Siviglia la bella

Giro con sette donne in una delle città più belle d'Europa... e si può sopravvivere!

  • di Tonyofitaly
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Fino a 500 euro
 

L’idea di rivisitare Siviglia è nata a febbraio del 2017 quando, in un soggiorno a Marrakech, proposi alle mie tre amiche/colleghe di viaggio di visitare in terra europea una delle città che rispecchiava, a mio parere, l’arte moresca nel suo splendore: la proposta, visto anche l’ottimo esito del w-e marocchino, fu accettata con fervore. Nel settembre scorso, durante una delle mie solite incursioni sul sito della Ryanair a caccia di offerte, mi sono imbattuto in un volo da Malpensa per Siviglia venduto a prezzo ottimo: una mail per gli uffici e in due giorni ho raccolto le adesioni, permettendo la rapida formazione del gruppo che avrebbe partecipato alla gita ossia sette donne (le signore) e il sottoscritto. Ovviamente ho prenotato subito su Booking l’albergo e, prima della partenza, mi sono poi impegnato a prenotare sia l’ingresso alla Cattedrale sia quello all’Alcazar. Oltre a ciò, le signore hanno suggerito di comprare anche l’imbarco da stiva per una valigia, in modo da poterci mettere i loro trucchi, le trousse e i regali. Ed è così, pronti, che siamo partiti per la capitale andalusa.

10 marzo

Il giro di raccolta del van noleggiato con l’autista ha iniziato a prendere le mie amiche fin dalle 7.45 del mattino e, in poco più di mezz’ora, il gruppo si è costituito ed è diretto alla Malpensa. Purtroppo una collega ha dovuto rinunciare per problemi familiari ma, a parte il dispiacere della sua mancata partecipazione, lo spirito è comunque abbastanza alto e le signore sono molto cariche. Arriviamo a Malpensa in perfetto orario e facciamo il drop-off della valigia con i successivi controlli in breve tempo, in modo da dedicarsi allo shopping fino all’imbarco: il volo pieno decolla in perfetto orario alle 12.30 diretto a Siviglia.

Il tempo non promette nulla di buono ma, lungo la strada, le nuvole si diradano e l’aereo, dopo poco più di due ore, atterra in perfetto orario. Ritiriamo celermente tutte le valige (con la nuova politica della compagnia, abbiamo lasciato i trolley appena sotto l’aereo prima di salirci) e andiamo a prendere due taxi fuori l’area arrivi: al prezzo di 24,55€ e in una ventina di minuti, siamo lasciati davanti all’Hotel Abril, un due stelle sito immediatamente alle spalle di Plaça de la Encarnaçion. Il tempo di sistemarci nelle camere, una veloce rinfrescata e poi tutti ci riuniamo per partire alla scoperta della città (non da parte mia, essendo la terza volta che la visito). Uscendo dall’albergo, svoltiamo l’angolo e ci accoglie la piazza de la Encarnaçion con il Metropol Parasol, un’imponente struttura di legno creata per riqualificare la zona. All’inizio della Calle Laraña la chiesa de la Anunciaçion è aperta ai fedeli, ospitando al suo interno la Virgen de Valle, una statua molto venerata dai sevillani. La nostra passeggiata, dopo una sosta alla bellissima Confiteria La Campana, si allunga fino a Mesones Serranito, un ristorante andaluso dove prenotiamo la cena, per poi continuare lungo la calle Tetuàn e sbucare in Plaza Nueva, piena di gente non solo per lo "struscio" del sabato, ma anche per la presenza di un festival dedicato ai paesi sudamericani: molti sono vestiti con abiti folkloristici e la piazza esplode di musica, canti e balli. Riprendiamo la passeggiata lungo Avenida de la Constituçion e giriamo per Calle Alemanes fino a Plaza del Triunfo: siamo nel cuore della città, al cospetto della Giralda e della Cattedrale. Conduco il gruppo davanti all’uscita dell’Alcazar e ci inoltriamo per i vicoletti del Barrio Santa Cruz, suscitando le meraviglie delle signore: i piccoli patii, le finestre colorate e adorne di fiori, le fontanelle e le piccole piazze sono una continua scoperta. Come quella dei tanti negozietti di ceramica e souvenir, che attira irrimediabilmente il mio gruppo e ne rallenta la passeggiata. Passando per la caratteristica Calle Agua, per la Plaza de Santa Cruz e per altri angoli e vicoli, sbuchiamo davanti la Cattedrale giusto in tempo per veder calare il sole e concederci un aperitivo da La Moderna, uno dei tanti bar di Calle Mateos Gago: la prima sangrìa è degustata e direi anche la prima “ciucca”. Rientro in albergo e poi cena al Mesones Serranito: spediamo in media sui 20€ per mangiare gamberetti, tortillas, entrecote e pescespada, serviti da acqua e del buon tinto

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