A madrid da sola

Questo è il resoconto di una settimana di vacanza a Madrid, un posto dal quale è difficile separarsi. Era la prima volta che partivo da sola, senza figli, compagno, amiche o gruppo organizzato…è stata un po’ una scommessa con me ...

  • di Patrizia Bertoli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Questo è il resoconto di una settimana di vacanza a Madrid, un posto dal quale è difficile separarsi. Era la prima volta che partivo da sola, senza figli, compagno, amiche o gruppo organizzato...È stata un po’ una scommessa con me stessa, e sento di avercela fatta. Prima di partire ero leggermente preoccupata: un posto mai visto prima, senza filtri e senza reti...Il timore che mi assalisse la malinconia (non si sa mai), la difficoltà di scambiare emozioni e sensazioni , o anche solo due chiacchere, con qualcun altro...Mah, provo a raccontare: Ho viaggiato con Myair, da Orio al Serio. Il volo è stato tranquillissimo e puntuale. Come si sa, l’aeroporto è collegato alla città con la metropolitana: appena arrivata ho acquistato il carnet da dieci viaggi, ma alla fine della vacanza l’ho regalato perché è una città bellissima, da guardare con il naso in su. Avevo scelto un alloggio in Piazza Callao, proprio sulla Gran Via. L’Hostal si chiama “Valencia”, la mia camera con bagno privato e biancheria cambiata ogni giorno è costata 38 euro a notte, senza prima colazione. L’alloggio è molto comodo, è vicino a tutto, e se non ci sono gite scolastiche è anche silenzioso e confortevole. Dopo aver depositato il bagaglio e sbrigate le formalità di registrazione, sono uscita subito per prendere confidenza con la città, cartina alla mano. Ho approfittato dell’ingresso gratuito del mercoledì al Palazzo Reale e sono entrata: Armeria, Farmacia, saloni rivestiti di porcellana...Armature impressionanti, belle e strane quelle giapponesi, magica la farmacia. Poi ho fatto una lunga passeggiata: la sensazione è quella della capitale europea, ma con un tono più amichevole di Parigi o Londra. Moltissime persone giovanissime, all’ora dell’aperitivo i bar sono strapieni. La trovo una cosa deliziosa, è bellissima questa voglia di star fuori, di stare con gli amici e non davanti alla tv. Dopo un panino e una birra in una piazzetta vicino a San Miguel, mi ritiro perché la stanchezza è tanta.

Giovedì: Museo Thyssen. Belle le cose italiane del 300, le madonne senesi, così affascinanti con quelle dita lunghe e gli occhi obliqui. Mi piace poco o niente la pittura del 1920, grigia e marrone. Tanto impressionismo. Felice di riempirmi gli occhi. Poi Parco del retiro, bellissimo l’edificio in ferro vetro, una casa di cristallo nel parco. Segue una visita alla seconda parte della mostra sulle avanguardie russe, allestita alla Foundacion Caja de Espana, ed infine Monastero Descalzes Reales, un monastero di clausura delle clarisse davvero molto bello e suggestivo, dove la visita guidata è in spagnolo ma si capisce assolutamente tutto. Faccio anche una volata alla chiesa di San Francesco, il custode gentilissimo mi fa entrare per 5 minuti perché sta chiudendo. Ma che belle persone questi spagnoli, mi sembrano così sereni1 Venerdì: Escorial, appartamenti reali, biblioteca, chiesa con un altare splendido. Il Pantheon dei Re è tutto nero e oro, una sala circolare piena di sarcofagi fino al soffitto. Il Pantheon dei bambini lo faccio di corsa, non sopporto l’idea. Durante il viaggio di ritorno conosco un medico italiano che lavora da anni a San Francisco ...Incontri occasionali di un momento, ma che lasciano un soffio di magia.

Sabato: Chiesa di San Antonio de la Florida, piccola chiesa in cui è sepolto Goya, tutta affrescata da lui. Miracolo di San Francesco che resuscita un uomo, del cui omicidio era stato accusato il padre. Mandrie di adolescenti assolutamente disinteressati, giocano con i telefonini, preferirebbero essere altrove. Pedibus e sotto l’acqua, museo Reina Sofia. Bella la mostra temporanea di Burri, oro e nero, i sacchi, i ferri, la plastica fusa, i cretti. Molto bella anche un’altra temporanea di Schloddorf: ragnatele fatte di legno e corteccia, balene realizzate con un sasso e pelle di pecora per fare le pinne, un bosco di legnetti di diverse dimensioni e sassolini, un fuoco in cui c’è legna e rumore registrato ma non le fiamme, un angolo con a terra i sassolini e sul muro, a raggiera, tanti semini di pino. Del museo è indimenticabile Guernica, è straziante vista dal vero, così grande. La madre, il cavallo, la fiaccola visti mille volte, da vicino sono come un pugno. Bellissime le cose di Lucio Fontana, bellissime quelle di Mirò, le stelle, gli uccellini, le donne incantate, rosso, giallo, nero e un tocco di azzurro

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