L'altra Andalusia

Mi piace definire questo viaggio "L'altra Andalusia", non quella del turismo di massa della Costa del Sol o delle città del dominio arabo, che meritano sicuramente una visita, ma non con i 40° di agosto, bensì quella dei parchi naturali, ...

  • di angela29
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Mi piace definire questo viaggio "L'altra Andalusia", non quella del turismo di massa della Costa del Sol o delle città del dominio arabo, che meritano sicuramente una visita, ma non con i 40° di agosto, bensì quella dei parchi naturali, dei cavalli andalusi, delle spiagge immense... Ho percorso 2200 km in una terra solare, luminosa, tanto arida quanto generosa di flora e fauna.

Dall'incantevole balcone naturale di Ronda, con l'architettura del Puente Nuevo e le sue case arroccate, siamo passati per il Parque Natural de los Alcornocales, tra boschi di quercia da sughero e laghi formati dal Rio Guadarranque, paesini completamente bianchi, bruciati dal sole come Gaucìn, Jimena e Castellar de la Frontera. Abbiamo dormito una notte nella Casa Convento dell'Almoraima, in pieno Parco, un posto da sogno dove trascorrerci una notte è troppo poco...

Ma il viaggio deve continuare, verso quell'angolo di Inghilterra nel profondo sud di Spagna: Gibilterra. Si passa la frontiera, un fiume di automobili, la pista dell'aeroporto tagliata in due dalla carreggiata, le scimmie della Rocca circolano libere, si respira aria inglese nelle street e nei pub, ma anche negli orari, non si cena tardi come in Spagna...Meglio tornare di là e approfittare della Feria del Pescado nella vicina La Lìnea de la Concepciòn, cenando a base di mariscos e manzanilla, il famoso vino di Jerez.

Il Sud ci offre Tarifa e le sue stradine da medina; l'uscita in barca con la FIRMM una fondazione per la ricerca marina ci fa scoprire i delfini e le orche nello Stretto di Gibilterra. Due ore in barca a scrutare l'oceano, alla ricerca di una pinna o una coda, siamo quasi in Africa, i pescatori marocchini sulle loro barche minuscole ci indicano dove trovare i cetacei...E siamo ripagati: delfini a gruppi di 3 o 4 si avvicinano, passano sotto la barca, le orche, più lontane, si fanno vedere, riusciamo a scorgere le chiazze bianche sulla pancia...Saranno lunghe 6 metri.

Un'esperienza che difficilmente dimenticherò! E ancora spiagge immense come Bolonia, Punta Paloma e la sua grande duna bianca, Capo Trafalgar, luogo storico per la sconfitta dell’Ammiraglio Nelson.

Lasciamo il sud e risaliamo verso nord ovest, visitiamo Cadiz con la sua caratteristica cattedrale dalla cupola dorata e Jerez de la Frontera, terra ricca di vigneti e bodegas dalla tipica architettura adatta a mantenere la giusta temperatura alle cantine; città del famoso vino Tio Pepe prodotto ancora dagli eredi di Gonzales Byass, uomo che fece tanta fortuna da possedere nelle sue tenute una parte delle vecchie mura di fortificazione araba.

Ma la prossima tappa mi incuriosisce: El Rocìo. Abbiamo prenotato un "Turismo Rural" e le guide dicono che la località oltre ad essere famosa per la Romerìa (pellegrinaggio) di Pentecoste, sembra un angolo di far west. Non ci sono strade, solo sabbia, più o meno battuta e ovviamente, con la Mercedes a noleggio, al primo incrocio ci insabbiamo. Ne usciamo con non poca difficoltà rendendoci conto che quel luogo è fatto per i cavalli, i calessi e i fuoristrada.

Sono quattro giorni "strani" dove i rumori che senti sono i ragli dell'asino che vaga sotto il nostro poggiolo o i campanellini sui calessi, la musica improvvisata nei patii con qualche passo di flamenco; dove davanti alle case ci sono steccati per legare i cavalli e non le righe dei parcheggi.

Matalascañas è la spiaggia della zona, troppo turismo, troppo cemento, ma basta allontanarsi un po’ e si visita il Parque Nacional de Doñana, in questo periodo troppo arido per offrire qualche spettacolo naturale, oppure il Parque Dunar con le dune bianche che finiscono nell'oceano

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