Le Canarie? Vale la pena

Dire” Sono stata alle Canarie” spesso suscita sorrisini di compatimento in chi pensa che siano meta di una vacanza da pensionati, oppure l’ironia di chi ritiene che solo gli snob possano trascorrervi qualche giorno. In effetti non vi si trovano ...

  • di sirka
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Dire” Sono stata alle Canarie” spesso suscita sorrisini di compatimento in chi pensa che siano meta di una vacanza da pensionati, oppure l’ironia di chi ritiene che solo gli snob possano trascorrervi qualche giorno. In effetti non vi si trovano camere in affitto o piccole pensioni per una semplice vacanza “ fai da te”, ma è meglio affidarsi alle agenzie che offrono il classico pacchetto a una cifra veramente conveniente se si pensa alla qualità dei resorts. Abbiamo scelto, dopo accurati approfondimenti, due isole tra le meno turistiche, che in 15 giorni abbiamo girato in lungo e in largo affittando l’auto: Lanzarote e La Palma. Dopo le asperità di Lanzarote, ancora in parte selvaggia e solitaria, La Palma, con il suo clima eccezionale e la sua natura verdeggiante, ci ha permesso di concludere la vacanza nella pace più assoluta. Abbiamo pasteggiato in un vastissimo locale avvolti da musica classica e circondati da piante tropicali e zampilli di fontanelle, all’hotel Barcelò di Lanzarote e alloggiato in spaziosi bilocali, anche se in parte, disturbati dalla vicinanza della piscina e dell’animazione notturna; siamo ingrassati piacevolmente al coloratissimo buffet di alta qualità, dell’hotel della catena Princess a La Palma e ci siamo sollazzati ( un paio di volte ) ai bordi delle 12 tranquille piscine sullo sfondo di un oceano blu cobalto.

Lanzarote vive in un perfetto equilibrio tra arte e natura: una natura vulcanica, aspra, solitaria, battuta da un vento accettabile ( non come a Fuerteventura che sconsiglio vivamente), non ancora completamente deturpata da costruzioni, frutto di una speculazione edilizia che spero non dilaghi negli anni futuri. Aleggia dovunque nell’isola l’anima di Cesar Manrique, designer, scultore, artista poliedrico, morto nel 1992 in un incidente vicino alla sua casa, amico di Picasso e di Mirot, che è riuscito con estro, fantasia e un indubbio amore per la sua isola, a creare imponenti e suggestive sculture tra la terra nera che si stende ai piedi dei vulcani, come il Monumento al campesinos che si erge accanto al bellissimo museo etnografico, di un bianco accecante in una distesa scura; è opera sua anche un fantastico giardino dove 1500 specie di cactus disegnano forme evanescenti, enormi e minuscole, che s’intrecciano, s’innalzano grandiose, strisciano, si arrampicano sulle pareti di un’enorme buca circolare. In alto troneggia un antico mulino. Percorrere i vialetti è come immergersi nella fiaba di Alice nel paese delle meraviglie, così come visitare la sua casa, un vero capolavoro di intelligenza creativa, diventato ora un museo; le stanze, bianche, scavate in una bolla lavica, si rincorrono e si dipanano una dopo l’altra, collegate da cunicoli, scalette, alcune a cielo aperto, altre chiuse tra la roccia, ma con ampie finestre che si aprono su un paesaggio libero, deserto, nero e perfettamente silenzioso. Da non perdere un’altra creazione dell’artista: il Jameos del Agua luogo suggestivo con il suo museo vulcanologico e un ristorante creato in un anfratto lavico; sotto, penetrò anticamente l’acqua marina: solo lì vivono, nel buio più profondo, minuscoli granchietti solitari. Appena usciti da questo luogo affascinante, il consiglio è di percorrere una stradina deserta, diritta che sembra condurre all’infinito...In fondo, il Mirador de Rio, luogo panoramico sull’Isla Graziosa. Se amate fotografare, troverete spunti eccezionali di colori, forme strane che il mare assume a secondo dell’ora e del vento. Manrique diede la sua impronta anche alle casette nei paesini, bianche, con le imposte verdi e con i comignoli sormontati dalle caratteristiche “cipolle”

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