Il rispetto del Medio Oriente

Viaggio in Siria e Libano

  • di kravmara
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il volo da Malpensa per Damasco ha un orario infame, le 3.40 del mattino. Alle21,00 sono già in aeroporto, in arrivo da Torino con l’autobus, e mi predispongo ad una lunga attesa. Qualche ora prima della partenza vengo avvicinata da un gentile signore che mi chiede se posso prendermi cura, durante il volo e all’arrivo a Damasco, degli anziani genitori che tornano a casa; i due sono carinissimi, lui parla un po’ di francese, lei solo l’arabo ma questo non le impedisce di fare conversazione e di invitarmi a casa loro, la prossima volta che transito dalla Siria!

II giorno: arrivo all’aeroporto di Damasco, valigie in perfetto orario e autista in attesa all’uscita. Dopo poco approdo al Damascus Hostel, un posto meraviglioso con terrazza coperta a ridosso delle mura della città vecchia, gente stravaccata su divani e poltrone, proveniente da tutto il mondo (una lavagnetta sul muro, sotto la scritta WELCOME! elenca nome e nazionalità dei nuovi arrivi), qualche casco blu dell’ONU di stanza sul Golan e in permesso in città e tanti animali, pulcini, anatroccoli e tartarughe che girano liberamente e sono coccolati da tutti. Raymond, il fantastico direttore dell’ostello, mi offre tè e biscotti, prende accordi per i tour che avevo prenotato e mi affida ad un gentile signore che mi porta al negozio di telefonia più vicino per comprare una scheda siriana (economicissima.. ed è la prima volta che mi prendono le impronte digitali per fare il contratto!!) e poi all’albergo che avevo prenotato dall’Italia, l’Orient Palace Hotel. L’albergo è vecchio stile, la camera enorme, con balcone, la pulizia ineccepibile (rimango abbagliata dal bianco delle lenzuola!), il personale disponibilissimo… il tutto per 36 Euro al giorno. Lancio la valigia sul letto e parto alla scoperta della città vecchia, una passeggiata di dieci minuti dall’albergo. Per tutto il giorno vago incantata per quella che è sicuramente una delle città più belle del mondo, scopro moschee, palazzi, vicoli e stradine, mi dedico allo shopping selvaggio (avevo trovato su Internet un articolo su un negozio di antiquariato di fronte alla grande moschea, lo trovo e mi perdo tra pugnali antichi, gioielleria beduina, tappeti e tegole coloratissime provenienti da vecchie case damascene… un paradiso per chi, come me, adora fare acquisti!!), investo 6 euro nel pranzo in un bellissimo ristorante vista moschea.. e riscopro l’incredibile gentilezza e ospitalità dei popoli del Medio Oriente. Ancora una volta mi indigno al pensiero dell’immagine che i media danno di questi paesi.. pericolosi, stati canaglia, le donne devono fare moltissima attenzione, gente infida.. niente di vero, sono posti sicuri, tranquilli, mai in un paese arabo sono stata molestata, piuttosto fatta oggetto di rispettose attenzioni, il che non offende e gratifica pure, e ti senti veramente a casa.

Alla sera torno in albergo e sprofondo nel sonno dei giusti e soddisfatti.

III giorno: inizio alla grande con il Museo Nazionale e proseguo soddisfatissima con l’esplorazione di Damasco e delle sue infinite attrazioni. Ceno in un ristorante consigliato dalla Lonely Planet, dopo aver vagato mezz’ora alla sua ricerca (l’indicazione diceva al piano di sopra di una pasticceria.. nessun problema, basta trovarla…); il cameriere mi porta il menu scritto in arabo, quando torna scopro che non parla inglese, affannosa ricerca di qualcuno che capisca il significato della parola chicken..io mi rifiuto di mangiare l’agnello e in Siria questo costituisce un serio problema, meglio puntare sul pollo che è riconoscibile sempre

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