Valencia, IBIZA y Formentera

Hola a todos! Dopo la magnifica vacanza dell’anno scorso a Santorini, Ios ed Atene, Franci ed io sapevamo che sarebbe stato molto difficile ripetere un’ esperienza cosi’ bella, ma giustamente ci abbiamo riprovato, questa volta in terra spagnola. L’idea di ...

  • di AndreaV79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Hola a todos! Dopo la magnifica vacanza dell’anno scorso a Santorini, Ios ed Atene, Franci ed io sapevamo che sarebbe stato molto difficile ripetere un’ esperienza cosi’ bella, ma giustamente ci abbiamo riprovato, questa volta in terra spagnola.

L’idea di entrare in un’agenzia turistica e farci catapultare by charter in un villaggio ci turba, non siamo ancora pronti...

L’idea vincente, quella da veri Turisti per Caso, nasce in pieno inverno: troppo complicato/costoso, pensiamo subito...E invece dopo qualche ricerca sul web l’idea prende forma: si può fare! Il piano e’ questo: visitare Valencia nei giorni della Coppa America di vela, trasferirci nella mitica Ibiza, vedere Formentera, e ritornare nello stesso aeroporto di partenza, cioe’ Bergamo Orio al Serio. I voli con buone tariffe ci sono, gli alloggi a buon prezzo pure, e allora perche’ aspettare, tanto abbiamo gia’ deciso, cosi’ a Febbraio abbiamo già prenotato tutto.

VALENCIA Partiamo un lunedi mattina da Parma in treno, cambio facile a Milano Lambrate e poi verso Bergamo. RyanAir si conferma leader nelle low-cost, per l’ora di pranzo siamo a Valencia. Acquistiamo in un info point la Valencia card (15€ per 3 giorni) per utilizzare mezzi pubblici e avere qualche sconto qua e là. Sotto l’aeroporto parte una linea metropolitana che in 20 minuti netti ci porta in centro (fermata Xativa), poi 10 minuti a piedi e raggiungiamo l’ostello Home Youth Hostel. Pro: camera doppia pur essendo in ostello, 20€ a testa a notte, posto carino originale e colorato, cucina stoviglie e frigo in comune, bagno pulito, personale giovane e simpatico, a pochi passi dal mercato centrale di Valencia e dal centro storico della città, prenotabile on line.

Contro: la stanza all’ultimo piano e’ veramante piccola, la porta e’ un po’ malmessa e la finestrella che da’ sul cavedio e’ meglio tenerla chiusa quando al piano terra qualcuno prepara la cena...E poi non sopporto la bendiera neozelandese appesa alla finestra del secondo piano! La Città delle Arti e della Scienza è ormai diventata il simbolo di Valencia. Dalla stazione centrale dei treni (Estaciò del norte) prendiamo il Bus 35 che in 20’ circa ci porta a ridosso dell’incredibile complesso progettato da Calatrava, c’è ancora un cantiere aperto per nuova fermata metro (Oceanografico e Museo della Scienza non sono ancora direttamente collegati per via dei lavori) ma è praticamente finito. Il più grande centro ludico-culturale d’Europa sorge sul letto dell’ex fiume Turia e si suddivide in 5 parti: Oceanografico, Museo della Scienza, Hemisferic (cinema I-max), Umbracle (“super giardino” semicoperto) e Palazzo delle arti. Lo stile inconfondibile di Calatrava va oltre la modernità e dona a tutte le strutture un non so che di spaziale. Dopo più di un’ora di coda all’ingresso scegliamo l’opzione Museo della Scienza + Oceanografico (22,50 € a testa). Nota di demerito: per entrare in questa avveniristica cittadella ci sono solo 2 casse aperte, e per giunta solo una abilitata per carte di credito! Comunque sia, il parco acquatico è molto bello, da non perdere la super vasca con il beluga, lo spettacolo dei delfini e l’esibizione nel mega acquario dei pesci tropicali; se siete interessati vi consiglio di andare subito al delfinario e all’acquario e prendere nota degli orari degli spettacoli. Il Museo della Scienza è l’edificio principale del complesso: già da fuori capite di trovarvi in un luogo davvero unico, gli spazi sono immensi, a cominciare dalle vasche che sembrano dei veri e propri prati d’acqua. Il museo è fortemente interattivo, infatti come dice uno slogan “è proibito non toccare”, vi occorreranno alcune ore per visitare tutte le postazioni; all’interno del museo c’era Desafìo, l’imbarcazione spagnola che ha partecipato all’ America’s Cup 2007, insomma sarebbe il luogo ideale per una gita scolastica! Il ristorante interno è chiaramente abbastanza caro, potete rimediare nel vicinissimo Carrefour. Il neo defender Alinghi ha confermato Valencia come città sede della prossima edizione della Luis Vitton’s Cup, quindi immagino che la zona del porto velistico rimarrà movimentata per molto tempo. Le 12 imbarcazioni finaliste della Coppa America hanno ciascuna un super “puddock” a ridosso della banchina, incluso negozio di merchandising. La zona è inevitabilmente molto “in” ma in tempo di regata pullula di neozelandesi tutt’altro che “in”; sono anche simpatici ma mentre seguivamo un match di regata davanti al maxischermo, circondati da centinaia di “kiwies” ed ettolitri di birra, per non metterli alla prova ho preferito stare in silenzio pur tifando un Alinghi quel giorno sempre in testa e alla fine vincente

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