Per la nostra prima volta in Catalunya si è scelto di dividere in due la vacanza, visitando nei primi giorni la Costa Brava e i suoi centri principali, e dedicando i restanti 5 giorni alla sua capitale Barcellona.
1° giorno: sabato 28 marzo 2009: Roses – Figueras
Veloce e puntuale il volo da Malpensa alle 9,00 con la spagnola Click Air, prenotato un mese prima a circa 120€ ; un po’ di attesa per il ritiro dell’auto, un’Altea, poi appena dopo le 11 via in autostrada.
Presa la Ronda de Dalt (tangenziale nord) e saltata Barcellona in un’ora e mezza siamo giunti nella parte nord della Costa Brava vicinissimi al confine francese dove a Roses avevamo prenotato una stanza all’hotel Maritim per le prime due notti. Ottima e fortunata scelta: enorme e comoda la camera con una splendida vista sullo spiaggione di Roses e sulla costa a nord della cittadina a 80€ con la colazione. (con un piccolo supplemento si può anche pranzare o cenare e il cuoco è un simpatico ragazzo veneto.)
Purtroppo insieme a noi è arrivata anche una grossa perturbazione che per qualche giorno ci ha portato nuvole, pioggia e un vento freddo (8 gradi quel pomeriggio).
Pomeriggio dedicato alla vicina Figueras e al Teatro Museo di Salvador Dalì. La visita al Teatro non può lasciare indifferenti piaccia o no. Già dall’esterno con la fila di gigantesche uova sul tetto e le strane statue nella piazza e sulla facciata. Che ci fa li sopra un palombaro ti chiedi? Risposta tratta dalla guida del teatro: “è il simbolo dell’immersione nel subcosciente”. Dentro il teatro è curato in ogni piccolo particolare; dal cortile dove c’è una cadillac con dell’edera all’interno (provare a inserire una moneta!) e un’alta colonna sormontata da una barca, al palcoscenico con una delle sue surreali ed enormi creazioni e la grande cupola, ai corridoi e alle sale zeppi di sue opere a dir poco strane (e non sempre la guida ha delle spiegazioni!). Si ripetono soggetti e figure che caratterizzano l’arte di Dalì, le uova, gli insetti, le stampelle, le palle colorate, i manichini dorati stili “art deco”, le rocce di Cap Creus e sopratutto Gala la sua compagna ritratta decine di volte. Non mancano molti dei suoi capolavori, tra cui un curioso autoritratto, contrapposto ad un ritratto altrettanto folle dell’amico Picasso. Incredibile la sala di Mae West rappresentazione in tre dimensioni del celebre “Volto di Mae West utilizzabile come appartamento” con tendaggi, divano, quadri e camino a rappresentare capelli, bocca, occhi e naso e il colpo del genio, uno specchio che riporta il tutto a due dimensioni. Insomma noi siamo entrati sapendo che Dalì era un artista un po’ eccentrico, e siamo usciti tre ore dopo certi che era pazzo da legare ma entusiasti della visita.
In serata non c’è stato verso di andare in centro a piedi per la fortissima tramontana che ti distruggeva l’ombrello e così si è presa l’auto per fare 500 metri e scegliere il locale per cena. Anche qui lavorava un ragazzo italiano che con la compagna francese ha scelto la Catalunya per vivere.
2° giorno: domenica 29 marzo: Girona – Cadacques e Cap Creus
Mattinata a Girona principale città del nord della Catalunya caratterizzata da un antico centro medievale su cui si ergono maestose la cattedrale e la chiesa di San Feliù, attraversato da un piccolo fiume, l’Onyar dai cui ponticelli si possono ammirare le vecchie e piuttosto malconce case che si riflettono nel fiume. Emozionante girare tra le strade e le scalinate silenziose del quartiere ebraico e poi salita una ripida scalinata entrare nell’imponente navata della cattedrale gotica con quattro splendide vetrate sui fianchi.
Finalmente per noi un po’ di sole così tornati sulla costa ce lo siamo un po’ goduto sulla bella e ampia passeggiata mare di Roses per poi raggiungere Cadacques per una panoramica strada con vista fino alle cime innevate dei Pirenei.
Cadacques è certo il centro più carino della zona; casette bianche con gli infissi blu, azzurri o verdi affacciate sulle insenature della costa molto frastagliata e punteggiata di pini e ulivi. Nella vicina Port Lligat c’è poi la casa dove Dalì ha vissuto per oltre 40 anni con Gala, riconoscibile da lontano per le immancabili uova sul tetto. Poco più a nord il faro e le spettacolari rocce di Cap Creus, luogo quanto mai selvaggio in particolare nella luce del tramonto. La tramontana qui soffia spesso fortissima (si faticava a stare in piedi!) e lo si nota dalla vegetazione limitata a piccoli arbusti