Le baleari "fai da te"

Questo è il nostro diario di viaggio alle isole Baleari, effettuato nel mese di luglio 2005 con il sistema fai da te, ovvero tutto rigorosamente prenotato su internet dall’Italia senza l’aiuto dell’agenzia, dopo un attento studio della documentazione acquisita su ...

  • di tpc-user 8
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Questo è il nostro diario di viaggio alle isole Baleari, effettuato nel mese di luglio 2005 con il sistema fai da te, ovvero tutto rigorosamente prenotato su internet dall’Italia senza l’aiuto dell’agenzia, dopo un attento studio della documentazione acquisita su vari siti e grazie ai suggerimenti di chi ci aveva preceduto in questa esperienza. Oserei dire che un’agenzia potremmo aprirla noi!

Domenica 17/7: io (Sonia) ed partiamo da Roma Fiumicino nella mattinata con un volo low cost VUELING che ci porterà a Barcellona in poco meno di un’ora e mezza. Il nostro scalo dovrebbe durare circa 3 ore, per poi prendere il volo successivo per Ibiza con la SPANAIR, ma l’attesa si protrae di un’ora in più per un ritardo accumulato in precedenza dalla compagnia aerea. Partiamo con il fiato sospeso, timorosi di non arrivare in tempo ad Ibiza nel cui porto dovremmo prendere il traghetto BALEARIA verso Formentera (l’ultimo aliscafo parte alle h. 20.30, costo a persona A/R € 32). Se non lo prendessimo rischieremmo di dormire per strada e di aver pagato a vuoto la prima notte prenotata su internet dall’Italia nel nostro primo hostal! Per fortuna tutto si risolve: il volo parte in ritardo ma recupera nel percorso un po’ del tempo perso e ad Eivissa prendiamo subito un taxi verso il porto (costo € 14), riuscendo persino a prendere l’aliscafo delle 8.00. Giungiamo a Formentera in mezz’ora e con il taxi (€ 11) finalmente mettiamo piede all’Hostal Illes Pitiuses intorno alle 21.00, stanchi ma contenti. L’albergo si trova a San Ferran, il paesino più vicino a Es Pujols, unico posto dove la sera ci sia un po’ di movimento! La sua posizione è ottima e permette di spostarci facilmente in ogni direzione dell’isola, senza contare che l’hostal è pulitissimo, la camera spaziosa, dotata di aria condizionata e TV, il bagno nuovissimo e l’arredamento curato. Persino il fatto che affacci sulla strada principale e che sia esposto ai rumori del traffico stradale diurno e notturno non arreca disturbo, visto che è dotato di finestre a chiusura ermetica che isolano le camere da ogni rumore esterno. Tutto al di sopra di ogni aspettativa, se pensiamo che la matrimoniale costa € 66 con abbondante colazione inclusa! Resteremo lì 3 notti. La prima sera usciamo per cenare dopo le 22.00, tanto siamo in Spagna! Mangiamo alla Fonda Pepe, una trattoria rinomata per i suoi prezzi convenienti e le sue porzioni abbondanti, sulla quale ho letto pareri positivi prima di partire nei diari di chi già ha soggiornato qui. A prima vista ci sembra cara e spartana, ma scopriremo successivamente che i prezzi in giro sono dovunque molto alti e che è davvero consigliabile, tanto da tornarci la sera prima di lasciare l’isola. Dopo cena andiamo a dormire, io sono stremata dal viaggio, Ale ondeggia per la sangria bevuta!

Lunedì 18/7 Essendo senza un mezzo per spostarci andiamo subito a procurarcelo. Prendiamo il bus per il porto de La Savina (1,15 € a persona) dove abbiamo pensato di affittare uno scooter per poi riconsegnarlo al momento dell’imbarco verso Ibiza. Ci sembra l’idea migliore per evitare di prendere nuovamente il taxi al momento della partenza, anche perché abbiamo solo un trolley, un borsone di dimensioni ridotte e il nostro fedele ombrelloncino che ci segue in ogni viaggio estivo. Scegliamo un Typhoon 50 cc al costo di € 18,00 al giorno compresi due caschi (li portano tutti, non siamo in Grecia!). Purtroppo il sole non c’è e minaccia pioggia, ma andiamo ugualmente al mare. Prima tappa: Playa Levante e Ses Illetes. Una lingua di sabbia che si protende nel mare, da un lato agitatissimo, dall’altro calmissimo a seconda di dove spiri il vento. Bisogna lasciare lo scooter in una piazzola gratuita e proseguire a piedi per un bel po’, ma ne vale proprio la pena. Spiaggette e golfi si susseguono tra sabbia bianca, scogli e mare turchese dai colori caraibici. Restiamo lì fino all’ora di pranzo perché il cielo si è incupito e mangiamo al volo un pezzo di pizza a Es Pujols, cara, tremendamente cara. Poi ci spostiamo verso est e ci fermiamo a Calò de Sant Augustì, dove il mare ha dei colori splendidi. Finalmente si alza il vento favorevole che spazza il cielo e fa spuntare il sole. La caratteristica principale di questo tratto di mare è quella di presentare un gradone di roccia che fa passare improvvisamente e visibilmente dall’acqua al polpaccio all’acqua alta più di 2 metri, per cui i colori del fondo cambiano dall’azzurro tenue al blu intenso. Dopo decidiamo di andare al Pilar de la Mola, all’estrema punta est dove, su un’alta e lunga scogliera che sprofonda nel mare scuro, si innalza uno dei due bianchi fari dell’isola (l’altro è a Cap de Barberia). L’altezza dello strapiombo toglie il fiato! Sulla strada del ritorno ci fermiamo a scattare qualche foto da un’altura che permette di vedere quasi tutta l’isola nel suo punto più stretto. Andiamo anche a vedere la spiaggia di Migjorn, ma scegliamo di non fermarci. La giornata si concluderà con una cena al ristorante Can Gavinu, gestito da italiani (l’avevamo scelto perché pensavamo fosse a gestione locale, ma dobbiamo dire che la scelta di portate di pesce è stata ottima anche se un po’ caretta) ed un giro tra le bancarelle di Es Pujols

  • 12158 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social