Solare barcellona

1 novembre. Lasciamo Roma-Fiumicino alle 11.55 con volo Alitalia e con un tempo da lupi, per arrivare a Barcellona felicissimi invece di trovare l’estate. Dall’aeroporto ogni 15 minuti partono dei bus che al prezzo di € 3,60 solo andata portano ...

  • di Labila
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

1 novembre.

Lasciamo Roma-Fiumicino alle 11.55 con volo Alitalia e con un tempo da lupi, per arrivare a Barcellona felicissimi invece di trovare l’estate.

Dall’aeroporto ogni 15 minuti partono dei bus che al prezzo di € 3,60 solo andata portano in Placa De Catalunya in pieno centro. Il nostro albergo si trova proprio da quelle parti in Carrer de Bergara (Hotel Duques de Bergara) a cui non possiamo fare nessun tipo di appunto perché veramente bello e confortevole. Posati i bagagli ci tuffiamo nelle Ramblas strade animatissime che arrivano fino al porto. C’è veramente di tutto: a parte i classici banchi di souvenir, si possono vedere venditori di fiori , animali di vario tipo per non parlare poi dei mimi più svariati, dal diavolo al gatto nero, dalla mangiatrice di palloncini ai vichinghi e c’è pure chi balla il tango. Troppo divertente. Arriviamo quindi al bellissimo porto dove vista la giornata molta gente è sdraiata a prendere il sole. Visitiamo l’acquario (€ 16 a testa) dove possiamo ammirate tantissime varietà di pesci, ma la cosa più bella è il pavimento mobile che si inoltra in un tunnel dove a destra, a sinistra e sulle nostre teste passano squaletti e razze che visti da sotto sembra quasi che sorridano. Troppo simpatici anche i pinguini. Facciamo una sosta nel centro commerciale Maremagnum dove mangiamo delle ottime focaccine in un locale all’interno. Ritorniamo indietro questa volta inoltrandoci a per stradine laterali comunque sempre animate e molto graziose. Per cena troviamo posto in un cafè-restaurant con le finestre che si affacciano sulle Ramblas: oridiniamo Gazpacho Andaluso e Paella più le bevande per un totale di € 66,00.

2 novembre Rinunciamo a prendere il bus turistico perché la fila è interminabile e ci avviamo a piedi verso il quartiere dell’Eixample, letteralmente estensione ed è molto facile capire perché: ampi viali dritti lo caratterizzano insieme ad incroci con angoli smussati che permettono una migliore visibilità e creano ampi slarghi. Ma la cosa che più lo distingue sono gli edifici opera degli estrosi architetti appartenenti alla corrente che a Barcellona prende il nome di Modernisme. Passiamo per il punto conosciuto come “la mela della discordia” dove sorgono tre costruzioni completamente diverse l’una dall’altra: casa Llèo Morera di Domènech, casa Amatller di Cadafalch purtroppo non visibile perché in fase di restauro e la particolarissima casa Batlò di Gaudì con un tetto di gran lunga originale. Più avanti incontriamo quella più famosa: casa Milà o Pedrera sempre appartenente al genio di Gaudì che colpisce per la sobrietà delle linee curve. Andando avanti osserviamo un altro edificio molto singolare: casa les punxes che sembra un piccolo castello caratterizzato per l’appunto da torrette a punta rosse. Ma il bello deve ancora arrivare e così cammina cammina arriviamo all’opera a cui Gaudì dedicò 40 anni della sua vita: Templo Expiatorio de la Sagrada Familia a tutt’oggi ancora incompiuto. Ci fermiamo ad osservare la facciata principale dove è rappresentata la nascita di Cristo ed è davvero splendida così ricca di particolari e dalle forme che la distinguono in tutto dalle altre cattedrali, un’ opera veramente unica. Non entriamo perché abbiamo sentito che c’è solo un grande cantiere per cui continuiamo il nostro giro verso il Parco della Ciutadella dove si trova una splendida fontana monumentale realizzata sempre da Gaudì e da lì arriviamo alla zona più antica di Barcellona, il Barrio Gotico. Visitiamo la cattedrale di Santa Eulalia compratona della città la cui facciata anche in questo caso non è visibile per lavori ma l’interno è veramente molto bello, in particolare merita attenzione il coro, il pulpito e la cripta dove in un sarcofago sono conservate le reliquie della Santa. Degno di nota è sicuramente anche il chiostro caratterizzato dalla fontana delle oche (proprio per la presenza delle stesse), da uno stagno e un delizioso giardino. L’attesa per salire con l’ascensore invece non vale molto la pena perché più avanti vedremo punti panoramici molto più suggestivi. Ritorniamo sempre a piedi verso il porto: siamo stanchissimi, abbiamo fatto veramente tanti kilometri così ci rilassiamo anche noi al sole come fanno in tanti. La sera non riusciamo a trovare posto da nessuna parte se non in un ristorante cinese dove, non che si mangiasse male ma con i prezzi esattamente raddoppiati rispetto ai nostri

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