Parigi, Madrid, Siviglia estate 2005

PARIS – MADRID – SEVILLA, dal 7 al 23 agosto 2005 Viaggio (generale, prezzi per persona) Considerato l’anticipo con il quale abbiamo prenotato i voli (a marzo!) siamo riusciti a fare Pisa-Parigi e Parigi-Madrid con EasyJet con 75 euro mentre ...

  • di Matteo Grazzini 2
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

PARIS – MADRID – SEVILLA, dal 7 al 23 agosto 2005 Viaggio (generale, prezzi per persona) Considerato l’anticipo con il quale abbiamo prenotato i voli (a marzo!) siamo riusciti a fare Pisa-Parigi e Parigi-Madrid con EasyJet con 75 euro mentre il Siviglia-Bergamo da solo è costato 62 euro. A questi vanno aggiunti i 52,50 euro del treno veloce “Altaria” da Madrid a Siviglia, i 9 euro del TrenOk che ci ha portati da Bergamo a Firenze e i 6 euro di bus navetta da Orio al Serio a Milano Lambrate.

Totale quindi 204, 50 euro.

(Pisa-Parigi) Siamo partiti dal Galileo Galilei di Pisa alle 21,05 con dieci minuti di ritardo ma siamo arrivati a Orly in perfetto orario (22,35). Buona l’organizzazione EasyJet: due sportelli per il check-in, divisione in tre gruppi per l’accesso all’aereo e precedenza all’imbarco per le famiglie con i bambini piccoli.

Ottimo il volo su un 747 nuovo (o almeno in perfette condizioni). Qualche problema in più a Orly, al momento di prendere la navetta per Pont de Rungis, dove c’è la stazione della Rer C: i pochi minuti a disposizione per l’ultima corsa (quella delle 23,15) e il mancato funzionamento delle biglietterie automatiche alle banchine dei bus ci hanno impedito di acquistare il biglietto ma abbiamo trovato un autista gentilissimo che ci ha portato a Pont De Rungis gratuitamente.

Stessa scena anche alla stazione Rer C: biglietterie incomprensibili e ultimo treno della giornata già fermo sul binario pronto a partire. Così siamo saliti di corsa sperando che non passasse il controllore e così è stato. Però alla fermata Biblioteque Mitterand si passa dalla Rer alla Metro solo tramite biglietto e così, dopo un lungo chiarimento in tre lingue (francese, inglese e “gestuale”) con l’addetta della Metro siamo riusciti a metterci in regola acquistando il biglietto per raggiungere l’hotel. Alla fine, non per nostra volontà, abbiamo speso 1, 40 euro a testa invece dei 5,70 previsti. Meglio così.

Hotel Avevamo prenotato tramite www.Bookings.It un due stelle in avenue Philippe Auguste, il Camélia Prestige. A marzo, al momento di prenotare i voli, speravamo di poter avere a disposizione un appartamento di un parente. Per scrupolo avevamo comunque guardato le offerte scegliendo ipoteticamente l’hotel Daguerre a Montparnasse, offerto a 343 euro a camera per sette notti.

A luglio abbiamo saputo che l’appartamento non era disponibile e così ci siamo ributtati su bookings, dove però l’offerta del Daguerre era sparita. Così abbiamo scelto il Camélia a 363 euro. Siamo arrivati poco prima dell’una scendendo a Nation e facendo il giro di tutta la piazza prima di trovare la via giusta tra le circa dieci che partono da Place de Nation. Nation ha le fermate delle linee 1, 2 e 6, oltre alla Rer A: con la 6 scendevamo vicino all’albergo (uscita Voltaire) con le altre dovevamo fare il giro della piazza (all’aperto o nei tunnel della metro poco importava).

L’albergo è, come tanti altri, in un palazzo a più piani lungo la strada che porta al cimitero di Père Lachaise. Accanto, sul lato della piazza, due pub di solito molto affollati. Cinque piani con scale strette in legno e pianerottoli altrettanto stretti: stanze, corridoi e hall arredati in stile etnico indio-africano. Per fortuna la nostra camera (14) era al primo piano, con finestra proprio sopra l’ingresso dell’hotel dalla quale vedevamo la dirimpettaia pizzeria turca “Galatasaray”. La camera era minuscola: più o meno larga due metri e mezzo e lunga tre e mezzo. Il letto matrimoniale in un angolo, attaccato al muro, l’armadio in legno poco più grande di un armadietto da palestra (così non abbiamo disfatto le valigie), una piccola scrivania con sedia e televisione con una decina di canali satellitari (nessuno italiano). Discorso a parte per il bagno: doccia, mini-lavandino e water in uno spazio di un metro per due con porta a soffietto a separarlo dalla camera. Se stavamo seduti sul water potevamo lavarci i denti nel lavandino, se ci piegavamo sul lavandino arrivavamo con il fondoschiena in camera. Tutto sommato però una situazione divertente che non ci ha mai creato problemi insormontabili: le stanze erano sempre pulite, gli asciugamani venivano cambiati regolarmente e la finestra a doppi vetri insonorizzava bene (la via è piuttosto rumorosa, tra netturbini in piena notte e moto che sfrecciano)

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