Formentera alternativa: manuale d'uso

L’isola di Formentera viene descritta spesso come l’ultimo paradiso del Mediterraneo. Il problema universalmente segnalato è però sempre lo stesso: che prezzi! Personalmente non posso che confermare entrambi gli aspetti. La “piccola delle Baleari” è incantevole in ogni angolo, l’ideale ...

  • di Vagabonda
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L’isola di Formentera viene descritta spesso come l’ultimo paradiso del Mediterraneo. Il problema universalmente segnalato è però sempre lo stesso: che prezzi! Personalmente non posso che confermare entrambi gli aspetti. La “piccola delle Baleari” è incantevole in ogni angolo, l’ideale per passare una vacanza meravigliosa e indimenticabile a pochissima distanza dall’Italia. E, ahimé, confermo anche i prezzi alti rispetto, ad esempio, alla ben più abbordabile Grecia. Nonostante tutto, il mio ragazzo ed io siamo tranquillamente “sopravvissuti” per le prime due settimane di agosto (quindi non bassa stagione) su questa isola favolosa, spendendo meno di 800 euro a testa tra alloggio, trasporti e cibo, e senza farci mancare assolutamente nulla. Il tutto è stato organizzato rigorosamente col “fai-da-te”, ossia senza rivolgerci ad agenzie e tour operator ma “perdendo tempo” (in realtà per me organizzarmi da sola i viaggi è un piacere e un divertimento) tra siti Internet e guide on-line.

Quello che segue, più che un reale diario di viaggio, è quindi una guida pratica dell’isola con informazioni sparse, dettate esclusivamente dalle mie esperienze personali... Utile? Non so, di sicuro cercherò di inserirvi tutto ciò che personalmente avrei voluto sapere prima di partire. VIAGGIO: Noi abbiamo volato con la compagnia low-cost Easyjet, prenotando il volo con la carta di credito direttamente dal sito internet della compagnia. In due, per il volo andata e ritorno Malpensa-Ibiza-Malpensa, abbiamo speso 367 euro (183,50 a testa). Per avere questo prezzo così conveniente abbiamo comunque prenotato a febbraio. Solo pochi giorni dopo la nostra prenotazione, il prezzo era già aumentato di una 50ina di euro. Easyjet, oltre a non offrire “gratuitamente” il pasto (se volete mangiare in volo, portatevi qualcosa da terra o compratelo in aereo), non assegna posti a sedere. La logica è quella del “chi prima arriva meglio alloggia”, ossia prima vi presentate al check-in, prima salirete sull’aereo e avrete quindi maggiori possibilità di scelta. Questo si traduce in scene alle volte pacchiane, con intere famigliole che presidiano tutti i banchi dei check-in Easyjet, per poi trasferirsi in massa da quello che effettivamente apre. Il limite di peso per il bagaglio imbarcato è di 20 kg per passeggero; il bagaglio a mano non ha invece limite di peso (“con raziocinio”, come specifica la compagnia, nel senso che dovete essere in grado di metterlo nella cappelliera senza problemi) ma di misure (55 x 20 x 40 cm).

