4 giorni a Siviglia

Dopo aver letto l’ultimo libro di Dan Brown, ho deciso che Siviglia mi sarebbe piaciuta. Quindi ho trovato un’offerta per il periodo 7-10 dicembre e siamo partiti, con mio marito e mia figlia. Unico lato negativo, l’operativo dei voli Eurofly: ...

  • di Stefania C.
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo aver letto l’ultimo libro di Dan Brown, ho deciso che Siviglia mi sarebbe piaciuta. Quindi ho trovato un’offerta per il periodo 7-10 dicembre e siamo partiti, con mio marito e mia figlia. Unico lato negativo, l’operativo dei voli Eurofly: partenza alle 7:10 da Fiumicino il 7 e rientro alle 4 di mattina (in ritardo spaventoso) l’11. La levataccia ha però un vantaggio: il 7 dicembre alle 10:30 eravamo in albergo, a Luis Morales. Non nel centro storico, ma un 4 stelle molto confortevole in posizione strategica per lo shopping un po’ frivolo: esattamente di fronte a El Corte Ingles e a 300 mt. Dal nuovo centro commerciale Nerviòn Plaza, pieno di negozi, ristoranti e fast food. Per arrivare al Barrio Santa Cruz da Luis Morales ci vogliono 15-20 minuti a piedi, ma è meglio in taxi, costa meno di 4 euro (in Italia ci avrebbero spennati) e tanto lungo il tragitto non c’è niente di interessante da vedere. Il Barrio è l’antico quartiere ebraico, pieno di negozietti, ristoranti, bar, case bellissime, colorate e caratteristiche, con i balconi di ferro lavorato e decorazioni di ceramica ovunque. Le strade sono così strette che alcune permettono il transito solo ai pedoni e tutti i viali sono costeggiati da aranci (con relativi frutti). E’ l’Andalusia come uno se la immagina. Noi abbiamo girato sempre a piedi per il centro, macinando innumerevoli chilometri, ma ogni angolo è diverso dall’altro e ci sono tante di quelle cose inaspettate da osservare che solo la sera ti accorgi di quanto hai camminato. Entrati al Barrio, basta seguire il suono delle campane per arrivare alla cattedrale: noi l’abbiamo trovata così! La cattedrale di Siviglia è stupenda. Il giorno dell’Immacolata siamo riusciti ad imbucarci –ancora non sappiamo come- alla messa celebrata dal cardinale, cantata da un coro spettacolare. L’organo è impressionante. Il cardinale è stato buono e ci ha dato l’indulgenza plenaria (speriamo che duri...). La visita alla cattedrale costa 7,5 euro (gratis per i bambini). La fila per entrare può spaventare, ma scorre molto velocemente e si possono vedere tante cose, compreso il tesoro, la tomba di Colombo e la torre della Giralda. La piacevole sorpresa è che la salita alla torre è costituita da 34 rampe, quindi è molto meno faticosa di una scalinata. C’era gente che saliva e scendeva con passeggini e trolley, cosa che mi è sembrata un po’ bizzarra. Durante la salita, ogni tanto c’è qualche finestra da cui fotografare, e lo spettacolo della città dalla cima è fenomenale. All’uscita si passa per il Patio de los Naranjos, che pare fosse il giardino dell’antica moschea (distrutta per costruire la cattedrale). Di fianco alla cattedrale c’è l’Alcazar, il castello. Abbiamo visitato anche quello, ma devo dire che non ci ha entusiasmato. Non abbiamo voluto prendere l’audioguida, quindi forse abbiamo saltato qualcosa di interessante... All’interno c’era un’esposizione sulle esplorazioni per mare del passato e del presente e la cosa più emozionante è stata vedere il diario di bordo e la clessidra di Cristoforo Colombo. Ad un paio di chilometri dall’Alcazar c’è Plaza de Espana, da non perdere ASSOLUTAMENTE, con un’enorme fontana al centro e un palazzo a semicerchio davvero monumentale (oggi sede di uffici governativi). Tutta decorata di ceramiche, compresi i ponticelli. Di fronte a Plaza de Espana ci sono i giardini Maria Luisa, e proseguendo si arriva al lungofiume. Poco lontano, sempre sulla riva del fiume, c’è Plaza de Toros, che per motivi animalistici abbiamo visto solo dall’esterno. Sempre per gli stessi motivi, non abbiamo fatto il giro sulle carrozze trainate da cavalli che imperversano per tutta la città. Abbiamo preferito massacrarci i piedi. Questa faccenda dei tori e dei cavalli è l’unica cosa che ci ha un po’ amareggiati di Siviglia, ma d’altro canto è parte della tradizione. E poi anche in Italia c’è questa mania delle carrozze. I