En el Camino

Sulle orme del Santo Matamoros da Saint Jean Pied de Port a Santiago de Compostela in bicicletta

  • di Luca L.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1 (con l'aggiunta di 1 alla fine)
    Spesa: Fino a 500 euro
 

12 giugno 2010 – h 7,15

Quale miglior momento per iniziare a scrivere che una frondosa ombra di quercia dopo una fresca e rilassata discesa... magari nella Rioja in mezzo ai vigneti con una bella limonata frizzante? Beh, di sicuro la situazione in cui sono ora è un po’ differente.

Premetto: tutto è esperienza, tutto è meglio che “non esistere” o esistere ed essere un minatore cinese, però... Sono incastrato nel vano portabagagli del TGV da Parigi Montparnasse a Bayonne, di fianco ho la mia bicicletta smontata ed impacchettata e i miei due zaini (con caschetto appeso). Loro stanno più comodi. Io ho un piede per terra ed uno in aria ed il mio culo è solo per metà appoggiato all’inferriata porta-pacchi. Alla sinistra ho le latrine. Poco fa avevo un bel posto, ma è stato reclamato dai legittimi proprietari... Lo vedo ancora, è qui, davanti a me, ma non è più mio!

Sono appena partito, sono quasi le 7.30 e piove. Perché sono in questa situazione? Mi è stato detto che è per colpa di un default elettrico ad Antibes, che ha fatto patire in ritardo di un’ora e mezza il TGV Nizza – Paris Gare de Lyon e mi ha fatto perdere per un (o due) soffio (i) il notturno Parigi Gare de Austerlitz – Bayonne. Ora dovrei essere già là, mentre mi mancano ancora 5 ore per arrivare. Che ho fatto stanotte? Dormito! In un Novotel piuttosto confortevole, vicino alla Gare de Montparnasse [raggiunta con metropolitana (linee 5 e 6 con cambio in Piazza d’Italia)] pagato dall’SNCF. Unica spesa 1,60 euro di metrò. Ieri notte ho potuto farmi una bella doccia e stamattina fare un abbozzo di colazione in hotel: una bevanda al gusto di nesquik gentilmente anticipatami dai buoni albergatori (la colazione veniva servita dalle 6.30 ed erano circa le 6.15). La bicicletta e gli zaini pesano parecchio ma... 1) come dicevo, è peggio essere minatori cinesi, 2) non me l’ha ordinato nessuno...e questo alleggerisce il tutto non di poco, 3) alcuni dettagli, come l’attraversamento della Senna (su un ponte) o la vista della Tour Eiffel piuttosto da vicino, fanno pensare che gli sforzi inizino ad essere già ricompensati dalla bellezza e dalla magia del viaggio.

11 giugno 2010, ieri mattina, giorno della partenza

Sveglia alle 6.30. Colazione, barba, ultimi controlli, saluto Elena che esce prima di me per andare a lavorare (mentre io parto per la mia bella vacanzetta solitaria) ed alle 8.00 (circa) mi aspetta sotto casa Mario, che mi accompagnerà fino a Nizza.

Prendiamo il treno a Cornigliano circa alle 9.10, dopo 40 minuti di coda in corso Perrone. Dopo aver accumulato ritardo su ritardo, arriva a Ventimiglia stranamente in orario. Lì ci aspetta l'altro treno per Montecarlo, dove cambiamo ancora per Nizza raggiungendola in orario. Si mangia al Flunch a lato della stazione e aspettiamo i treni. Quello di Mario per Genova, dopo essere stato soppresso avrà, invece, solo qualche minuto di ritardo. Il mio (TGV Duplex da 320 km/h), segnalato nel tabellone senza ritardo, avrà, invece, il ritardo di cui sopra.

Mi sto accorgendo, pensando ai 320 km/h, che anche ora stiamo andando abbastanza di fretta. La campagna francese scivola all’indietro ad una velocità consistente, non come ieri, ma rispetto al locale Genova Principe – Pontedecimo, dal finestrino le cose si spostano in modo più interessante. Beh ieri un po’ diverso lo è stato. Passata Aix-en-Provance il treno ha iniziato ad emettere suoni simili alla nostra lavatrice quando si prepara per la centrifuga. Un sibilo che non capivo bene se venisse dal motore o dalle ruote... o dallo strisciamento del pantografo. Comunque aumentava sempre più di tonalità e quando già sembrava che il suono dovesse essere quello definitivo, dava ancora qualche accelerata ed arrivava ad una nota più alta..

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