Ed ora: Siviglia

Ebbene sì, per me e Sabrina questo è proprio l'anno della Spagna! Dopo Barcellona a gennaio e i Paesi Baschi ad agosto, la meta per un nuovo week-end di settembre è stata Siviglia. Sabato 17 settembre - solita sveglia notturna ...

  • di FedeFerra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ebbene sì, per me e Sabrina questo è proprio l'anno della Spagna! Dopo Barcellona a gennaio e i Paesi Baschi ad agosto, la meta per un nuovo week-end di settembre è stata Siviglia.

Sabato 17 settembre - solita sveglia notturna e solito tragitto dal Veneto a Bergamo per prendere il volo Ryanair (e chi altrimenti) con destinazione la capitale andalusa.

Arriavti all'aeroporto di Siviglia, prendiamo l'autobus di linea che, in poco meno di mezz'ora e per la modica cifra di € 2.30, ci porta in pieno centro cittadino.

Prima di arrivare al nostro albergo per mettere giù le valigie, facciamo tappa all'ufficio turistico ove ci forniscono di materiale vario sulla città e ci confermano la corrida del giorno dopo.

Passando a fianco della Cattedrale, arriviamo al nostro hostal, "Dona Lina", nel pieno centro del Barrio de Santa Cruz, dotata di solo 8 stanze pulite e confortevoli (al modico prezzo di € 63 la doppia).

Mettiamo giù le valigie e subito si parte per un primo giro della città. Inziamo così ad addentrarci per i vicoli del quartiere ebraico (il Barrio de Sant Cruz, appunto), osservano estasiati le case, i patii e le piazzette che rendono questo decantanto luogo quasi magico.

Ci dirigiamo alla "Casa de la memoria", un centro culturale che propone spettacoli di flamenco tradizionale e che già un altro "utente" di questo sito aveva suggerito. Gli spettacoli per la serata sono già "sold out" per cui acquistiamo due biglietti (12 € interi, 10 € studenti) per il secondo spettacolo del giorno dopo alle 22.30.

Soddisfatti dell'acquisto continuiamo il nostro giro dirigendoci verso il nord della città, passiamo vicino al bel palazzo della Ayunteria e percorriamo le strade dei negozi e dello "struscio" sivigliano. Subito osserviamo che, durante la caldissima stagione estiva, le strette vie vengono coperte con dei teli tirati tra le case, con lo scopo di fare ombra e cercare quindi di ridurre la calura.

Prima tappa golosa alla pasticceria "La Campana", ove abbondano dolci tipici (quelli sivigliani sono solitamente a base di uovo come gli "yemas"), quindi, corroborati da una buona dose di zuccheri, ci dirigiamo verso la celebre "Plaza de toros de la Maestranza", ove acquistiamo due biglietti per la corrida di domenica pomeriggio.

Attraversiamo quindi il Guadalquivir non senza osservare la "Torre dell'oro", e ci inoltriamo nel quartiere più popolare della città, Triana.

Questo quartiere è famoso soprattutto per i numerosi negozi di ceramiche e infatti non possiamo andarcene senza aver prima acqustato qualche bel pezzo artigianale.

Torniamo verso il quartiere della Macarena, quindi ci dirigiamo verso un convento di clausura, ove le suore vendono biscotti fatti in casa. Purtroppo il convento è chiuso per cui visitiamo la "Casa de Pilatos", bellissima nel suo stile mudejar e piena di angoli suggestivi. Vicino alla casa un altro convento vende "yemas" ed è anche aperto... Ma alla fine decidiamo di non acquistare avendo un po' di pietà del nostro tasso glicemico.

Torniamo nuovamente verso il centro e notiamo che, essendo un sabato di settembre, abbondano i matrimoni! Praticamente ce n'è uno in ogni chiesa del centro e, anzi, questi si susseguono fino a tarda serata in una sorta di turnazione! Essendo ormai sera e visto che inizia un certo languorino, decidiamo di unirci alla folla di giovani, spagnoli e non, in uno dei più frequentati bar della città (consigliato anche nella Routard). Qui gustiamo gazpacho servito in bicchiere e qualche tapas prima di tornare in hotel per un po' di relax

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