Cronache andaluse

Vediamo se riesco ad imbastire uno pseudo-racconto di questi 10 giorni andalusi, facendo appello alla mia non sempre affidabile memoria. Partiti in 7, tornati in 7. Mariapina, Pasquina, Rosi, Francesca, Paolo, Bruno e me (Francesco), tutti da Bologna (ma nessuno ...

  • di franz970
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Vediamo se riesco ad imbastire uno pseudo-racconto di questi 10 giorni andalusi, facendo appello alla mia non sempre affidabile memoria.

Partiti in 7, tornati in 7. Mariapina, Pasquina, Rosi, Francesca, Paolo, Bruno e me (Francesco), tutti da Bologna (ma nessuno di Bologna).

È l’alba del 16 agosto quando la sveglia suona per ognuno di noi. Abbiamo il volo alle 11.40 da Orio al Serio per cui tutti in stazione alle 6.30. Il primo “mannaggia, mi sono dimenticato di” è di Francesca, che ha lasciato a casa la guida...E vabbè, ne abbiamo in abbondanza (l.Planet, mondatori e touring). Il secondo “mannaggia, mi sono dimenticato di” è sempre di Francesca, che non ha messo in valigia il costume da bagno. Poco male, la manderemo nelle spiagge dei naturisti.

Ecco il treno. Mentre ci avviamo verso la carrozza n.9 sento una strana sensazione di mancamento...Ed effettivamente mi manca uno zaino! Ehm, vado a recuperarlo in mezzo alla folla, se non altro perché ci sono le prenotazioni del volo. Per fortuna è ancora lì... Perlomeno a Milano ci arriviamo. Tutto liscio anche fino ad Orio, le navette sono molto frequenti.

Anche questa volta come in passato, il check-in si rivela fatale per qualcuno, in questa occasione Francesca. Assistiamo dapprima (al momento dei controlli al peso) al travaso di tutti (...O quasi) i suoi liquidi (shampoo, creme e simili) dal bagaglio a mano alla valigia. Quando la stessa Francesca passa attraverso il metal detector, suona l’allarme, si azionano i dispositivi antincendio, gli agenti sfoderano le pistole e gli elicotteri si alzano in volo in assetto di guerra... Ho sempre avuto il sospetto che Francesca facesse parte di qualche associazione sovversiva o terroristica tipo Al-Qaeda... “ecco”, mi dico, “stavolta l’hanno presa”. Comincia la solita ricerca nelle tasche e nella borsa da cui emergono lime, forbici, liquidi non ben identificati ed altro materiale che, se ben amalgamato, pare fosse sufficiente per costruire la bomba atomica. Dopo i necessari chiarimenti e le conseguenti cessioni degli oggetti incriminati la Franci, un po’ frastornata, recupera tutto e viene verso di noi...Beh, non proprio tutto, visto che si dimentica di riprendere il cellulare. Dopo qualche minuto, prima dell’ingresso sull’aereo, quando dimenticherà di prendere una delle due borse che ha con sé, decideremo di sorvegliarla a turno...Comincia Paolo.

Mi rendo conto che ho gia scritto così tanto e non siamo neanche partiti...Proverò ad essere più sintetico...In Andalusia è andato tutto bene, siamo tornati il 25 agosto... Ma, forse così è troppo sintetico. Proviamo con una via di mezzo.

Dunque. Atterriamo a Granada, prima meta del nostro tour che via via ci porterà a Malaga, Tarifa, Siviglia e Cordova. È caldo, naturalmente, ma non troviamo i 40 gradi temuti. Questa condizione di sopportabilità climatica ci accompagnerà per tutto il viaggio, anche nelle notoriamente torride Siviglia e Cordova. Dall’aeroporto una navetta ci porta in centro in mezz’ora. Naturalmente non scendiamo alla nostra fermata e ci tocca fare un bel pezzo a piedi per tornare indietro...Ma siamo tutti giovani e forti...Beh, siamo tutti forti...Beh, siamo...Insomma, torniamo indietro verso Plaza del Principe, dove incontreremo Manuel, il ragazzo che ci accompagnerà nella nostra casetta.

Tutti gli alloggi sono stati prenotati dall’Italia via internet, per cui non dobbiamo sbatterci nella ricerca. In particolare, a Granada per due notti saremo in un appartamento (www.Granadainfo.Com/cervantes). È carino e poiché siamo in 7 (numero max consentito), viene a costarci solo 18 euro a notte (a testa). Nell’appartamento, centralissimo e strategico per raggiungere l’Alhambra, Manuel ci spiega tutto ciò che dobbiamo sapere (in spagnolo) e ci dice di chiamarlo in caso di problemi. I problemi li trovo nel mio letto, una brandina le cui doghe cedono proprio in corrispondenza del mio sedere, creando una voragine che rischia di risucchiarmi mentre dormo. Mentre più tardi passeggiamo per le vie di Granada, imbastiamo un sms per Manuel cercando di spiegargli il problema con le 15 parole in spagnolo che conosciamo. Il quale Manuel (ahimè) mi chiama subito dopo. Confidando nel vecchio convincimento che per parlare lo spagnolo basti aggiungere la “s” alle parole, mi avventuro in una spiegazione poco probabile il cui risultato è “..Uhm, no entiendo”.. Quando infatti mi accorgo che non c’è verso di far capire a Manuel cosa voglia dire per “dogas scassadas nel mi lietto” capisco che devo cambiare strategia. Mentre i vigliacchi se la ridono e mi riprendono in video provo a passare dallo spagnolo, all’italiano e all’inglese. Finalmente Manuel mi dirà “ahhhhh, ooooookey, entiendo, entiendo. Ahora voy y cambio”. Il commento di Paolo sarà “secondo me ci cambia gli asciugamani!” (in realtà l’efficiente Manuel ha capito benissimo, peccato che mi porti un altro letto scassados, come scoprirò più tardi...Ma ormai va bene così...)

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