cavalli erano bellissimi andalusi, e molti di loro hanno ricevuto una dose di coccole e grattatine sotto i finimenti da parte di mia figlia mentre riposavano in attesa di clienti. La cultura del cavallo è molto radicata e ci sono tanti negozi che vendono selle e accessori per l’equitazione di qualità a prezzi contenuti (es. La catena “El Caballo”). Proseguendo oltre Plaza de Toros si arriva a Plaza de Armas, per la quale avevamo grandi aspettative: invece non è altro che un centro commerciale. Molto carina invece Plaza Nueva, con le aiuole strapiene di stelle di natale. In questo periodo, in diverse piazzette del centro ci sono i mercatini che vendono tutto –ma proprio tutto- per allestire il presepe. Per le famose ceramiche, siamo stati nel quartiere di Triana, dall’altra parte del Guadalquivir rispetto al Barrio, più o meno all’altezza di Plaza de Toros, però era sabato e non tutte le fabbriche erano aperte. Le ceramiche si trovano in tutti i negozi della città, ma qui forse costano un po’ meno e c’è sicuramente più scelta. A Triana cercavamo anche le rovine del Castello di San Giorgio, sede dell’Inquisizione, perché volevo fornire a mia figlia, che fa catechismo, alcuni cenni storici sulle attività passate della Chiesa che solitamente ai giorni nostri vengono “sorvolate”. Pensiamo di aver trovato quanto rimane del castello: ci hanno costruito sopra un mercato coperto, ma al centro, da una vetrata, è possibile vedere antiche mura più in basso. Mangiare a Siviglia non è un problema, e lo si può fare anche con poco con le tapas, nelle cerveterias o negli innumerevoli fast food. Noi siamo andati a mangiare la paella andalusa al ristorante El Girardillo, che come suggerisce il nome è proprio di fronte alla Giralda, a Plaza Virgen de Los Reyes. Ottima la paella, caratteristico e lussuoso l’ambiente, ma prezzi sono veramente esagerati. Però era il nostro anniversario di matrimonio ed eravamo in vena di follie. Per il flamenco, abbiamo optato per la famosa La Casa della Memoria (Calle Ximenez de Enciso). E’ necessaria la prenotazione (preferibilmente il giorno prima, si può fare anche telefonicamente) perché i posti sono limitati. Ci sono solo 2 spettacoli: alle 21:00 e alle 22:30. Costo: 13 euro. Lo spettacolo (durata: un’ora) si tiene in un piccolo cortile interno (non riscaldato) con 3-4 file di sedie, addobbato di fiori, piante, candele e lanterne, molto suggestivo. Al centro del cortile c’è una pedana di legno dove si esibiscono i giovani talenti, nel nostro caso: un cantante, un chitarrista e 2 ballerine di flamenco. Il cortile ha un colonnato e quindi chi arriva tardi rischia di finire seduto dietro una colonna. Noi, avendo una bambina, siamo arrivati un’ora prima, ci siamo messi in fila, siamo morti di freddo nell’attesa, ma almeno ci siamo potuti sedere in pole position, praticamente ad un metro e mezzo dalla pedana. Sconsigliato a chi non ha mai visto uno spettacolo di flamenco prima: i costumi e la scenografia non sono quelli che ci si aspetterebbe. Però è più autentico e coinvolgente. E soprattutto, il prezzo è notevolmente inferiore rispetto alle alternative più “turistiche”. Per uno spuntino, li’ vicino (Calle Santa Maria La Blanca) c’è una rosticceria ad angolo che fa crocchette di patate, di pollo e di pesce veramente squisite, fritte al momento. Si ordina dentro, si paga a peso e si può mangiare ai tavolini all’aperto. Il clima in questo periodo è più o meno come da noi: 9 gradi la mattina, 15-16 gradi la temperatura massima. Attenzione ai borseggiatori. A noi non e’ successo niente, ma sull’aereo al ritorno ho sentito un gruppo di persone raccontare di essere state derubate in modo singolare: i portafogli erano stati “alleggeriti” e poi rimessi nella borsetta. Infine, ultimo commento su Siviglia, che ci è piaciuta davvero tanto: è pulitissima! Le strade vengono tirate a lucido e spazzate in continuazione. Noi siamo rimasti in tutto 4 giorni e ce li siamo goduti appieno, ma consiglio vivamente a chi ha intenzione di visitare questa città di mettere in preventivo almeno 3 giorni completi, ci sono tante cose da vedere e anche camminare senza meta può essere piacevolissimo e riservare delle sorprese.

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