminare.

Un'attenzione particolare alla cattedrale, in stile gotico, una della più belle chiese d' europa. L'entrata, guardando la facciata principale è sul lato sinistro, quasi nascosta. All'interno, la navata centrale è abbastznza disadorna ma l'altare maggiore, i rosoni e le bifore lasciano senza fiato per la loro bellezza e i loro colori.

Alla sera la città cambia completamente fisionomia, piena di rutilanti luci e di persone dentro e fuori i locali.A proposito, volete cenare in un locale tipico, fuori dai giri turistici, dove vanno di solito i majorchini? Si chiama Celler Sa Premsa, Placa Berenguer de Palòu 8, vi consiglio di prendere un taxi per andarci oltre tutto non sono cari, poi se volete potrete smaltire la cena ritornando giù al porto a piedi. Il locale è una tipica cantina spagnola con il soffitto a volte, veramante caratteristica. La cucina casalinga è solo majorchina; lasciate fare al camariere vi porterà lui le specialità e la degustazione dei vini locali fin quando direte basta e poi il conto vi sorprenderà per l'economicità del prezzo

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