Barcellona a dicembre

Per noi italiani che abitano in città (io, per lavoro, a Roma) è diventato arduo recarsi all’estero. Eh si. Vado a Berlino, trovo una città organizzata e pulita e penso “Beh, sono tedeschi, si sa”. Vado in Francia e trovo ...

  • di diniantonio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Per noi italiani che abitano in città (io, per lavoro, a Roma) è diventato arduo recarsi all’estero. Eh si. Vado a Berlino, trovo una città organizzata e pulita e penso “Beh, sono tedeschi, si sa”. Vado in Francia e trovo città vivibili e penso alla Grandeur francese. Vado in Gran Bretagna e, a partire da Londra, trovo centri efficienti e qualità della vita (clima a parte), e penso che gli inglesi sono sempre stati “più avanti”. Vado a Barcellona e... rimango senza parole. Un misto, scegliete voi cosa prevale, di rabbia, invidia e vergogna. Anche in Spagna (ma non sono latini pure loro?) trovo una città vivibile, grandi spazi, ordine e rispetto civico, trasporto pubblico efficientissimo. Non trovo, ed è incredibile quanto me ne meravigli, auto parcheggiate ovunque, manifesti pubblicitari o “politici” attaccati ovunque, scritte sui muri (poche poche, anche in periferia e quelle viste erano sulle saracinesche e non sui muri), motorini abbandonati sui marciapiedi. E a Barcellona auto e moto non solo si fermano al semaforo rosso, ma, non ci crederete, riescono a fermarsi tutti prima della linea bianca sull’asfalto senza invadere lo spazio di attraversamento dei pedoni (forse a Roma i freni non funzionano...).

Questa la mia prima impressione di un bel viaggio a Barcellona.

Scrivo qualche nota che possa essere d’aiuto altri TPC insieme ai tanti racconti già presenti su Barcellona.

Partenza 30 novembre da Treviso ore 18,20.

Avvertenza: da un po’ di tempo la Ryan Air, comunque mitica, fa pagare per il bagaglio da imbarcare in stiva. Conviene pagare on-line quando si fa il biglietto, altrimenti in aeroporto si paga il doppio (10 euro a tratta per bagaglio).

Curiosità: al minuscolo aeroporto di Treviso (una nuova aerostazione è in costruzione) è la hostess che si arrampica su uno sgabello e mette a mano sopra al banco check-in il cartello con la destinazione del volo. E nella sala di attesa c’è una tv, spenta, che come minimo ha 25 anni di vita.

Dal minuscolo aeroporto trevigiano Ryan Air,, che ci aveva stuzzicato l’idea del viaggio con prezzi clamorosi, ci dà una mezza delusione con il decollo per Girona che avviene con 1 ora e 30 di ritardo.

Per fortuna a Girona io e Agnese troviamo subito (9,30 circa) l’autobus per Barcellona (biglietto prima dell’uscita, costo 11 euro A/R, facendo subito il ritorno si risparmia qualche euro).

In meno di un’ora si arriva all’Estacio de Nord (vicino all’Arco di Trionfo, fermata Metro “Metropolitan”).

Albergo: Condestable (prenotato on-line dal sito Ryan Air). Prezzo popolare, pulito, posizione strategica (Ronda Università, a 500 metri da Plaza de Catalunya), un po’ rumoroso.

E’ mezzanotte, ma per cenare non c’è problema. La Rambla è ancora animata. Siamo stanchi, e, come consigliato da diversi TPC, prendiamo la prima via laterale che troviamo e ci infiliamo in un locale molto carino dove mangiamo un piatto di affettati locali favoloso.

1 dicembre Gran sole, temperatura mite. Dopo colazione (cornetto deludente), via a Parc Guell. Metro (facciamo il T-10 anche se, per noi che camminiamo molto, 10 viaggi in bus e metro in 3 giorni sono troppi), scendiamo a Vallarca. Da qui il percorso è in salita, e se funzionassero le scale mobili sarebbe ... meglio. Il 1 dicembre non andavano, ma se sono in funzione meglio scendere a Vallarca che a Lesseps (1,5 Km a piedi in salita, noi li facciamo in discesa e sarebbero da evitare perché non c’è NIENTE). Due le cose più belle del Parco: il verde e il lucertolone di Gaudì all’ingresso (per chi arriva da Vallarca all’uscita)

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