Una volta sbarcati a Ibiza bisogna raggiungere il porto per prendere il traghetto per Formentera. Per problemi di orario noi all’andata ci siamo visti costretti a prendere il taxi: l’ultimo traghetto per l’isola parte infatti alle 22:30; dopo quest’orario, l’unico modo per raggiungere Formentera è utilizzare il taxi marittimo il cui costo, sentendo varie fonti, sembra aggirarsi sui 160 euro, divisibili per il numero di persone che vi salgono (non so però quale sia la massima portata). Tornando a noi, all’andata il traghetto veloce della Transmediterranea ci è costato 18,50 euro a testa, mentre al ritorno con la Balearia (sempre linea jet) abbiamo speso 16,50. La linea jet dovrebbe impiegare circa 30’ a coprire la breve distanza tra le due isole; all’andata però, a causa del mare mosso, abbiamo impiegato sui 45’. DORMIRE: Dopo mesi di ricerche su Internet, non volendo assolutamente rivolgerci ad un tour operator, abbiamo trovato l’alloggio forse più abbordabile in tutta l’isola. Si tratta dell’hostal Pepe di Sant Ferran, i cui gestori sono quelli del famoso ristorante Fonda Pepe che si trova esattamente di fronte. Per le prime due settimane di agosto, in camera doppia con prima colazione a bouffet, abbiamo speso 728 euro in due (364 a testa). Nell’hostal si trova anche una veranda con una bella piscina, nel caso non vi bastassero i bagni nel mare turchese dell’isola. Questo alloggio è, a mio parere, una buona soluzione per una clientela con non troppe pretese (che non spasima cioè per avere tv color, frigobar e aria condizionata in camera, ma si accontenta di un ambiente semplice e ovviamente ben pulito) e... Che non ha problemi di insonnia! Ogni sera infatti, nella piazzetta di Sant Ferran proprio sotto l’albergo, si radunano i giovani dell’isola che chiacchierano e suonano chitarre e bonghetti fino all’alba. Per me, che non ho problemi a dormire, era molto piacevole addormentarmi al suono della musica (non “tunz tunz”, erano ritmi anzi piuttosto “lounge”), ma mi rendo conto che chi non riesce a prendere sonno se non in silenzio assoluto potrebbe avere problemi. In generale la proprietaria cerca di assegnare prima le stanze sul retro (come in effetti era la nostra), e solo una volta occupate queste ultime, quelle che danno direttamente sulla piazza. Per contattare il Fonda Pepe bisogna usare il caro vecchio telefono: né l’hostal né il ristorante hanno sito internet o indirizzo e-mail. Il numero è +34 971 328 033. La “receptionist” capisce (e si fa capire a sua volta) l’italiano. Non fatevi intimidire: Rosalia al telefono è decisamente burbera... Dal vivo, come per incanto, si trasforma invece in una persona molto gentile e fin troppo disponibile (ho visto parecchi clienti chiederle di lavare, stirare o rammendare i loro vestiti!). Peculiarità dell’albergo è quella di non accettare prenotazioni a lungo termine, e di conseguenza non farsi spedire caparre. Noi, che saremmo arrivati il 29 luglio, dopo diverse telefonate siamo riusciti a prenotare solo il 10 lasciando nome e cognome. Non vi nascondo che, fino a quando non ho avuto in mano le chiavi della camera, sono stata vagamente preoccupata, comunque tutto è andato a buon fine! TRASPORTI: Noi siamo forse gli unici italiani che hanno deciso di andare alla scoperta dell’isola a pedali e non a motore. Se non siete troppo pigri, la bicicletta è un ottimo mezzo per girare Formentera che è comunque molto piccola: solo 18 km da un capo all’altro. Sant Ferran, vista la sua posizione quasi al centro dell’isola, è un ottimo punto di partenza per qualunque escursione e per godersi la movida serale di Es Pujols (a 5 minuti di bicicletta). La distanza maggiore è per il Far de la Mola, che si trova a circa 13 km di distanza, di cui 3 di salita (non aspettatevi il Mortirolo, non è una salita poi così faticosa!). Due mountain bike per 13 giorni, affittate al Moto Rent Migjorn che ha una specie di convenzione con il Fonda Pepe e quindi ci ha fatto anche un po’ di sconto, ci sono costate un centinaio di euro (sui 50 a testa). Va detto che nella nostra scelta ha pesato anche il fatto di rimanere sull’isola per due settimane: in questo modo abbiamo visitato tranquillamente una spiaggia al giorno senza la frenesia di doverci spostare più volte al giorno per vedere ogni zona. Comunque, per arrivare nelle varie spiagge, non abbiamo mai impiegato più di mezz’oretta di pedalata tranquilla

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