Barcellona, anima catalana e cuore europeo

Raggiunti e superati. E’ questa la nitida impressione che gli italiani provano anche solo passeggiando nelle vie della princi pale città della Catalogna: Barcellona. Cantieri, efficienza, pulizia, mostre, tea tri, concerti: l’atmosfera metropolitana ed europea non è solo scimmiottata o ...

  • di rossgism
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Raggiunti e superati. E’ questa la nitida impressione che gli italiani provano anche solo passeggiando nelle vie della princi pale città della Catalogna: Barcellona. Cantieri, efficienza, pulizia, mostre, tea tri, concerti: l’atmosfera metropolitana ed europea non è solo scimmiottata o invocata dal politico di turno. A Barcellona è realtà già da qualche anno. Provare per credere: da Bari bastano due ore di volo con Myair. Nessuna globalizzazione sel vaggia: il radicato senso di appartenen za alla Catalogna ben si sposa con l’a pertura all’Europa, ancor più che alla Spagna.

Sarà anche per questo che il cuore pulsante della città non è (come per la capitale Madrid) plaza de España (ano nimo slargo nelle vicinanze della fiera), bensì la caotica plaza de Catalunya.

Fermate di taxi ed autobus circondano il grande giardino centrale in fase di riqua lificazione: i suoi alberi impediscono ai turisti frastornati di spingere lo sguardo dall’altra parte. Le linee morbide dei palaz zi ottocenteschi si alternano agli specchi del più famoso centro commerciale spa gnolo (malgrado la citazione anglofona): “El Corte Englès”. E’ proprio in questo turbinio di colori, suoni e architetture che confluiscono le due più note, affascinanti e contrastanti strade di Barcellona: la Rambla ed il Paseo De Gracia. La prima: commerciale, artistica, caotica, pedonale. La seconda: signorile, trafficata, alberata e chic. Di sera è più facile riconoscere le “casas” delle famiglie più ricche commissionate e realizzate da Gaudì, geniale architetto cittadino: le onde della Pedrera, le guglie di azulejos (maioliche) di Casa Milà e le masche re di Casa Batllo. Un fiume in piena: le origini arabe del nome della via più frequentata dai turi sti si spiegano con il suo significato (la ramia è il torrente, appunto): venditori ambulanti, caffè, pub, night, negozi “low cost”. Il giorno di San Valentino, a ridosso del caratteristico mer cato di Boqueria, le bancarelle si riem piono di libri e rose, regali tipici (rispet tivamente per lui e per lei) della tradi zione catalana. La Rambla si conclude nel mare, ele mento vissuto appieno dai barcellonesi anche grazie all’efficace riqualificazione del lungomare. Una spiaggia ampia, pulita ed illuminata di notte diventa luogo di incon tro, passeggiate e sport, oltre che pano rama mozzafiato per chi abita nel vivace quartiere notturno della Barcelloneta. Locali cosmopoliti si sus seguono sfruttan do il suggestivo spazio esterno con verande e stufe a forma di funghi, anche nelle tiepi de serate d’inverno. Addentrandosi nelle viuzze di quartieri antichi come il Gotico e il Gracia si rie sce ancora a scoprire il gusto della Catalogna autentica, dove il rito delle “tapas” (a metà tra un aperitivo ed un antipasto) trova il miglior compromesso all’ombra dei palazzi storici, ideali anche per l’acusti ca della musica suonata a cielo aperto da gente di tutte le età e le provenienze.

Solo una città poliedrica e cangiante come Barcellona poteva avere sulla collina più alta un parco come il Guell di Gaudì: verde ed opere d’arte, maioliche colora te e colonne storte catturano lo sguardo del visitatore. L’unico modo per conser vare negli occhi e nel cuore tutto ciò che Barcellona racchiude, è guardarla dai suoi enormi terrazzi stondati: un pullulare di antenne e fumi, balconi fioriti e cartello ni pubblicitari, vicoli e cantieri. Come quello decennale della chiesa Sagrada Familia. Speriamo che non sia infinito come il suo fascino.

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