Andalusia: 8 amici e un vito da siviglia a madrid

Solo qualche premessa: questo viaggio è nato da una comune idea di 8 amici (fidanzati e sfidanzati) che si conoscono da un po’, nei pregi e nei difetti, dotati di un buono spirito di adattamento e che non sono nuovi ...

  • di taniettab
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Girovaghiamo per il Barrio di Santa Cruz e arriviamo fino a Plaza de España. Fantastica di sera! Immensa. Sarà che è sabato, ma dovunque ci sono sposi che fanno le foto. Passiamo per viuzze e parchi e passeggiando lungo il Guadalquivir arriviamo alla Torre del Oro (ormai oro non ne ha più) e poi andiamo a dormire.

29.07 Colazione in una caffetteria spagnola un po’ cara (3,60 €) e poi direzione El Real Alcázar (7,00 €), con sosta per il famoso churritos: almeno uno bisogna assaggiarlo, lo mangiano tutti gli spagnoli. L’Alcázar ci incanta, con le sue sale, le fontane e i giardini, finalmente capisco appieno cos’è lo stile mudéjar. Ci sono dei pesci enormi nella fontana che mangiano addirittura il chorizo e con che voracità! C’è una guardia che ci tiene d’occhio e ci segue per tutto il tempo facendo finta di niente: ma sembriamo così vandali?! Mangiamo qualcosa da Starbucks. Pomeriggio al quartiere gitano di Triana. Forse perchè è domenica, ma le strade sono deserte e non ne rimaniamo molto entusiasti, magari di sera è più vivo, noi ce ne torniamo verso il centro passando dal famoso Puente da Isabel II. Disidratati, compriamo l’acqua e torniamo a riposarci. Il tema della serata è: vamos a tapear! Andiamo da Doña Lina Tapas, l’oste sa il fatto suo e ci ispira fiducia, prendiamo 2 tapas a testa + cerveza (7,40 €); poi come consiglia la guida, andiamo alla Cerveceria Giralda. Il locale era un bagno arabo per cui è particolare; il cameriere fa il simpaticone. Con 10,00 € mangiamo un paio di tapas a testa + cerveza e manzanilla. Dopo una discussione pseudo etico-filosofica, andiamo a dormire.

30.07 Ricomponiamo i bagagli, saldiamo l’ostello, colazione da Starbucks e in 4 prendiamo il taxi (10,85 € tot.) fino alla Stazione di Santa Justa dove ritiriamo il mitico Vito alla Europcar. Nessun problema, tranne un po’ di traffico, e recuperiamo i 4 amici rimasti da Starbucks per lasciare tutti insieme Siviglia. Direzione: Jerez de la Frontera. Ancora non abbiamo dimestichezza con le strade e il tom tom ci mette un po’ a capire come arrivare, anche perché le autopiste hanno una denominazione nuova e le mappe caricate risalgono al Franchismo... Una cosa che non ci è chiara dell’Andalusia è la distinzione tra strade veloci a pagamento o gratis, nel senso che noi non le abbiamo mai pagate ma ci è sembrata tutta autostrada! A Jerez facciamo un po’ di spesuccia per il pranzo (inizia così l’epoca dei pranzi light a base di pesche, semi salati e cioppini) lasciamo il Vito in un parcheggio coperto (tot. 3,40 €) e giriamo un paio d’ore per il paese, non c’è anima viva. La fabbrica del Tio Pepe è grandissima, questa è la città dello sherry e si vede. Poi ci dirigiamo a Cádiz (parcheggio tot. 1,30 €) e la visitiamo. C’è più movimento, è una cittadina di mare, la gente va in spiaggia, ci godiamo una birra fresca con le patatine seduti sui gradini della Cattedrale. A posteriori direi che Jerez e Cádiz meritavano qualche ora in più, ma saremmo stati in ritardo sulla tabella di marcia.

Alle 19 siamo a Los Caños de Meca, nel campeggio omonimo, piccolino ma ben curato e funzionale. Iniziano così i 2 giorni di mare che i maschietti avevano solennemente promesso a noi femminucce. Per cena andiamo nel “paesello”, che consiste in 2 case e qualche ristorante sul lungomare, più qualche bancarella hippy. Mangiamo il pesce al ristorante El Caña, semplice ma buona la cucina, polipo stupendo (18,80 €).

31.07 La colazione al self-service è male organizzata: devi fare tutta la coda anche se non vuoi il cappuccino e i prezzi ci sembrano alti. Vendono delle scodelle di burro extralarge, che si rischia di scambiare per crema catalana

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