Isla de el Hierro

Finalmente mi sono deciso a raccontarvi di questa meravigliosa isola, sempre ero stufo di scrivere, avevo qualcosaltro da fare o semplicemente non c'avevo que (come si dice a Genova). Ma l'isola del Hierro e' un posto troppo speciale per non ...

  • di Dadda
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Finalmente mi sono deciso a raccontarvi di questa meravigliosa isola, sempre ero stufo di scrivere, avevo qualcosaltro da fare o semplicemente non c'avevo que (come si dice a Genova). Ma l'isola del Hierro e' un posto troppo speciale per non avere neppure due righe tra le pagine dei turisti per caso e mi sentivo il dovere di farlo, prima o poi. Prima di tutto bisogna dire che l'isola del Hierro e' la "settima" tra le isole canarie, la piu' sconosciuta sia in Spagna che all'estero e la meno turistica. E' inoltre la piu' piccola, la piu' occidentale e la meno abitata . Distante dalle rotte turistiche e' difficile da raggiungere e fortunatamente non e' stata ancora rovinata dal turismo di massa e dalla speculazine edilizia. Per tutte queste ragioni l'isola e' ancora un paradiso.

Al Hierro bisogna andarci apposta, da Tenerife normalmente ma dopo un lungo tragitto in tragetto (noi con Naviera Armas); e' quindi sconsigliabile farlo per un giorno o una notte (non vale propio la pena). Io abitavo a Tenerife e quindi era tutto piu facile. Infatti il Hierro e' un "tempio turistico" per i canari che, stanchi dei "Ghiri" (stranieri), si rifugiano nell'ultima isola che piu di tutte difende la loro cultura ed i loro costumi. Al Hierro, incredibile davvero c'e' anche l'aeroporto con voli giornalieri realizzati dalla binter Canarias. Tuttavia col traghetto, ed in una bella giornata di sole, e' facile che si possano incontrare i delfini e, il panorama della Gomera con all'orizzonte il Teide, e' qualcosa di spettacolare.

L'isola e' piccola e divisa in solo due comuni, quello di Valverde (capitale) e Frontera. La prima notte abbiamo dormito propio a Valverde dopo aver affittato una Punto nel porticciolo di Puerto Estaca dove arriva il traghetto. L'auto e' il mezzo piu comodo e veloce di visitare l'isola, andate dove volete e vi fermate dove vi pare. In Canarias non ci sono treni, al Hierro le strade sono buone ed ovviamente non ci sono problemi di parcheggio (come a Santa Cruz di Tenerife!!) A Valverde c'e' una magnifica chiesa in stile barocco canario ed un centro storico conservato benissimo; la sera del nostro arrivo c'era una festa (probabilmente qualche patrono, come sempre in Spagna) e con mio cognato ci siamo bevuti un paio di Doradas (la birra di Tenerife) commentando il culone enorme delle ragazze del posto. Ma soprattutto nella zona di Valverde ci sono delle piscine naturali spettacolari nella zona della Caleta, un angolo incantato nella frazione di Tamaduste e la roccia a forma di arco, scolpita dalle onde, a Charco Manso che e' davvero da non perdere. La roccia e' vulcanica, della dimensione di un ponte, in una zona ventosa con onde giganti; si raggiunge percorrendo una stradina che scende, piena di curve in un paesaggio atlantico, ancora vergine e senza costruzioni. Bellissimo.

Sto mescolando le giornate ma non importa. La seconda giornata, quella completa, ci siamo diretti verso occidente meta principale della mia curiosita'. Volevamo visitare il famoso faro de Orchilla, dove passava il meridiano zero prima che lo spostassero a Greenwich, frontiera del mondo occidentale prima che si scoprisse l'America. Per un sacco di anni infatti, nella storia moderna, era il Hierro il confine estremo del mondo piatto, e la Orchilla, il punto estremo. La Orchilla e' un posto isolato e deserto; quel lato dell'isola e' secco e roccioso ed il faro si erge all'orizzonte e si raggiunge solo percorrendo una strada polverosa ed assolata. Una croce vi avvisa che avete raggiunto il confine del mondo

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