Tour meraviglioso tra Asturie, Cantabria e Paesi Baschi

Due settimane perfette vissute nel nord della Spagna, tra il blu dell'oceano e i maestosi Picos de Europa, la tradizione più antica e la modernità più strana

  • di superele1982
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo che l’anno scorso la Galizia, la regione alla punta Ovest del Nord della Spagna, ci ha entusiasmati con i suoi panorami e il suo clima perfetto, anche quest’anno abbiamo pensato di dedicare il nostro viaggio estivo alla Spagna. Abbiamo quindi preparato un itinerario alla scoperta delle altre tre regioni del Nord della penisola iberica: Asturie, Cantabria e Paesi Baschi.

Avendo a disposizione due settimane, abbiamo ideato un tour non troppo stancante, con qualche pausa in alcune città da esplorare, dintorni inclusi. Abbiamo trovato qualche difficoltà nella prenotazione degli hotel perché già i primi giorni di maggio molte strutture erano prenotate, quindi abbiamo ripiegato spendendo un po’ di più rispetto alla Galizia del 2017. Il viaggio e ciò che abbiamo vissuto e visitato però ci hanno premiato, regalandoci una vacanza che sicuramente ricorderemo come una tra le più belle di sempre.

Giorno 1 - Sabato 11 agosto

Con Ryanair voliamo da Bergamo Orio al Serio a Santander, in Cantabria. Atterriamo puntuali alle 14.20, le valigie arrivano in fretta, e in pochissimo sbrighiamo le formalità per ritirare alla EuropCar la nostra compagna di viaggio per i prossimi 15 giorni. Grazie ad un fortunato upgrade, anziché l’utilitaria richiesta ci viene assegnata una spaziosa Nissan Qashqai, con un bel baule comodo per scaricare e caricare i bagagli. Partiamo subito alla volta di Liencres, che raggiungiamo in una ventina di minuti. Parcheggiamo nel piccolo centro abitato, e pranziamo con nemmeno 20€ al Gavitan’s Tavern a base di hamburger e calamari fritti. Buono ma un po’ pesante, la digestione si rivelerà difficoltosa… Ci rimettiamo in macchina e scendiamo verso il mare. Arriviamo ad un parcheggio che ci porta sopra la Playa de Arnia, da dove il panorama è maestoso: il blu dell’oceano ci dà il benvenuto, dopo il primo assaggio visto dall’aereo durante l’atterraggio a Santander. Los Urros de Liencres, particolari formazioni rocciose in mezzo all’oceano, svettano affascinanti tra le onde, mentre la spiaggia poco lontana è animatissima da bagnanti di tutte le età.

Riprendiamo la nostra strada e andiamo in hotel a posare i bagagli. In dieci minuti arriviamo all’Hotel Bezana Lago, appena fuori Santander. La camera è abbastanza spaziosa e pulita (56€, colazione inclusa, parcheggio pubblico disponibile gratuitamente a pochi metri), il tempo di riposarci qualche minuto e poi siamo di nuovo in auto alla volta del centro di Santander, che dista circa 15 km. Il traffico è impressionante, e sembra impossibile riuscire a parcheggiare da qualche parte. Vorrei vedere almeno la Peninsula de la Magdalena, un promontorio che sovrasta la città, ma al primo tentativo per parcheggiare non siamo fortunati. Ritornando verso il centro, Davide nota un posto appena lasciato libero, vicino all’entrata per la Magdalena. Finalmente possiamo iniziare davvero a goderci la vacanza! In pochi metri raggiungiamo l’ingresso, e noto subito che è a disposizione dei turisti il trenino che percorre tutta la zona. Il prezzo (poco più di 3€ a testa) è irrisorio, per cui saliamo a bordo e partiamo. L’audioguida ci spiega approfonditamente ciò che stiamo vedendo, e rimaniamo incantati dalla bellezza dei giardini curatissimi, dal palazzo della Magdalena, e poi lo zoo, i galeoni… 20 minuti interessanti e pratici, per scoprire anche angoli che magari a piedi non avremmo esplorato. Scendiamo e andiamo a vedere il pinguino solitario e i leoni marini dello zoo, a poca distanza dalla scultura di una sirena davanti a galeoni che ricordano la storia marinara della città. Riprendiamo la passeggiata per qualche foto in direzione dell’auto, siamo un po’ stanchi e vogliamo riposare prima di cena. Torniamo quindi in albergo per una doccia, e facciamo ritorno a Santander quando il sole sta appena iniziando a calare sulla serata luminosa della Cantabria. Lasciamo l’auto in un parcheggio sotterraneo a pagamento (che si rivelerà comunque molto economico) ed esploriamo un po’ il centro elegante. Per cena, scegliamo – in una strada alla moda verso l’interno rispetto al lungo mare – Masqmenos: spendiamo pochissimo ma la qualità è buona, e ci saziamo con toast con formaggio di capra,un pinxto (la tapa della Spagna del Nord) con ventresca e acciughe, polpo alla Gallega, e due birre grandi. Un’ultima passeggiata sul lungomare dopo cena e poi si torna in albergo per un buon sonno ristoratore: domani abbiamo un programma piuttosto ricco!

Giorno 2 - Domenica 12 agosto

La colazione, servita in un bar comune ma quasi inglobato all’albergo, è piuttosto deludente, più che altro per la sporcizia di tavoli e pavimento e per la scarsa varietà di scelta, oltre per la scontrosità del personale. Mangiamo qualcosa al volo, saldiamo il conto dell’hotel e partiamo alla volta della Cueva di El Castillo, che dista una trentina di chilometri. Abbiamo prenotato e pagato la visita guidata alla grotta alcuni mesi fa direttamente su internet (3€ a testa), alle 10.30 siamo pronti per entrare con il primo gruppo. La guida, che parla uno spagnolo ben comprensibile, ci accoglie all’ingresso vero e proprio della grotta e ci mostra gli scavi che gli archeologi stanno ancora effettuando intorno all’entrata. Tra chiavi e catenacci, varchiamo la porta e ci troviamo in un mondo mai visto: l’umidità è al 99%, l’illuminazione è scarsa, dobbiamo stare attenti ai nostri passi perché il suolo è piuttosto scivoloso, ma tutto è così magico che è difficile da descrivere. Stalagmiti, strane rocce, un soffitto altissimo, e la guida che ci conduce passo passo alla scoperta di testimonianze tra le più antiche dell’umanità: cavalli, bisonti, ma soprattutto le mani, dipinte dall’uomo preistorico con la tecnica del soffio. E’ davvero stupefacente pensare di essere davanti a qualcosa che ha qualcosa come 40.800 anni, ad una testimonianza che per l’uomo dell’epoca aveva una certa importanza, dato che non sarà certamente stato agevole dipingere in condizioni piuttosto precarie come quelle legate all’ambiente particolare della grotta. La visita guidata dura 40 minuti, e all’uscita siamo stanchi (la salita, con il suolo scivoloso, è comunque lenta), accaldati per l’escursione termica con l’esterno ma sinceramente sorpresi e affascinati.

Siamo solo all’inizio del nostro viaggio, e già il nostro itinerario ci regala emozioni sorprendenti

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