Tour meraviglioso tra Asturie, Cantabria e Paesi Baschi

Due settimane perfette vissute nel nord della Spagna, tra il blu dell'oceano e i maestosi Picos de Europa, la tradizione più antica e la modernità più strana

  • di superele1982
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Da Puente Viesgo, località vicino a cui sorgono la grotta di El Castillo e Las Monedas (che però non abbiamo visitato), a Santillana del Mar ci sono una ventina di chilometri. La cittadina è presa d’assedio dai turisti, i parcheggi vicino al centro sono zeppi, quindi lasciamo l’auto appena fuori e ci incamminiamo. Il centro storico è tipicamente medioevale, è carino ma non ci sorprende più di tanto. Pranziamo al Cafe Los blasones: 32€ per 7 pinxtos, una porzione di acciughe marinate, due birre piccole. Buono, ma un po' caro e il servizio non è dei più cortesi. La strada da fare è ancora lunga, abbiamo altre tappe, quindi riprendiamo l’auto e di dirigiamo verso il Mirador de la Comeja, dove una bella vista e un bel venticello ci ristorano. In una decina di minuti dal punto panoramico arriviamo a Comillas, dove parcheggiamo subito per andare a visitare El Capricho de Gaudì, un edificio strabiliante progettato da Gaudì all’inizio della sua carriera di architetto. Paghiamo il biglietto (5€ a testa) e già dai primi momenti rimaniamo incantati da ciò che si presenta davanti a noi. La struttura è davvero molto particolare, ma la cosa che più mi colpisce sono le migliaia di mattonelle di ceramica decorate con un girasole, il mio fiore preferito. E’ tutto così colorato, insolito, sorprendente. L’interno è piuttosto spazioso, si respira un’aria di altri tempi, quasi come se Gaudì e gli abitanti della casa si aggirassero ancora tra quelle pareti di fine Ottocento. I turisti sono tanti, impossibile riuscire a scattare una foto ricordo vicino alla statua del famoso ed eccentrico architetto appena fuori dall’edificio.

Dopo un’esplorazione piuttosto accurata degli ambienti e del giardino, riprendiamo l’auto ma decidiamo di saltare la visita di San Vicente de la Barquera, che vediamo da lontano, e la Playa de la Franca. Siamo un po’ stanchi, e preferiamo dirigerci direttamente a Llanes, per riposarci un po’ all’Hotel Miracielos, dove abbiamo prenotato una stanza per una notte (125€, colazione 7.50€ non inclusa, parcheggio privato gratuito). Ci arriviamo in una mezz’ora d’auto, prendiamo possesso della camera (pulita, spaziosa, l’hotel è comunque a pochi passi dalla spiaggia) e ci riposiamo prima di tornare a Llanes per la cena. C’è aria di festa in giro, ma riusciamo a parcheggiare per miracolo in uno slargo destinato ad area di parcheggio per le auto in un campo poco lontano dal centro. Facciamo un giro fino al porto, poi la nostra scelta per la cena cade sul ristorante dell’hotel Sablon’s. Mai scelta fu più azzeccata: nemmeno 50 euro per un piattone di formaggi asturiani, una mega pentola di coccio di un ottimo riso con le almejas (simili alle nostre vongole, ma più grandi e saporite), una bottiglia di sidro arturiano (gradevole, e costa pochissimo), una bottiglietta d'acqua e un caffè. Ci siamo affidati ai camerieri sia per le bevande che per la quantità di cibo da ordinare, e si sono dimostrati onesti perché non ci hanno fatto ordinare troppo, essendo le porzioni piuttosto abbondanti. La vista diretta sul mare è affascinante, peccato però che a metà cena inizi a diluviare, per cui siamo costretti a spostare ogni volta sempre più verso l’interno per non bagnarci. In un intervallo del temporale, Davide corre a prendere l’auto ma si busca comunque un bell’acquazzone. Contenti comunque per l’ottima cena, torniamo in hotel contenti di questa seconda giornata di vacanza in terra spagnola.

Giorno 3 – Lunedì 13 agosto

Vicino all’hotel non c’è nessun bar già aperto per la colazione, quindi ripieghiamo su quella a 7.50€ in hotel. Il personale è gentile, ci sfamiamo sufficientemente soddisfatti. Dall’albergo alla Playa de Torimbia ci sono 4 km di stradine piuttosto strette e ripide, ma lo spettacolo vale sicuramente il rischio. Dall’alto è davvero uno spettacolo: l’oceano blu intenso risalta magicamente sulla sabbia chiara. La spiaggia è frequentata da nudisti, e infatti con gli obbiettivi delle nostre macchine fotografiche riusciamo a scorgerne due, che passeggiano tranquillamente incuranti dei curiosi dall’alto della scogliera…

La giornata di oggi continua nel mood paesaggistico, infatti la prossima tappa è la Playa de Las Cuevas del Mar, che raggiungiamo in una mezz’ora d’auto nonostante il navigatore ci conduca in una landa isolata in un bosco in cui solo un muratore ci dice che “La Playa no està aquì”. Ma davvero? In ogni caso, riusciamo a trovare la strada che ci porta vicino alla spiaggia. Cerchiamo di parcheggiare ai bordi della strada, ma una pattuglia di polizia locale ci avverte che dobbiamo utilizzare il parcheggio a pagamento nei paraggi per non incorrere nella multa. Davide sposta l’auto mentre io mi incammino. Dopo un tunnel arriviamo ad un parcheggio enorme in cui non si può parcheggiare e più avanti… lo spettacolo. Le grotte (cuevas) si stagliano affascinanti in mezzo all’oceano, a qualche metro dalla sabbia fresca. Ci sono già alcuni bagnanti che a fatica sfidano l’acqua piuttosto fredda (proviamo a bagnarci i piedi, ma la temperatura dell’oceano è davvero bassa) ed entrano anche all’interno delle grotte. Scattiamo qualche foto incantati dal bel panorama e poi torniamo all’auto, per arrivare – in un quarto d’ora – alla tappa che più mi incuriosisce nella giornata di oggi. Si tratta dei Bufones de Prìas: siamo consapevoli che con il bel tempo sarà difficile che il vapore faccia talmente tanta forza sul mare da provocare dei getti in mezzo alle scogliere, però il panorama deve sicuramente essere affascinante… infatti non ci sbagliamo. Prima di arrivare quasi sul ciglio delle scogliere, un paesaggio quasi lunare pare ostacolare i curiosi: il cammino è disseminato di pietre irte e taglienti, e non è facile arrivare a vedere l’oceano. Intrepidi, troviamo un sentierino meno pericoloso e lo spettacolo è davvero unico. Il vento soffia, e l’oceano si infrange contro le scogliere talmente forte che ci arrivano schizzi gelidi fin sopra l’alta scogliera. Le ultime foto, e poi la passeggiata ci riporta al parcheggio

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