Al mare con Dalì

Con moglie e due amici per il ponte del 1 maggio alla scoperta dell’arte surreale di Salvador Dalì. Cinque giorni a disposizione, tappe di avvicinamento Arles e Carcassonne, due sere a Cadaques e tirata unica di rientro. Optiamo per l’auto ...

  • di serbet
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Con moglie e due amici per il ponte del 1 maggio alla scoperta dell’arte surreale di Salvador Dalì. Cinque giorni a disposizione, tappe di avvicinamento Arles e Carcassonne, due sere a Cadaques e tirata unica di rientro. Optiamo per l’auto e non per il camper vista la distanza (800 km. Da Alessandria alla Spagna).

Se passate da Arles consiglio di esserci il sabato mattina perché c’è un mercato provenzale unico per colori, odori e varietà di prodotti. Come hotel ci siamo fermati la sera precedente a due passi dall’anfiteatro all’Hotel du Amphiteatre, appunto: carino, modico e comodo. Alla sera cena nella piazza del Forum, dove ci sono più tavolini che mattonelle: non ho ricordi particolari della cena, salvo che vicino a noi c’era il caffe di Van Gogh, nel senso del suo famoso quadro “caffè di notte”, che è un raro esempio di luogo pitturato di giallo in rispetto al quadro che lo ritraeva giallo e non viceversa. Sabato mattina mercato provenzale, poi pieni di sacchetti di lavanda e saponi misti a curry e spezie, abbiamo tagliato in scorciatoia per la Camargue e pranzato ad Agues Mortes. Una piacevole sorpresa, molto caratteristica, chiusa nel quadrato delle mura e colorata di negozietti. ( per chi ama le citazioni l’inizio del GIARDINO DELL’EDEN di Hemingway è ambientato proprio qui). Acquisti di tovaglie provenzali e in un negozio incredibile di biscotti. L’aspetto culturale della gita per ora fatica ad emergere. Ma stiamo per arrivare al pays catare, e allieto i compagni di viaggio con letture Catare e leggende sulla dama Cascais. Senonchè la tappa di Carcassonne delude un po’. Certamente affascinante il colpo d’occhio arrivando, poi nella la città merlata sembra di essere in un outlet più che ricordare i Catari . Troppi negozi e trattorie e gadgets. Dovendo fare un paragone mi viene in mente Mont Saint- Michel in Bretagna ( a proposito andateci in Bretagna, fantastica) che però mi era parsa più autentica, a prescindere da Viollet le Duc intendo. Abbiamo dormito in una chambre d’hotes che sconsiglio, per la camera ed il bagno che definire piccoli è un complimento e dunque lascerei perdere la Villa Cedres ad Alzonne.

In due ore di autoroute si passa in Spagna ed eccoci al Museo Dalì di Figueres, che al contrario di Dalì fa di tutto per nascondersi quindi occhio arrivando, non aspettatevi indicazioni e cartelli perché vi trovate alla fine della città e dovete tornare indietro. E pensare che con le uova sul tetto non passa inosservato, solo che lo vedi quando si trova davanti essendo bassino e nascosto dai palazzoni intorno. Non è l’ideale arrivarci di domenica pomeriggio: troppa gente e spazi ristretti. Comunque un museo, anzi come diceva Dalì un non-museo, assai originale. Lasciate in guardaroba la valigia della vostra razionalità: è da guardare e riguardare perché spesso le immagini sia nella tecnica che nei significati sono duplici, e Dalì comincia ad ipnotizzarti. Consiglio di arrivarci con qualche lettura precedente (tra i molti siti web http://digilander.Libero.It/dave61/dali/ ) ed una infarinatura sul surrealismo: non c’è visita guidata al Museo né didascalie per cui ciascuno deve capire da solo. Nello spazio vendita all’ingresso tra i vari libri consiglio una guida piccola e quadrata (in italiano) del Triangle Postals, intitolato Dalì, il triangolo dell’Empordà, molto esauriente e serve anche per la casa al mare di Dalì che abbiamo visitato il giorno dopo.

Insomma, val la pena il Museo di Figueres e qualcosa ti lascia. Io ad esempio mi sono portato via il concetto della Venere di Milo a cassetti, ma non è qui la sede per entrare nel merito. Il museo costa 10 euro e non è necessaria la prenotazione. Lo è invece per la casa di Dalì al mare a Cadaques, anzi per essere precisi nella baia subito dopo che si chiama Portlligat e quindi abbiamo prenotato l’ingresso alle 10,30 del lunedì (via mail http://www.Salvador-dali.Org/museus/portlligat/index.Html ) e due sere all’hotel Calina (http://www.Cbrava.Com/calina/index.Htm) che consiglio vivamente: sul mare a 200 metri dalla casa di Dalì, camere pulite e confortevoli, colazione all’aperto ai bordi della piscina con vista incantevole sulla baia, 80 euro a notte la doppia con prima colazione

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