Abbuffata di Slovenia

Full immersion tra natura, buon cibo e storia

  • di Giacomo Ferrari
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Quest’anno, per il mio compleanno, la mia ragazza ha pensato bene di regalarmi un soggiorno di 5 giorni in Slovenia, un paese a me sconosciuto ma che mi ha piacevolmente sorpreso.

Come al solito ci siamo affidati alla sapiente guida Lonely Planet, e alle conoscenze di Rachele che c’era già stata sei volte. Vista la media durata del soggiorno abbiamo pianificato un itinerario che unisse la visita alla capitale Lubiana e ad altri luoghi d’interesse con le meravigliose attrattive naturalistiche che questo piccolo paese riserva.

Giorno 1

Sveglia ad ore 6.00 e partenza in direzione Rateče, a poche centinaia di metri dal confine con l’Italia, dove avevamo prenotato un appartamento tramite Booking nella struttura “ Apartments and rooms Tempfer” alla modica cifra di 240 euro per 4 notti.

Dopo un viaggio in auto di circa 5 ore (unica pecca il tratto appenninico dell’Autostrada del Sole) siamo arrivati a destinazione, dove abbiamo immediatamente acquistato la Vinieta settimanale (15 euro) , un adesivo da applicare al parabrezza che consente di circolare liberamente sulle autostrade slovene.

Giunti a Rateče ci siamo ricordati di non essere più in Italia (sob) e che quindi non potevamo usare il navigatore, né avevamo l’indirizzo della struttura... colti dal panico ci siamo fermati nella piazza del paese cercando un modo per connettersi furtivamente a una qualche wifi libera. Provvidenzialmente si è accostato alla nostra macchina lo stesso proprietario dell’appartamento, il quale avendo visto la targa italiana dell’auto e due giovani apparentemente persi all’interno, ha pensato che si trattasse dei suoi misteriosi ospiti. Il proprietario ci ha quindi mostrato dove si trovava la struttura consigliandoci, visto che si era fatta l’ora di pranzo, una Gostilna (trattoria) vicinissima in cui andare a pranzo.

L’argomento cibo merita un capitolo a parte in questo nostro racconto: la premessa principale da fare è che le porzioni slovene sono, in genere, estremamente abbondanti per noi italiani. Conoscendo questa semplice regola si può evitare di passare la vacanza a letto con un’indigestione in corso. In questa prima gostilna abbiamo trovato un ambiente ospitale e casalingo ( comune a quasi tutte le gostilne del paese) con cucina semplice e tradizionale. Abbiamo ordinato alcune delle specialità del luogo: zuppa di aglio o funghi servita all’interno di pagnotte svuotate, e un secondo piatto costituito da ćevapčići (piccole salsicce di manzo speziate) servite con abbondante (e quando dico abbondante intendo abbondante) contorno di patate o crauti.

Come seconda regola per quanto riguarda il cibo in Slovenia è importante sapere che i ristoranti sono, solitamente, molto più economici rispetto all’Italia.

Finito di pranzare abbiamo fatto ritorno alla struttura dove il proprietario, sempre gentilissimo e molto disponibile, ci ha mostrato il nostro appartamento. La casa era pulitissima, ai limiti del maniacale, con un bel balcone vista paese e valle, e funzionale. Dopo aver sistemato le valigie, stanchi dal viaggio, ci siamo riposati un po’ e verso sera ci siamo avviati in quella che d’inverno rappresenta il fulcro dell’attività sciistica: Kranjska Gora, a pochi chilometri da Rateče. Il paese d’inverno è molto movimentato (per quanto lo possa essere un piccolo paese Sloveno ai piedi del Triglav) e la vita ruota intorno agli impianti sciistici aperti , per altro, anche in notturna. In paese abbiamo fatto una passeggiata lungo le piste illuminate, dove abbiamo potuto scattare qualche foto vicino al villaggio igloo e alla pista di pattinaggio sul ghiaccio. Le temperature in questo periodo sono abbastanza basse e soprattutto molto umide, per cui, infreddoliti, abbiamo deciso di attendere l’ora di cena al Vopa Pub, il più grande di Kranjska Gora, dove abbiamo preso una cioccolata calda ed una birra Union. Il ristorante dove abbiamo cenato, Gostinstvo Kotnik, è senza dubbio il più grande e centrale di tutto il paesello, ospitando al suo interno una pizzeria e una pensione. Qui abbiamo gustato un piatto di salumi misti locali e un ottimo gulash di selvaggina alla modica cifra di 34 euro totali.

Post cena abbiamo fatto una passeggiata digestiva per il paese e siamo tornati a casa

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